Non ti scordar di me, tra mito e realtà – Erbe e dintorni

Non ti scordar di me, tra mito e realtà

Non ti scordar di me, tra mito e realtà

Famiglia: Boraginaceae
Genere: Myosotis
Specie: 50
Nome volgare: Non ti scordar di me

Con l’arrivo delle belle giornate, quante volte vi sarà capitato durante una passeggiata di incontrare dei piccoli fiorellini selvatici dalla sembianza delicata e fragile. All’apparenza anonimi che crescono quasi nascosti tra l’erba dei prati ma dal colore intenso.

Non tutti sanno che la tradizione europea fa risalire l’origine del nome di questo fiore ad un’antica leggenda austriaca che narra la storia di due innamorati. Un giorno in una piccola cittadina due giovani passeggiando lungo il Danubio rimasero affascinati dalla grande quantità di fiori blu che venivano trasportati dalla corrente. Il ragazzo, nel tentativo di raccogliere alcuni di questi per regalarli alla sua bella, scivolò nelle gelide acque del fiume e prima di essere tragicamente inghiottito dal suo turbinio gridò alla sua amata disperata: “Non ti scordar di me”.

Come intuibile, la particolarissima perifrasi con la quale viene ricordato questo fiore lo accosta a tutte quelle atmosfere tenere e romantiche che simboleggiano fedeltà e amore eterno.

Durante l’epoca vittoriana (1837-1901), l’interpretazione del linguaggio dei fiori lo collegava al vero amore, duraturo e indimenticabile, motivo per cui il “Non ti scordar di me” adornava l’abbigliamento delle donne sposate e fidanzate. Un nome grazioso quasi paradossale accostato a quello botanico che classifica questa pianta. Sfogliando un’enciclopedia troveremo la parola greca Myosotis che si traduce in “orecchio di topo”, riconducibile alla forma e alla superficie vellutata delle foglie.

Il “Non ti scordar di me” è considerato anche il simbolo del ricordo e della memoria. E’ un fiore da riservare alle persone più care, specialmente a familiari e amici scomparsi. Ogni anno questi virgulti gentili vengono esibiti il primo giorno di luglio a Terranova, in Canada, per commemorare i connazionali caduti per la patria durante la Prima Guerra Mondiale. Inoltre, il “Non ti scordar di me” raffigura anche il simbolo della Alzheimer Society canadese per la lotta contro questa forma di demenza degenerativa incurabile e terminale.

Nel 1948, in occasione del primo convegno annuale delle Grandi Logge Unite di Germania, il distintivo con l’immagine dei fiorellini azzurri di Myosotis indossato sul risvolto della giacca, fu adottato come emblema massonico in memoria dei membri della Massoneria perseguitati dal regime nazista nei campi di concentramento in Europa durante il periodo della Seconda Guerra Mondiale.

Dal 1983, il fiore azzurro è stato adottato come simbolo della Giornata internazionale dei bambini scomparsi, per diffondere un messaggio di speranza e di solidarietà ai genitori rimasti senza notizie dei loro figli.

Myosotis caratteristiche

Non ti scordar di me, tra mito e realtàContrariamente all’immagine allegorica di amore e delicatezza suggerite dal nome, tra le circa 50 specie di “Non ti scordar di me” esistenti al mondo, ve ne sono diverse che allo stato selvatico attecchiscono e proliferano così tenacemente da essere classificate come erbacce invasive. Si tratta infatti di una pianta rizomatosa: presenta fusti modificati ipogei, i quali formano un esteso reticolo sotterraneo dove si svilupperanno le nuove piantine le quali, in base alla specie, possono essere annuali o perenni.

Per lo più originarie dell’Europa centrale e dell’Asia, il genere Myosotis è piuttosto ubiquitario. Si trovano specie in Africa e nel continente americano come anche in gran parte dell’Australia e Nuova Zelanda. L’Italia, invece, vanta la presenza di quattro specie endemiche (esclusive della penisola) che trovano facilmente spazio nei prati, lungo corsi d’acqua e in ambiente montano (M. palustris, M. pulsatilla, M. arvensis e M. alpestris).

Sono piccole piante con foglioline oblunghe e fiorellini caratteristici, blu intenso, che sbocciano a profusione in primavera e all’inizio dell’estate riuniti in grappoli di altezza che varia dai 15 al massimo 40 cm.

La specie più diffusa in Europa è la M. sylvatica, biennale con portamento cespuglioso e compatto ed infiorescenze a mazzetti; i singoli fiori, prodotti da aprile a giugno, sono piccolissimi, generalmente di un azzurro molto vivace e con la parte centrale gialla. È comunque possibile, anche in natura, rinvenirne esemplari con colorazioni tendenti al malva, al rosa o al bianco. Il suo habitat ideale sono i boschi e le praterie fresche dai suoli ricchi ed umidi.

Questa specie è stata inoltre utilizzata per ottenere varie tipologie di cultivar ibride ampiamente utilizzate in ambito orticolo vista la sua natura piuttosto rustica e la coltivazione che risulta essere piuttosto semplice non necessitando di particolari cure. Si rivelano piante eclettiche e adattabili sia alle aiuole che alle bordure, ma sono anche perfettamente idonee per essere cresciute in vaso, a dimora esclusiva o in abbinamento ad altre erbe e arbusti.

Usi terapeutici

Nel mondo anglosassone il Myosotis è sempre stato un fiore molto apprezzato ed è entrato a far parte di numerose leggende e tradizioni.

Non ti scordar di me, tra mito e realtàIl M. palustris è una specie di “Non ti scordar di me” che cresce in prati umidi o inondati da acque lente di fondovalle in tutta la zona eurasiatica dal livello del mare a circa i 2000 m. Nota anche con il nome di M. scorpioides in quanto la forma degli steli fiorali ricorda molto la coda di uno scorpione. Proprio per questa ragione, ad essa veniva attribuita la virtù di guarire dai morsi non solo di questo animale ma anche da quelli di serpenti e cani. Addirittura secondo un’antica credenza popolare, il decotto di questi fiorellini accelerava la guarigione delle ferite inferte dalle spade.

Nella regione del Somerset, in Inghilterra, durante il Medioevo portare un mazzolino di Non ti scordar di me al proprio seguito significava possedere un talismano in grado di proteggere dai sortilegi di streghe e maghi, per questo motivo era anche diventata usanza diffusa regalare mazzetti di questi fiori a tutti coloro che erano in procinto di partire per lunghi viaggi.

Il Non ti scordar di me viene impiegato anche in ambito fitoterapico: la droga è costituita dalla pianta fresca in fiore, ricca di tannini ed acido rosmarinico (forte antiossidante). Infatti, in omeopatia, l’estratto del Non ti scordar di me viene consigliato per alleviare infezioni croniche a carico delle vie respiratorie e sembra che la sua essenza floreale sia un toccasana per coloro che soffrono di disturbi del sonno, come nel caso di eccessiva sudorazione notturna, insonnia, incubi, sonnambulismo.

L’infuso trova impiego anche nel trattamento di stipsi, ipotensione, paralisi momentanee ed astenie.

Secondo quanto emerge dagli scritti di Plinio il Vecchio,ai tempi dell’antica Roma il fiore del Non ti scordar di me veniva considerato una sorta di panacea di tutti i mali, allegoria della salvezza dal dolore e da “tutto ciò che rende cupa la vita”.

Pubblicato originalmente in BeLeaf 4, luglio 2017

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