Cannabis Light e il servizio de Le Iene

Il 21 febbraio è andato in onda un servizio de Le Iene su Italia 1 riguardo il fenomeno Cannabis Light in Italia.

Un mercato esploso nel 2017 con più aziende con fatturati che superano il milione di euro. Le Iene per realizzare il servizio sono andate a Canapa Mundi, la Fiera Internazionale sulla Canapa che si svolge in Febbraio a Roma.

In Fiera erano presenti più di 200 aziende che operano nel mondo della canapa. Tutti i protagonisti del mercato della cannabis light, associazioni di categoria, riviste, economisti, scienziati, ricercatori e tutti i maggiori esperti del settore. Matteo Viviani (inviato delle Iene) ha intervistato i titolari di una sola azienda. Aldilà delle molteplici polemiche scatenate sui social, raccogliamo un dubbio legittimo espresso da più utenti e aziende del settore: il servizio de Le Iene era pura informazione o era una forma pubblicitaria, frutto dell’ottimo ufficio stampa dell’azienda in questione?

Cannabis Light

Noi siamo certi che un programma della portata de Le Iene faccia vera informazione e non “servizi pubblicitari”, ma il legittimo dubbio espresso da molti è: come mai hanno preso in considerazione solo la voce di una singola azienda, ignorando le centinaia di aziende ed esperti presenti in quei giorni a Canapa Mundi? Perché non intervistare anche le altre  aziende o un economista esperto del settore?

Ma non finisce qui.

In questi giorni c’è stato un sequestro di cannabis light a Vieste, Matteo Viviani è tra i primi a darne notizia sul sito de Le Iene. Non è il primo sequestro di cannabis light, questa volta è toccato ad un famoso marchio, Mary MoonLight. L’articolo di Matteo Viviani cita l’azienda in questione, parla del sequestro e intervista il titolare di un’azienda concorrente, la stessa intervistata a Canpa Mundi. Il titolo e il sottotitolo non fanno che rafforzare i dubbi e le polemiche scoppiate sui social sull’argomento.

 

Sequestro Vieste

 

 

 

 

 

 

La domanda che rivolgiamo a Matteo Viviani è diretta e semplice: come mai non avete intervistato l’azienda direttamente coinvolta? O magari una figura super partes come un avvocato specializzato oltre a il buon Luca Marola che in questo caso è il concorrente diretto di Mary MoonLight?

Mentre aspettiamo che Matteo Viviani e la redazione de Le Iene diano delle risposte a questi legittimi dubbi, ne approfittiamo per fare un po di chiarezza sul sequestro avvenuto pochi giorni fa a Vieste.

Abbiamo raccolto il parere dell’avvocato Lorenzo Simonetti, uno dei legali più esperti del settore, per capire la posizione del commerciante e i possibili scenari.

Una premessa importante, l’avvocato ci ha fatto un lungo discorso sul mercato della cannabis light, proporremo  solo degli estratti per motivi di spazio. Sul numero cartaceo in prossima uscita tratteremo l’argomento in maniera approfondita.

Avvocato Simonetti, che ne pensa del sequestro avvenuto a Vieste pochi giorni fa?

“La situazione non è cosi limpida per via della legge 242/2016, che non prevede tra gli utilizzi la commercializzazione di infiorescenze, anche se i regolamenti europei permettono l’utilizzo di queste per il commercio.”

Quindi importare da altri paesi europei infiorescenze di varietà certificate con soglie di THC sotto i limiti di legge è lecito?

“Si, è lecito, sempre che le infiorescenza siano di varietà certificate e sotto i limiti di THC previsti dalla legge.”

Nel caso specifico può darci un suo parere?

Le Iene Cannabis Light

“Per il sequestro di Vieste, in caso le analisi risultassero con un valore di THC inferiore ai limiti di legge e considerati i precedenti processuali positivi, l’iter burocratico dovrebbe essere abbastanza semplice. Ovviamente dipende dal procuratore che si incontra e molti altri fattori di cui posso non essere al corrente in questo momento.”

(Un giudizio che nello specifico va considerato con cautela, ma è comunque confortante avere un riscontro ottimista da un legale specializzato.  Ndr )

“Il vuoto legislativo e di una chiara regolamentazione in materia rendono incerto questo mercato e qualsiasi azione di controllo. Fino a che non ci sarà una regolamentazione ben chiara sarà difficile pronunciarsi su eventuali procedimenti.”

Abbiamo sentito anche i responsabili di Mary MoonLight per farci raccontare come hanno vissuto questa notizia e cosa pensano accadrà nei prossimi mesi.

Come state vivendo questi giorni? Il lavoro è aumentato o diminuito dopo la notizia del sequestro di Vieste?
“In questi giorni siamo molto presi dal lavoro, dal momento che siamo sotto gli occhi di tutti e molta gente ha deciso collaborare con noi. La risposta alla seconda domanda potrebbe sembrare alquanto paradossale, il lavoro è aumentato grazie al boomerang mediatico che ci pone sotto i riflettori. Nonostante le voci negative, sono stati rari i casi di imprenditori nuovi del settore che hanno deciso di non commercializzare momentaneamente nessun tipo di canapa a causa dell’allarmismo.”
Cosa dicono i vostri avvocati rispetto al sequestro?
“I nostri legali ritengono illegittimo il sequestro.”
Il negozio coinvolto è un GrowShop? 
“No”
Quando nasce Mary Moonlight? Quanti collaboratori avete in questo momento?
“L’idea Mary Moonlight nasce all’inizio del 2017 come piccolo marchio del Pianeta Verde, un GrowShop di San Giuliano Milanese in provincia di Milano.
Mary Moonlight, la prima azienda di cannabis legale in Italia, nasce ufficialmente la prima settimana di Aprile 2017 (dato visibile anche nei registri pubblici dei siti).
Il team di Mary Moonlight è in continua espansione, ad oggi Mary Moonlight conta più di 40 collaboratori tra soci, dipendenti e aziende esterne collaboratrici.”
Che progetti avete per il futuro, state facendo nuovi investimenti in Italia? 
“Abbiamo molti progetti in corso e in fase di sviluppo, a vantaggio della filiera italiana della canapa.”

Nonostante il caos che regna incontrastato in assenza di regolamentazioni chiare, ci sono realtà che auspicano norme certe e propongono idee per una bozza di regolamento. Le aziende dovrebbero mettere da parte le gelosie, comunicare tra loro e dotarsi al più presto di una regolamentazione che garantisca i consumatori e le aziende stesse in ottemperanza alle leggi, ne parliamo in un nostro articolo di ottobre 2017.

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