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Legalizzare funziona, smontate le tesi dei proibizionisti anche in California

La legalizzazione della cannabis in California comincia ad avere i suoi effetti, con buona pace dei proibizionisti. Secondo i dati statali forniti dalla California Healthy Kids Survey, un’indagine biennale finanziata dai dipartimenti di Salute e Istruzione, non c’è nessun aumento dei consumi di marijuana fra gli adolescenti. Non è un dato inaspettato ma facilmente prevedibile, lo stesso registrato anche in Colorado.
Gli studi californiani si riferiscono al periodo precedente all’avvio delle vendite legali di cannabis ad uso ricreativo che è entrata in vigore soltanto il 1 gennaio 2018, ma la legislazione locale sulla cannabis terapeutica era già da prima dell’approvazione molto aperta rispetto ai requisiti di accesso.

I risultati

Tra gli studenti frequentanti il 7° grado (12–13 anni), il 4,2% ha riferito di aver usato cannabis negli anni dal 2015 al 2017, rispetto al 7,9% negli anni dal 2013 al 2015 (-47%). Tra gli studenti al 9° grado (14–15 anni) il 17,4 percento ha riferito di aver usato cannabis negli anni dal 2015 al 2017, rispetto al 23,1 percento negli anni dal 2013 al 2015 (-25%). Tra gli studenti dell’11° grado (16–17 anni), il 31,9% dichiara di aver usato cannabis negli anni dal 2015 al 2017, rispetto al 37,9% degli anni 2013-2015 (-16%). Anche la percentuale di adolescenti che segnalano con cannabis più volte e/o ripetutamente negli ultimi 30 giorni è diminuita per tutte le fasce di età.
I ricercatori del Department of Family Medicine and Public Health di San Diego hanno esaminato se gli studenti siano più propensi ad acquistare cannabis trovando maggiore disponibilità nel proprio quartiere e il risultato è stato chiaro: “La distanza dalla scuola al più vicino dispensario di marijuana medica non è stata associata all’uso di marijuana da parte degli adolescenti nel mese precedente o alla predisposizione all’uso di marijuana in futuro, né il conteggio dei dispensari di marijuana medica nel raggio di 3 miglia dalla scuola”. Gli autori hanno concluso quindi che non si può trovare “il supporto empirico per associare disponibilità, prezzo e varietà di prodotti di cannabis terapeutica vicino alle scuole con l’uso di marijuana da parte degli adolescenti e la suscettibilità di usarla in futuro”.
Come dicevamo, nessuna novità. Già in passato e in altre esperienze si erano dimostrati risultati simili. Ciò che succede in California è solo la prova del nove: la presenza dei rivenditori di cannabis non è associata positivamente ad un aumento dell’uso della marijuana.
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