Sparano al cane, feriscono la ragazza, terrorizzano la madre: tutto per una piantina di canapa (legale)

Una reazione a dir poco esorbitante. Un abuso di poter su cui è assolutamente necessario indagare per capire come e perché si è arrivati a tanto. È successo tutto in pochi minuti, in un quartiere della periferia di Genova: l’ingresso dei poliziotti in casa, i colpi di pistola, il sangue, la perquisizione, l’arrivo dell’ambulanza. Il risultato dell’operazione? Il sequestro di una piantina di cannabis perfettamente legale. 

La storia è stata raccontata dalla diretta interessata, una ragazza di 17 anni che, a distanza di una settimana ha presentato un esposto alla Procura del Tribunale di Genova per capire se il comportamento degli agenti durante l’operazione sia stato corretto.

Che cosa è successo?

Nei giorni scorsi, Giulia (il nome è di fantasia) è con il cane davanti al portone della sua abitazione a Begato. Viene fermata da un macchina con a bordo tre agenti di polizia che, una volta aver mostrato il loro cartellino di riconoscimento, le prendono il telefono, le chiavi di casa e le chiedono di accompagnarli nell’appartamento in cui la ragazza vive con la famiglia. Una volta arrivati sul pianerottolo di casa, la ragazza avverte delle presenza di un altro cane dentro l’appartamento e chiede di poter entrare per poter legare gli animali. Gli agenti acconsentono ma aprendo la porta, la ragazza, racconta nell’esposto, di essere stata spinta dalle forze di polizia per poter entrare prima di lei in casa. Il cane pitbull che era in casa, agitato per la presenza di cinque estranei, ha cominciato ad abbaiare (e forse a ringhiare). Ed è lì che partono i colpi.

“Ho sentito uno sparo, al quale ne sono seguiti almeno altri quattro”, scrive la ragazza. “Ho udito ululare l’animale di dolore e mi sono coperta del suo sangue su tutto il corpo. In quello stesso momento avvertivo un fortissimo dolore al dito anulare della mano sinistra e al polpaccio destro”.

La mamma della ragazza, che era in casa, per lo spavento perde i sensi. Nella casa, com’è prevedibile, è il caos.

È una vicina di casa a chiamare l’ambulanza: quando i militi ripuliscono Giulia dal sangue del cane si accorgono delle lievi ferite alla mano e alla gamba, poi curate nel pronto soccorso dell’ospedale di Genova Sampierdarena.

La perquisizione degli agenti di Polizia, come è stato detto, si è conclusa con il ritrovamento e il sequestro di una piantina di cannabis. “Comprata in maniera assolutamente lecita alla recente fiera Euroflora”, specifica Giulia nell’esposto riferendosi alla mostra internazionale del fiore che si è svolta a Genova lo scorso maggio, dove proprio la vendita della cannabis legale è stata una delle novità che ha destato più curiosità.

In attesa degli sviluppi dell’esposto, la Questura di Genova non intende commentare l’accaduto. Ma gli agenti che hanno seguito da vicino l’operazione vogliono precisare: “La pianta non era accompagnata dalla documentazione e durante la perquisizione non è stato dichiarato l’acquisto in una fiera. Gli esami accerteranno se questo fatto sia vero o meno. In ogni caso l’intervento c’è stato perché la pianta era ben visibile sul balcone”. Una giustificazione che non convince e che comunque rimane davvero eccessiva e gravissima.

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