Canapa, ambiente, cultura (e un po’ di buon senso)

Ci siamo, dopo un 2018 a suo modo storico, siamo pronti per un 2019 che si preannuncia decisivo. Per il nostro settore, quello della canapa, di sicuro, ma non solo. Lo sarà per il nostro Paese, alle prese con un delicatissimo passaggio politico, economico e sociale, lo sarà in generale per il mondo, che sembra sempre più in balia di eventi (ed agenti) che hanno in mente di distruggerlo, più che si salvarlo.

Il 2019 sarà un anno fondamentale anche per noi di BeLeaf Magazine. Un anno di grandi cambiamenti e di grandi novità. Nuovi soci, nuovi giornalisti (tra cui chi scrive, nelle vesti di direttore responsabile), nuovi collaboratori, nuovi temi. Un’offerta editoriale più ricca, che affonda le sue radici nell’ottimo lavoro svolto finora, nei primi due anni e mezzo di vita della rivista, ma che prova, con coraggio e determinazione, a diversificare argomenti e contenuti. Il tutto “impacchettato” in una forma grafica completamente nuova e (speriamo) più accattivante.

Al centro, per noi, rimane, ovviamente, la canapa e la promozione di un’informazione e una cultura consapevole, libera da stereotipi e pregiudizi, su questa splendida e multiforme pianta. La nostra battaglia rimane, altrettanto ovviamente, quella dell’antiproibizionismo. Un tema attualissimo nella nostra Italia, dove ideologie che sembravano ormai assopite e superate, sono tornate prepotentemente di moda. E così, mentre il mondo corre veloce verso la legalizzazione, dal Canada agli Stati Uniti, dal Messico al Sudafrica, dal Portogallo al piccolo Lussemburgo, in Italia si pensa a fare la guerra alla cannabis light.

Una situazione paradossale e dannosa, che rischia di creare solo altri danni. Legalizzazione, infatti, significa togliere risorse e benzina al mercato nero, significa regolarizzare un intero mercato e renderlo redditizio per le casse dello Stato, significa animare una nuova filiera e creare migliaia di posti di lavoro, significa coltivare, commercializzare, vendere e consumare prodotti controllati e certificati. Significa, semplicemente, usare un po’ di buon senso. Confidiamo che ci governa, e dice costantemente di volerlo usare, cominci a passare dalle parole ai fatti. Non sarà semplice.

Noi, come sempre, racconteremo a modo nostro il settore, che, nonostante tutto, continua a crescere e regalare a tutti noi grandi soddisfazioni. Parleremo di canapa industriale e alimentare, di questioni legali, di cannabis terapeutica e di tanto altro.

E poi, già a partire da questo numero di gennaio, apriremo un nuovo grande spazio di discussione, quello riguardante i temi ambientali. E’ un tema che si intreccia con lo stesso settore della canapa, che, se veramente fosse oggetto di una strategia economica integrata, contribuirebbe in maniera decisiva alla riduzione di sprechi, emissioni, inquinamento. Ma è un tema che, più generale, tocca ognuno di noi e che nel nostro Paese viene spesso, colpevolmente, derubricato a questione di nicchia, per addetti ai lavori, nei migliori dei casi.

Niente di più sbagliato. Quella della protezione dell’ambiente in cui viviamo è (o dovrebbe essere) la priorità per ognuno di noi, dai nostri governanti fino all’ultimo cittadino. L’immediato futuro del nostro pianeta, e quindi di noi stessi e dei nostri figli, dipende dalle scelte e dai comportamenti di oggi, non di domani o di dopodomani. Il nostro è un Paese in cui vive il 95% dei cittadini europei esposti ad emissioni atmosferiche al di sopra dei limiti consentiti. Paghiamo questo primato in termini di salute, ormai è ampiamente dimostrato. Dovremmo essere i capofila nella produzione di energie rinnovabili, nella promozione di mobilità sostenibile, nella pratica dell’economia circolare. E invece siamo incredibilmente indietro. Qualcuno sta addirittura cercando di introdurre nel dibattito sui cambiamenti climatici una nuova forma di stregoneria negazionista.

Lo diciamo subito, per quello che potrà e finché lo potrà fare, BeLeaf Magazine sarà sempre in prima linea (anche) su questa battaglia.

Ecco dunque ciò che proveremo a fare nei prossimi mesi, la nostra mission, come dicono quelli bravi. Con l’obiettivo di crescere insieme ai nostri lettori e ai nostri settori di riferimento, di stimolare discussioni, di contribuire a diffondere buona informazione, di dare risposte alle vostre domande e alle vostre curiosità. Seguiteci sul web e sui social, dove abbiamo fatto un bel cambio di passo. Sosteneteci, se vi va e se potete. Ne avremo bisogno.

E allora, parafrasando Mark Twain, “molliamo gli ormeggi, usciamo dal porto sicuro e lasciamo che il vento gonfi le nostre vele. Esploriamo. Sogniamo. Scopriamo”. Buon viaggio a tutti noi.

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