Pianeta sotto attacco, non c’è più tempo

Siamo un pezzo di natura, lo dice la scienza ecologica, e se la natura si degrada anche noi facciamo la stessa fine. Partiamo da dove posiamo i nostri piedi. Ogni secondo in Italia spariscono sotto cemento e asfalto 2 metri quadrati di suolo. Eppure il suolo è la nostra assicurazione sul futuro, per produrre cibo, per filtrare l’acqua, proteggerci dalle alluvioni, immagazzinare CO2. La sua perdita irreversibile è un grave danno per noi e per figli e nipoti. Tanto piú in epoca di riscaldamento globale che, inducendo fenomeni meteorologici estremi – alluvioni, siccità, ritiro dei ghiacciai e aumento dei livelli marini – minaccia il benessere dei nostri figli e nipoti. Eppure ci sono molti modi per risparmiare energia evitando di aggravare l’inquinamento atmosferico o per non sprecare inutilmente le risorse naturali che scarseggiano mettendo a rischio il futuro. Luca Mercalli lo dice e lo scrive da oltre vent’anni, e propone nel suo libro “Non c’è più tempo”, edito da Einaudi, una riflessione approfondita su questo tema.

“Cari umani, non l’ho mai fatto prima, ma quest’anno ho deciso di scrivervi. Di capodanni ne ho visti quattro miliardi e mezzo. Duecentomila anni fa siete comparsi voi, autonominati Homo sapiens, ora siete diventati tantissimi, formicolate in sette miliardi e mezzo sulla mia pelle, mi pungete con trivelle per succhiarmi olio che io avevo sigillato in innocue vesciche, scavate gallerie per estrarmi preziosi elementi che poi buttate come rifiuti disperdendoli per sempre e avvelenandovi da soli, abbattete le foreste che mi coprono di una verde peluria, esaurite i pesci degli oceani e sterminate le creature della mia biosfera che ci ha messo tre miliardi di anni per evolversi; asfaltate, cementate, bruciate, fumate, inquinate qualsiasi cosa passi per le vostre mani, e da un secolo a questa parte sembra non abbiate più alcun rispetto per me, mi succhiate ogni forza e mi intossicate con i vostri gas, cambiate il clima, mi fate venir la febbre che fonde i ghiacci e aumenta il livello dei mari, mi riempite di plastica, una roba che avete inventato voi, senza curarvi di riciclarla come ogni cosa che faccio io. Mai nessuna specie aveva osato tanto e danneggiato così gravemente i miei processi vitali. Avete cosparso pure la mia orbita di un sacco di ferraglia e Marte mi ha detto che avete mandato oggetti anche sulla sua superficie. Ora state esagerando, e alcuni di voi l’hanno capito: ho visto che quindicimila scienziati hanno firmato l’ennesimo appello che interpreta la mia sofferenza […], convocate conferenze per rispettare clima e ambiente, ma nei fatti continuate a inseguire la crescita economica infinita, sapendo che io non sono affatto infinita! Le vostre televisioni ridono e scherzano mentre io soffoco e vomito: attenti, che un mio scrollone vi spazza via come fuscelli!. Ricordatevi che io non ho bisogno di voi, ma voi avete bisogno di me!

Un vostro scrittore, François Mauriac, che avete premiato con il Nobel, ha detto: “E’ inutile per l’uomo conquistare la Luna, se poi finisce per perdere la Terra.” Pensateci! Io che vedo più in là di voi, vi assicuro che per molti anni luce qui attorno non c’è posto migliore per vivere, cercate di conservarlo e di passare ancora qualche centinaio di migliaia d’anni insieme a me.[…]

O saprete sbarazzarvi dell’arroganza e dell’indifferenza verso di me, e con un grande scatto culturale farete della vostra civiltà un membro sostenibile del mio ambiente, oppure – l’ha scoperto uno di voi che si chiamava Darwin – l’evoluzione vi eliminerà perchè non adatti, e io guarirò presto dalle vostre ferite. Però mi dispiacerebbe che dopo così tanta fatica per avervi fatto emergere falliste così miseramente. Vostra madre Terra”.

Tra tutti i buoni propositi di quest’anno nuovo, cercate di cambiare qualche vostra abitudine. Per esempio l’utilizzo di detergenti da risciacquo naturali, che siano 100% biodegradabili e in breve tempo, sarebbe una buona abitudine per limitare l’inquinamento dei nostri fiumi e di conseguenza dei nostri mari.

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