Cannabis light, Ciampolillo: “Domani proposta di legge per colmare il vuoto. Chiamiamo i parlamentari uno ad uno”

La sentenza mette in discussione un principio importante su cui si basa il nostro ordinamento, ovvero il fatto che in Italia quello che non è vietato espressamente si può fare. Si sta mettendo in dubbio la vendita di Cannabis light quando nessuna norma la vieta. Per questo c’è bisogno che la politica si attivi per risolvere i dubbi espressi dalla parte più conservatrice del Paese, e in ultimo dalla Cassazione. Ne abbiamo parlato con il senatore del M5s Lello Ciampolillo, che domani presenterà una proposta di legge per provare a mettere fine al vuoto normativo che si è creato.

Senatore, come si risolve la situazione, non sarebbe il caso che la politica si attivasse per salvare l’intero settore? 
“Non si può lasciare la regolamentazione di un settore economico come questo in mano alla magistratura. D’altra parte è il Parlamento quello che deve fare le leggi. E per colmare questo vuoto normativo ho preparato una semplice legge di tre-quattro articoli che presenterò domani mattina. È una norma che chiarisce e legittima l’esistente, cioè che rende legittimi in maniera inequivocabile i negozi di canapa così come sono oggi. Quindi la vendita dei fiori”.

Ma si tratta di un’iniziativa del singolo senatore Ciampolillo o coinvolge l’intero gruppo parlamentare? Ha sentito i vertici, Di Maio compreso? 
“La mia è un’iniziativa parlamentare a cui sono certo che aderirà l’intero M5s. Del resto il Movimento ha sempre dimostrato da che parte sta”.

Quanto ci vorrà per portarla al voto di Palazzo Madama? 
“Non molto. Per quanto i riguarda i tempi chiederemo di applicare la procedura d’urgenza (cosa che si può ottenere con trenta firme, ndr)”.

Visto che la Lega ovviamente voterà contro, dove pensate di prendere i voti per far passare il provvedimento? 
“Ovunque, chiamiamo i parlamentari uno a uno”.

Pensa al Pd? 
“L’invito è a tutte le forze politiche. E agli esponenti più dubbiosi dobbiamo dire che la cannabis light in Italia si vende ormai da due anni e non è mai accaduto nulla. I colleghi del Parlamento possono stare tranquilli perché non si tratta di nessun salto nel buio, abbiamo alle spalle una prova di 48 mesi”.

Nella sua proposta ci sarà specificato il limite dello 0,5 di Thc?
“I numeri saranno quelli con cui si vendono oggi i fiori. Consentiranno ai negozi di continuare a vendere come hanno fatto finora, con l’attuale percentuale a cui è permesso oggi”.

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