Il Riesame di Ancona: sotto lo 0,5% si può vendere

La vicenda della commercializzazione della Cannabis light si tinge di un nuovo capitolo. Questa volta a favore dei commercianti.

La sentenza di oggi del Tribunale del Riesame di Ancona dà una ventata di speranza all’intero settore della canapa: “Il commercio di prodotti aventi percentuali di principio attivo inferiori a 0,5% è privo di offensività penale”, hanno detto i giudici del Riesame. A darne notizia è Carlo Alberto Zaina, difensore del commerciante imputato. Non si tratta del procedimento che ha dato origine alla famosa e (famigerata) pronuncia della Cassazione del 30 maggio (anche quella è stata gestita da Zaina). E non era quindi la risposta del Riesame di Ancona alla Cassazione. Ma è pur sempre un’ottima notizia.

Ed è un precedente importante perché arriva comunque dopo il quadro giuridico (in apparenza restrittivo) evidenziato dai giudici della Suprema Corte. Al punto che i magistrati del Riesame di Ancona, prima di giungere alle loro conclusioni, hanno citato in maniera specifica il principio giuridico della sentenza del 30 maggio, ovvero la parte che salva l’infiorescenza se “priva di ogni efficacia drogante e psicotropa, secondo il principio di offensività”.

I magistrati hanno giudicato possibile vendere le infiorescenze e i derivati se sotto lo 0,5% di Thc. E lo hanno fatto facendo riferimento alle recenti motivazioni della Cassazione.

Insomma, una piccola battaglia vinta dal buon senso. Servirà ad ammorbidire l’orientamento dei prefetti e delle questure sui sequestri in corso? Staremo a vedere, sperando sempre che nel frattempo la politica batta un colpo.

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