“Mai come oggi la cannabis è un’occasione da non perdere”, parla il fondatore di Hempfy

Constantin Marakhov sarà presente a Cannabis Business Italia 2019, la conferenza internazionale sul settore che si svolgerà a Roma i prossimi 16 e 17 ottobre

Secondo l’European Cannabis Report, nei prossimi 10 anni l’Europa potrebbe vantare il più grande mercato di cannabis al mondo. Stando ai risultati di molti studi settoriali presto la canapa entrerà nelle case di tutte le famiglie, diventando un prodotto di uso quotidiano. Che ruolo avrà l’innovazione tecnologica in tutto questo? Quale Paese dell’Unione guiderà tale mercato?

Ne abbiamo parlato con Constantin Marakhov fondatore di Hempfy, società leader che sviluppa e commercializza infusi e drink a base di cannabis, il quale parteciperà assieme ad altri rilevanti stakeholder del settore a Cannabis Business Italia 2019, un’importante conferenza che si svolgerà a Roma i prossimi 16 e 17 ottobre. In quella sede si parlerà in primo luogo delle strategie e delle conoscenze del settore e soprattutto si cercheranno di comprendere i futuri scenari di un’industria sempre più dirompente.  

Sig. Marakhov, lei ha un background professionale abbastanza vario, con ruoli che vanno dal campo del business all’insegnamento dell’economia in Medio Oriente, oltre all’investment banking. Cosa l’ha spinta a iniziare il viaggio nella Cannabis e in particolare in Hempfy?

La cannabis e le sue applicazioni terapeutiche sono sicuramente uno dei settori più interessanti su cui investire nei prossimi 20-30 anni. Stiamo parlando di una pianta che può creare un’opportunità straordinaria a chi, come me, si pone obiettivi di far combaciare qualcosa di buono per la società con un ritorno economico attraente. È un business globale pulito e sostenibile e decisamente interessante sul piano dell’ecosostenibilità. Insomma, la considero un’occasione da non perdere.

E così ha fondato Hempfy, un’azienda leader nella produzione di infusi e bevande analcoliche a base di cannabis. Siete presenti in diversi paesi, qual è il luogo in cui avete incontrato il minor numero di ostacoli normativi, politici e sociali?

Siamo presenti nella stragrande maggioranza dei paesi dell’Unione europea, ma se devo dire la verità non si incontrano molte barriere quando hai prodotti puliti, tracciabili, legali e sicuri per i consumatori. È su questo aspetto che Hempfy sta facendo del suo meglio. Non superiamo mai la linea rossa e nei nostri prodotti evitiamo di aggiungere ingredienti discutibili o che siano nella zona grigia dell’attuale legislazione alimentare. Solo per fare un esempio: Hampfy è l’unica bevanda di cannabis venduta in zona duty free in diversi aeroporti europei.

I beni di consumo necessitano una costante innovazione e la ricerca e lo sviluppo rappresentano un aspetto fondamentale per un prodotto di successo. Quanto rilievo attribuite a questo aspetto nel vostro processo di produzione? 

Per noi è estremamente importante avere un controllo diretto sulle materie prime ed anche per questo che facciamo molta ricerca e sviluppo sulla crescita, sulla tolleranza climatica del cultivar, analizziamo i terreni. Per lo sviluppo del prodotto collaboriamo con la rete di università svizzere che seguono una serie di progetti relativi alla biodisponibilità dell’estrazione e alla sicurezza dei nostri prodotti.

Direzione di Hempfy? Lo vedi come un prezioso mercato futuro per prodotti come il tuo?

L’Italia è sicuramente uno dei nostri mercati con maggiore priorità e non vediamo l’ora di espanderci. Speriamo di avere una buona presenza entro la fine di quest’anno. Abbiamo molti prodotti in cantiere, ma per ora preferiamo tenerli nascosti finché non vengono rilasciati ufficialmente. Di sicuro ci saranno alcune cose davvero sorprendenti. Uno dei più recenti è stata la bevanda al vino con cannabis – Sparkling H. Una straordinaria fusione tecnologica del vino con la nostra infusione di cannabis.

Quali sono a suo giudizio le principali differenze tra il mercato europeo e quello americano?  

La differenza principale sta ovviamente nel diverso approccio con cui i principi attivi vengono trattati nei due lati dell’oceano. Essendo un’azienda con Dna europeo crediamo che passerà del tempo prima che i cannabinoidi siano permessi ai consumatori di massa sotto forma di cibi commestibili e bevibili. Dovremo attendere molti studi e controlli di sicurezza sui dosaggi raccomandati, sui possibili effetti collaterali, sui limiti di età, ecc. La nostra opinione è che l’alta velocità con cui si stanno muovendo le Americhe non sempre corrisponde al “conservatorismo” europeo, specialmente nei prodotti di consumo. Pertanto ci aspettiamo sempre maggiori divari tra le leggi dei due continenti, che creeranno sempre più barriere commerciali. Un aspetto, quest’ultimo, che potrebbe rivelarsi addirittura positivo per le imprese con sede nell’Unione europea. Staremo a vedere.

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