L’Lsd può curare alcune malattie?


LSD fa bene alla salute? Secondo Michael Pollan sembrerebbe di sì. Nel suo ultimo libro Come cambiare la tua mente (appena pubblicato da Adelphi, tr. da Isabella C. Blum) il saggista americano, classe ’55 e docente alla Berkeley University cerca di spiegare la sua teoria.

“Le abitudini mentali ci rendono ciechi nei confronti dell’esperienza” – scrive Pollan – viviamo con il paraocchi per la maggior parte del tempo e solo un cambio di scenario ci permette di aprire i sensi e per rilanciare il proprio pensiero”. E così queste sostanze, conosciute da circa 5mila anni, sono tornate prepotentemente in voga per la loro funziona primaria: far manifestare la mente, così come la parola greca da cui deriva ci suggerisce.

L’industria del benessere non si è lasciato sfuggire i possibili benefici derivanti dall’uso dei microdosaggi e così, come riporta il NYT, se l’MDMA può rendere la terapia della parola più efficace o l’ayahuasca (un infuso psichedelico di erbe amazzoniche legato a diversi culti religiosi) aumenta l’empatia e la trascendenza in chi la consuma anche i funghi ptrebbero curare la depressione, visto che gli psichedelici sembrano disturbare gli schemi di attività del cervello in modo positivo. Pollan scrive che “sono capaci di cambiare la nostra vita” e dunque ottimali nel trattamento della depressione, dell’ansia, della dipendenza e del DPTS.

Così non sorprende affatto che i venture capitalist siano scatenati in una nuova corsa all’oro e se l’uso libero e indiscriminato è comunque da sconsigliare e scoraggiare, il business la fa sempre da padrone.

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