Il manifesto Medical Social Club Italia: l’autoproduzione è l’unica soluzione!

È da poco nato il Cannabis social club Italia, una rete di importanti associazioni di pazienti che utilizzano la cannabis per curarsi. Vi presentiamo il loro manifesto, promosso da Canapa caffè, Deep green, Cannabis cura Sicilia, Ripiantiamola. Associazioni che hanno già dichiarato la loro disobbedienza.

I pazienti, le Associazioni, le aziende agricole, i medici, i farmacisti e le farmacie galeniche, gli avvocati e tutte le realtà che in Italia sono interessate al mondo della CANAPA, con particolare riferimento a quelle che si occupano di “Cannabis Terapeutica”, possono aderire a questo manifesto

Premessa:

La “Cannabis Terapeutica” in Italia è legale dal 2007 (D.M. 98/2007)

Nel 2015  il D.M. 9/11 /2015 (Decreto Lorenzin) esplicita le patologie per cui dovrebbe essere erogata gratuitamente dalle aziende sanitarie regionali.

Nel 2020 sono pochissimi i pazienti che hanno accesso gratuitamente, i dosaggi proposti inizialmente sono minimi e richiedono integrazione, i prodotti nelle farmacie latenti.

Un “piano terapeutico” per un PAZIENTE che deve assumere “cannabis terapeutica” regolarmente prescritta, può tutt’oggi costare diverse centinaia di euro (anche migliaia) al mese. Spesso in farmacia la cannabis prescritta dal medico è mancante.

Per il PAZIENTE, oltre le difficoltà burocratiche per l’accesso alla cannabis medica, iniziano nuove difficoltà anche economiche per assicurarsi la continuità terapeutica.

Crediamo che tutti farmaci dovrebbero essere garantiti a chi ne ha bisogno, come da Costituzione Italiana.

Con questo Manifesto, nonostante siano passati già 14 anni da quando in Italia esiste la possibilità di utilizzare “cannabis terapeutica”, prendiamo atto dalle storie di tanti pazienti, che “I FARMACI CANNABINOIDI NON SONO GARANTITI”!

I PAZIENTI sono costretti spesso a rivolgersi al mercato nero.  Ma con la consapevolezza di non trovare prodotti affidabili, e trovando assurdo dover alimentare le mafie, molti  pazienti ricorrono alla pratica dell’autocoltivazione.

Non essendo ancora questa pratica ammessa dal DPR 309/90 a volte, purtroppo, oltre a combattere con la propria malattia, alcuni di noi si sono confrontati con la legge o hanno in sospeso infrazioni dell’Art 73 DPR 309/90.

Per fortuna alcuni giudici italiani, capendo la situazione difficile dei pazienti, assolvono sempre più spesso il paziente che coltiva.

La sentenza del 19 dicembre 2019, informazione provvisoria n. 27, ha palesato il cambio di orientamento della Cassazione a Sezioni Unite consolidando le nostre obbligate decisioni.

www.giurisprudenzapenale.com/2019/12/27/la-decisione-delle-sezioni-unite-sulla-rilevanza-penale-della-coltivazione-modiche-quantita-cannabis-informazione-provvisoria/

Negli anni il problema “carenza farmaco cannabis terapeutica” è stato manifestato da pazienti, medici e farmacisti in varie occasioni. I media italiani sono testimoni.

Si è cercato un dialogo con il Ministero della Salute e Regioni, pazienti costretti a diffide verso gli organi di competenza. A nulla è servito.

In Italia i pazienti vivono in emergenza per la “cannabis terapeutica”, dovuta a una sottostima del fabbisogno da parte del Ministero della Salute che annualmente si ripete.

Anno Olandese
(importata)
Canadese
(importata)
Italiana
(SCFM)
Totale massimo
TEORICO*
Fabbisogno
STIMATO
2015 100 Kg 0 Kg 0 Kg 100 Kg /
2016 150 Kg 0 Kg 0 Kg 150 Kg /
2017 200 Kg 0 Kg 100 Kg 300 Kg 600 Kg
2018 450 Kg 100 Kg 200 Kg 750 Kg 1.000 Kg
2019 750 Kg 0 Kg ? 200 Kg 950 Kg 1.600 Kg

https://www.farmagalenica.it/vendita-cannabis-terapeutica-in-farmacia-situazione-2020/

1.1  Residenza

Da sottolineare la disparità di trattamento per le stesse condizioni cliniche tra pazienti residenti in regioni differenti:

 La legge italiana è uguale per tutti!

Il DM 9/11/2015 demanda alle regioni il compito di legiferare sulla “cannabis terapeutica” ma la situazione è diversa a seconda della residenza dei pazienti. La ricerca di un medico preparato è compito e onere del paziente.

Alcune regioni non hanno ancora legiferato in materia,

e in molte altre regioni invece le leggi regionali non vengono applicate perché prive di decreti attuativi.

http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=4589&area=sostanzeStupefacenti&menu=organismo&tab=4

In alcune regioni italiane, solo una piccola parte di malati ricevono erogazioni ospedaliere gratuite di “cannabis terapeutica” come previsto  dal DM 9/11/2015 , ma nella maggior parte delle strutture pubbliche non ci sono medici prescrittori.

In altre regioni dove non viene rispettato il Decreto,  i malati con patologie compatibili all’erogazione sono costretti a farmaci più invasivi,  la possibilità di curarsi con la “cannabis terapeutica” è attuabile solamente privatamente e a proprie spese.  Al paziente non autonomamente informato viene negata l’esistenza di questa possibilità.

1.2  I costi e la poca reperibilità in farmacia

Dal 2018 la “Cannabis Terapeutica” si vende in farmacia a partire dai €9 al grammo più il costo della preparazione.

https://www.galenosistemi.com/news_farmacie_cannabis_aggiornamento_tariffa_nazionale.php

Un paziente cronico che, ad esempio deve assumere un solo grammo di infiorescienze di cannabis al giorno, spende oltre 330 euro al mese, ogni mese. Molti pazienti hanno bisogno di diversi grammi giornalieri e di diverse preparazioni galeniche, e i prezzi aumentano.

1.3 Farmacie

Su un totale di circa 19.300 farmacie in Italia da Nord a Sud, nel 2020 sono solo una cinquantina quelle che erogano Cannabis terapeutica con una minima continuità, con una maggiore concentrazione a centro/Nord

Alcune farmacie possono essere lente e non precise nelle preparazioni galeniche, facendo patire interminabili attese per semplici preparazioni di qualche decina di grammi. A volte le preparazioni in erogazione ospedaliera gratuita vengono macinate, seguendo un protocollo obsoleto, cosa che non accadde a pagamento.

Per quanto riguarda il prezzo di vendita imposto con il prezzo a cui la farmacia acquista il farmaco “Cannabis Terapeutica” non fornisce lo stesso margine per il lavoro del farmacia rispetto ad altri medicinali.

Sono solo alcune farmacie dotate di laboratorio galenico attivo, che investendo molto, hanno la possibilità del rientro economico.

Le farmacie non sono incentivate all’acquisto di “Cannabis Terapeutca”, i tempi di attesa e la burocrazia aggiuntiva hanno nel tempo scoraggiato diverse farmacie all’acquisto.

Su un totale di circa 19.300 farmacie in Italia da Nord a Sud, nel 2020 sono solo una cinquantina quelle che erogano Cannabis terapeutica con una minima continuità, e con una maggiore concentrazione a centro/Nord .

1.4 Medici

Almedico prescrittore è demandata molta burocrazia, la compilazione di una prescrizione speciale, in alcune regioni la registrazione come medico prescrittore.

Medici generici e specialisti in strutture pubbliche, non sono aggiornati, sia in regioni prive di legge regionale  ma anche dove è esistente ma spesso la legge non viene applicata proprio per questo motivo.

Corsi di aggiornamento privati per medici esistono, ma servirebbe maggiore interesse del Ministero della Salute, delle Regioni e enti locali per assegnarne il Patrocinio, incentivando l’affluenza dei medici pubblici.

1.5 Pazienti

Alcuni pazienti provengono da “protocolli” obsoleti, anni di farmaci inadeguati che hanno amplificato le patologie principali.

Dimostrando “#farmacoresistenza” ai protocolli classici, la terapia con cannabinoidi resta l’UNICA alternativa al dolore e al progredire della propria patologia.

Da luglio 2018 per ogni dolore la “cannabis terapeutica” dovrebbe essere un possibile analgesico e non solo usata come ultima possibilità. 

Quasi il 50 % degli italiani ha dolori cronici, e dovrebbero poter aver accesso alla “cannabis terapeutica”. https://www.pharmastar.it/news/dolore/dolore-cronico-per-quasi-1-italiano-su-2-cure-assenti-nel-33-dei-casi-21243

La legge italiana è uguale per tutti!

2. La coltivazione di canapa in Italia

La coltivazione di “canapa sativa L “è normata dalla legge 242 /2016:

E’ possibile coltivare varietà di canapa certificate iscritte al registro unico europeo per gli usi consentiti da tale legge.

Non è possibile detenere nessun derivato della canapa qualora il THC superi il limite del 0,6% .

Dal 2017 le infiorescenze derivate dalla coltivazione di canapa, se non superano il 0,5% di THC vengono vendute come “Cannabis Light”  per un utilizzo non umano/ tecnico di ricerca.

Non è contemplato alcun utilizzo umano di canapa e derivati al di fuori di olio (di semi, farina e semi.

Non è possibile coltivare cannabis di varietà non iscritte al Registro Unico Europeo. Tuttoggi ci sono sequestri e processi, ma nella maggior parte dei casi con un limite in campo di 0,6% di THC, e del  il 0,5% sui prodotti venduti, gli imputati vengono assolti e la merce restituita.

Non è possibile coltivare cannabis con THC  > 0.6%  senza autorizzazione.

Nel DPR 309/90  all’ art 17 è prevista difatti la possibilità di “AUTORIZZAZIONE” : chiunque, quindi anche persone fisiche, associazioni, aziende, enti privati o pubblici facendo domanda dovrebbero poterla ottenere:

Articolo 17 – Obbligo di autorizzazione

(Decreto del Presidente della Repubblica n. 309, 9 ottobre 1990 – Testo coordinato)

1. Chiunque intenda coltivare, produrre, fabbricare impiegare, importare, esportare, ricevere per transito, commerciare a qualsiasi titolo o comunque detenere per il commercio sostanze stupefacenti o psicotrope, comprese nelle tabelle di cui all’articolo 14 deve munirsi dell’autorizzazione del Ministero della sanità.

2. Dall’obbligo dell’autorizzazione sono escluse le farmacie, per quanto riguarda l’acquisto di sostanze stupefacenti o psicotrope e per l’acquisto, la vendita o la cessione di dette sostanze in dose e forma di medicamenti.

3. L’importazione, il transito e l’esportazione di sostanze stupefacenti o psicotrope da parte di chi è munito dell’autorizzazione di cui al comma 1, sono subordinati alla concessione di un permesso rilasciato dal Ministro della sanità in conformità delle convenzioni internazionali e delle disposizioni di cui al titolo V del presente testo unico.

4. Nella domanda di autorizzazione, gli enti e le imprese interessati devono indicare la carica o l’ufficio i cui titolari sono responsabili della tenuta dei registri e dell’osservanza degli altri obblighi imposti dalle disposizioni dei titoli VI e VII del presente testo unico.

5. Il Ministro della sanità, nel concedere l’autorizzazione, determina, caso per caso, le condizioni e le garanzie alle quali essa è subordinata, sentito il Comando generale della Guardia di Finanza nonchè, quando trattasi di coltivazione, il Ministero dell’agricoltura e delle foreste.

6. Il decreto di autorizzazione ha durata biennale ed è soggetto alla tassa di concessione governativa.

7. (Abrogato).

L’art.26 comma 2 avverte:

Con questo tipo di provvedimento l’ufficio può autorizzare Istituti Universitari e laboratori pubblici aventi fini istituzionali di ricerca.

Come spesso accade la legge italiana sembra interpretabile. Vogliamo chiarimenti.

3. La Cannabis TERAPEUTICA

Dal 2007 il Ministero della Salute italiano permette l’acquisto di “cannabis terapeutica Olandese” ad alcuni pazienti tramite ASL, e dal 2013 anche attraverso le farmacie private.

https://temi.camera.it/leg17/post/utilizzo_dei_farmaci_cannabinoidi_nell_ambito_dei_servizi_sanitari_regionali

Negli 2018 e nel 2019 sono stati chiusi due bandi per acquisto di ulteriori medicinali dall’estero ai quali non è stato permesso partecipare ad aziende italiane.

Nonostante ciò la cannabis terapeutica manca costantemente nelle farmacie, alcuni piani terapeutici si adattano in base alla disponibilità dei farmaci, alcuni pazienti integrano le mancanze con prodotti “cannabis light” contenenti CBD. Questi vengono usati come “integratori” nonostante non vengano normati per un utilizzo umano.   

https://www.farmagalenica.it/cannabis-medica-perche-ce-carenza-nelle-farmacie-italiane/

https://www.farmagalenica.it/vendita-cannabis-farmacia-situazione-2019/

I requisiti del “farmaco cannabis terapeutica” delineati dal Ministero della Salute seguendo la farmacopea europea , sono obsoleti e si focalizzano su una tecnica di produzione commerciale poco qualitativa (requisiti tra l’altro non richiesti al produttore olandese Bedrocan).

Aziende estere produttrici di “cannabis terapeutica” hanno dovuto adattare i loro prodotti a questi standard per partecipare ai “bandi”  nonostante il mercato legale del proprio Paese prediliga prodotti controllati e coltivati diversamente.

L’analisi completa del “prodotto finito”, la scelta di piccoli lotti da diversi produttori, garantisce sempre un migliore controllo della qualità finale. 

Il Ministero della Salute dovrebbe aggiornare i protocolli di produzione di “cannabis terapeutica”.

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaArticolo?art.progressivo=0&art.idArticolo=1&art.versione=1&art.codiceRedazionale=15A08888&art.dataPubblicazioneGazzetta=2015-11-30&art.idGruppo=0&art.idSottoArticolo1=10&art.idSottoArticolo=1&art.flagTipoArticolo=1

3.1

Situazione ITALIANA fino a Luglio 2020 :

L’unico ente pubblico autorizzato alla produzione di cannabis “per fini sperimentali e ricerca” era fino a dicembre il Crea-CIN di Rovigo. Nel Dicembre 2019 viene autorizzato il REICA “Centro Ricerche multidisciplinare sui Cannabinoidi” dove finalmente viene coltivata cannabis in un progetto dell’Università Federico II di Napoli, ma solo con fini di ricerca.

 La cannabis prodotta è distrutta come a Rovigo.

Purtroppo nessuna “Autorizzazione” a privati o associazioni è ancora stata rilasciata dal Ministero della Salute.  Da anni tentiamo invano di chiederla.

Nel 2015 grazie al DM 9/11/2015- decreto Lorenzin, ogni possibilità di autorizzazione privata o regionale venne liquidata:

Per far fronte alla domanda nazionale di cannabis terapeutica viene avviato un progetto pilota con ICFM di Firenze  (e lo stanziamento di 1milione di euro). Il Crea-Cin di Rovigo secondo l’allegato tecnico al DM 9/11/2015 avrebbe fornito le talee utilizzate per produrre i farmaci FM1 e FM2.

Nel 2017, sono pochi i kg prodotti a Firenze, vengono stanziati ulteriori 2,3 milioni di euro per implementare il “Progetto pilota” attraverso legge finanziaria L 172/2017.

Nel 2019 a Firenze si arriva a produrre i primi 100 kg, di 2 tipi di Cannabis, FM1 e FM2,  che vengono distribuiti gratuitamente alle ASL, o a pagamento in farmacie private, sempre però con frequenti ritardi.

La qualità del “farmaco cannabis terapeutica” è bassa,  i pazienti più esperti riconoscono pessimi entrambi i farmaci prodotti, che vengono venduti senza alcun test sul prodotto finito.

https://www.internazionale.it/reportage/marcello-rossi/2017/06/26/cannabis-terapeutica-stato

 Il costo dell’esperimento è circa: 33 euro per grammo prodotto, una assurdità.

2020

Il  Crea-Cin di Rovigo, da oltre un anno non fornisce a Firenze le ” talee” di  Fm1 e Fm2. Anche se al momento attuale, ufficialmente, il progetto pilota di Firenze è attivo, dubitiamo che lo resti per molto.

Dalla fine dell’emergenza Covid19 , ovvero da maggio 2020 la “cannabis terapeutica” risulta quasi del tutto mancante nelle farmacie italiane che la dispensano. PRIVATAMENTE nasce il sistema di segnalazioni “monitorcannabis” https://www.monitorcannabis.it/ ;

Le strutture pubbliche tentano di limare le già minime prescrizioni. I pazienti soffrono la mancanza e la burocrazia,  quando si riesce a ottenere il farmaco “cannabis terapeutica” si nota di una qualità scadente.

L’AUTOPRODUZIONE si dimostra l’alternativa più sana ed economica per i pazienti, unico mezzo per restituire la dignità che le istituzioni ci stanno togliendo, costringendoci da tempo ad ELEMOSINARE la nostra terapia.

4. AUTORIZZAZIONE o DISOBBEDIENZA

Vista la raccomandazione dell’OMS

Vista la raccomandazione dell’Antimafia

https://www.lettera43.it/la-direzione-antimafia-insiste-la-cannabis-va-legalizzata/amp/

Visto il riconoscimento a livello mondiale del valore terapeutico della #cannabis,

https://www.cannabis-med.org/index.php?lng=it

Vista la costante sottostima del fabbisogno italiano da parte del Ministero della Salute,

https://www.igalenici.it/cannabis-terapeutica-nel-2020-aumento-della-produzione-in-italia/

Vista la non pericolosità della cannabis rispetto alle più comuni sostanze mediche e ricreative,

Visti i riconosciuti benefici che la pratica dell’ AUTOCOLTIVAZIONE può avere in taluni pazienti con alcune patologie , essendo consigliata da medici in diversi paesi come “PLANT THERAPY”,

Vista la già citata crescente domanda da parte di pazienti, gli ostacoli citati per una continuità terapeutica, nonché la reticenza da parte di alcuni medici ma anche del sistema sanitario  (reticenza data dalla non conoscenza della sostanza, dovuta a un secolo di proibizionismo, e di conseguenti informazioni scientificamente errate),

Siamo convinti che le nostre richieste siano del tutto plausibili.

L’Articolo 32 della Costituzione Italiana ce lo dimostra:

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge.  La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.

Articolo che ci conferma la liceità della nostra determinazione all’ottenimento di maggior benessere e innalzamento della nostra qualità di vita.

La dimostrata non preparazione del personale sanitario italiano riguardo la “Cannabis Terapeutica”, la poca esperienza alla produzione e conservazione, con conseguenti lamentele da parte di pazienti e farmacisti riguardo alle preparazioni galeniche  (bassa qualità,  pessima conversazione , non efficacia del prodotto, reazioni fisiche negative come nausea, reazioni allergiche, ecc.) riscontrate principalmente nella FM1 e nella FM2 immessa sul mercato dei medicinali senza alcun test.

https://ilsalvagente.it/2017/03/27/marijuana-di-stato-pazienti-delusi-noi-labbiamo-provata-e/ , ma anche con prodotti “Bedrocan” e “Pedanios”,

i metodi di produzione delle varietà “terapeutiche”, riconosciuti da chi usa la sostanza come “non adatti ad un prodotto con valore terapeutico” (uso di substrati riconosciuti cancerogeni, di fertilizzanti sintetici, sterilizzazione, trinciatura e maggior degradazione dovuta all’ossidazione, ecc.);

la perenne difficoltà per la reperibilità nelle farmacie di quanto viene definito “Cannabis Terapeutica”, le continue sovra-citate difficoltà burocratiche riscontrate da parte di pazienti e medici, ma anche farmacisti:

la reticenza da parte di molti medici nel prescrivere, avendo più pazienti provato la stessa reticenza sia nel tentare di informare i mediciì;

ma anche gli ostacoli che alcuni medici riscontrano per prescrivere i farmaci considerati “cannabis terapeutica ” in strutture pubbliche temendo conseguenze professionali, sono realtà ormai note a tutti noi pazienti che ci spingono ad agire per salvaguardare la nostra dignità.

Prendendo atto della situazione italiana descritta in precedenza, del dato di fatto che moltissimi bisognosi di “Cannabis Terapeutica” non trovando con continuità in farmacia quanto loro necessario sono costretti a rivolgersi ad un mercato nero, 

  • Viste le rivelazioni scientifiche per cui gran parte degli effetti terapeutici della cannabis non sono dovuti soltanto ai cannabinoidi, ma in gran parte al fitocomplesso e ritenendo che l’ infiorescenza di canapa,  se proveniente da piante cresciute con metodi biologici , ben conservata, analizzata, priva pesticidi, di muffe, batteri, senza residui di metalli pesanti o di adulteranti,  cosi come la resina da essa derivata, sia un prodotto sano senza ulteriori certificazioni di qualità,
  • Vista la enorme quantità di diverse varietà di cannabis (strain) esistenti ognuna caratterizzata da spettri di fitocomplessi, terpeni flavonoidi,  nonché livelli di cannabinoidi diversi,
  • Vista la non disponibilità nei cataloghi farmaceutici di queste varietà che invece possono risultare di maggior grado terapeutico per alcuni pazienti,
  • Vista la provata incapacità dello Stato e del sistema sanitario nazionale e regionale di garantire la continuità terapeutica con “cannabis terapeutica” a tutti i malati già esistenti,
  • Considerate le immense verità scientifiche a favore della “cannabis terapeutica”  che potrebbe rilevarsi anche una valida alleata contro la diffusione del Covid 19,

https://www.agi.it/salute/news/2020-05-22/cannabis-coronavirus-marijuana-8697942/

  • Considerando che quando le leggi sono sbagliate, la disobbedienza diventa storicamente un dovere dei bravi cittadini che vogliono il progresso e il bene del proprio Paese,
  • Sperando di spronare il legislatore alla calendarizzazione di una legge che tenga in considerazione quanto sopra descritto,
  • Annunciando lo “stato di necessità” sancito dall’articolo 54 del CP chiediamo il rilascio di Autorizzazioni alla coltivazione sperimentale di cannabis con THC > 0,6% ad personam.

Tutte le persone, pazienti che per comprovati motivi non riescono da tempo ad avere accesso alla “cannabis terapeutica”, devono IMMEDIATAMENTE avere la possibilità di ottenere tale autorizzazione.

I pazienti che per motivi di salute non potranno coltivare delegheranno una persona fidata o l’associazione di appartenenza.

Il Ministero della Salute e l’Ufficio Centrale Stupefacenti sono a conoscenza che con una risposta contraria a queste legittime e motivate richieste sta spingendo decine di malati italiani a una obbligata “disobbedienza”.

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