Legalizzazione, qualcosa si muove. Ma c’è bisogno di più coraggio

Nuova puntata della rubrica settimanale “Il termometro cannabico”, a cura di Marta Lispi

Cari cannabici, l’antiproibizionismo è la punta dell’iceberg della lotta per le libertà individuali e per i diritti del cittadino.
Sono in aumento costante le realtà che riscontrano paralleli tra la loro lotta e il diritto alla vita della pianta di cannabis. D’altra parte, sono in crescita anche i tentativi della stampa di monopolizzare l’informazione con sequestri di coltivazioni domestiche. Segnali di coercizione dell’opinione pubblica, a fronte della spinta progressista che viene dalla stessa.

Difatti l’informazione e la politica non ci hanno aiutato a vederci chiaro, probabilmente perché il cittadino è chiaro nelle sue intenzioni.

Italia, la cannabis è legale?La cannabis in Italia è legale per usi medici (dal 2007) e industriali (dal 2016) , sebbene sia strettamente regolata, mentre è depenalizzata per usi ricreativi. In particolare, il possesso di piccole quantità di marijuana per uso personale è solo soggetto a multe, nonché alla sospensione di documenti personali (ad esempio passaporti e patenti di guida). (https://en.wikipedia.org/wiki/Cannabis_in_Italy)
Nonostante il costume popolare sia cucito con la polemica, l’Italia è stata tra i primi paesi al mondo ad autorizzare i suddetti usi e a battezzare la Cannabis Light come prodotto commerciale (da collezione) nel 2017. Il problema è nella totale assenza di decreti attuativi, emendamenti, correzioni, modifiche affinché queste norme siano attuabili senza entrare in conflitto tra loro. (vedi lg 242/16 e Dpr 309/90)

Questo non permette al paziente di avere assistenza e continuità, non permette l’autoproduzione ma il possesso di piccole quantità a scopo ricreativo. Contraddizioni di fondo che vanno a vantaggio del mercato nero.

La storia ci ha illuso, il termine marijuana è sia razzista che proibizionista. Oggi abbiamo Salvini paladino leghista, anacronistico e ignorante, non ricorda che l’Italia era secondo produttore al mondo di tessile in canapa, sino alla spinta proibizionista degli USA.

Iniziata già ai primi del secolo e coronata con la Convenzione Unica delle NU, criminalizza la cannabis che da risorsa economica, nutraceutica e farmaceutica è dipinta come “stupefacente”.

Ci ricordiamo tutti che Mussolini vietò la marijuana (soprannome messicano) su spinta di Roosevelt ma…quando si accorse di aver proibito la canapa anziché una droga si dice che “divenne pelato”!

Il potere giuridico è favorevole all’autoproduzione, ma non è legge.
Negli ultimi anni, superata l’incostituzionalità della Fini-Giovanardi e altre follie nostrane, l’opinione dei poteri esecutivo e giuridico si è schierata per la normalizzazione. In particolare nel 2019, la Cassazione solo in Italia e in Messico (den. Corte Suprema), tra tutti i paesi con processi di legalizzazione, si è espressa positivamente e lo ha fatto sollecitando una legiferazione in merito all’autoproduzione domestica per uso personale conclamato.

La società di diritto e i diritti dei cittadini: liberare una pianta! E’ utopico e paradossale.
L’ associazione Meglio Legale, voluta dai Radicali italiani e dalla presidentessa Antonella Soldo, ha dato un’identità e maggiore forza alla richiesta di legalizzazione. L’iniziativa #IoColtivo ha fatto breccia tra i giovani, su Instagram e non solo, rendendo tangibile l’opportunità di autoproduzione di una pianta con assistenza legale gratuita.

Piazza Montecitorio, Roma 25.06.20: nascono sinergie, ma nulla di fatto per ora…
Sono presenti associazioni di categoria, attivisti, operatori del settore e politici; dopo questa giornata alcuni parlamentari (M5S e RI) presentano un emendamento da inserire nel decreto Rilancio, da cui poi viene tagliato senza neanche essere programmato in votazione. Beppe Grillo e Luca Marola risorgono esprimendo le loro opinioni contrariate, non si sa bene da chi richieste, e supportano con forza la legalizzazione della cannabis. Si rimanda così la decisione di dare dei decreti attuativi alle leggi pioniere di canapa e cannabis, si creano nuove opportunità di guadagno illecite ai danni degli operatori del settore legale.

Manteniamo orgogliosi primati come traffico internazionale di armi e stupefacenti.
I sequestri sono aumentati, in particolare la cocaina (+127,16% nel 2020) e nell’ultimo anno segnamo due record assoluti: 8 tonnellate di polvere bianca e 14 tonnellate di anfetamine. Aumentano anche le morti per overdose (+11,01%), sono soprattutto giovani in difficoltà con se stessi, non riconosciuti adeguati alla società circostante.

L’opinione pubblica è favorevole alla cannabis e la sua versione light aumenta vertiginosamente gli incassi durante la quarantena per il covid19.
Da un sondaggio del 2015 condotto da Ipsos risulta che l’83% degli italiani ritengono inefficaci leggi proibizioniste e il 73% è a favore della cannabis legale. l’Italia sul podio al terzo posto nell’Unione europea in termini di consumo di cannabis.

Se si proponesse oggi la campagna “Legalizziamo!” sarebbero molti più di 69000 i firmatari, risultato che nel 2016 avanzò la proposta di legge popolare per uso ricreativo e autoproduzione. Forze politica di destra, sinistra e antimafia insieme avevano dimostrato che il proibizionismo aveva fallito e la ripresa economica dello Stato ai danni della criminalità organizzata era la tolleranza globale per la cannabis.

La cannabis light è stata una sorpresa, ha tolto almeno 200 milioni di euro di incassi nel 2018 alla mafia, ed è un sostituto imperfetto con contenuto di THC massimo 0,5%. Attendiamo, quindi, le previsioni sulla base degli incassi di vendita fatti durante il lockdown (+500%).

E’ recente la notizia che Israele ha superato la Germania nell’importazione di fiori di cannabis medica nel mondo, a luglio oltre 6 tonnellate, e noi stiamo cercando di far conoscere da 13 anni gli usi terapeutici della medesima infiorescenza.

Non si capisce perché i vertici italiani fanno 30 senza arrivare a 31. Perchè è talmente palese la tutela di interessi impropri alle cariche politiche ricoperte che non sembra attendibile.

Nel 2021 ci sarà la legalizzazione per molti stati delle federazioni EU e USA. La votazione del Testo Unico delle NU è prevista per dicembre 2020.

Possibile che l’Italia non possa riuscire a votare un emendamento correttivo? Tutto questo dopo il referendum del 1993, Legalizziamo! e il Manifesto Unico in una nazione dove, in teoria, il popolo è sovrano.

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0014292119300066

https://droghe.aduc.it/notizia/cannabis+terapeutica+israele+sorpassa+germania_137138.php

https://droghe.aduc.it/notizia/legalizzazione+cannabis+denunce+percorso+legale_137127.php

https://www.repubblica.it/politica/2017/05/06/news/cannabis_di_stato-164743291/

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