CBD, ecco il questionario per conoscere meglio le abitudini dei consumatori

In Italia il nuovo settore agro-industriale della cannabis light sta crescendo considerevolmente espandendosi sui mercati internazionali e creando migliaia di nuovi posti di lavoro. Le prospettive di crescita, seppur allettanti per il sistema economico italiano, trovano il loro principale ostacolo proprio nell’organo che dovrebbe regolamentare il settore.

Dopo essere stata normata la parte riguardante l’agricoltura e la coltivazione, da 3 anni esiste un vuoto normativo sulla commercializzazione della cannabis light che compare ancora nella lista delle sostanze stupefacenti; il risultato di questa confusione è un ingente numero di sequestri e processi ai danni di commercianti e agricoltori che dopo aver puntato su un settore molto promettente si ritrovano ad affrontare anni di strascichi giudiziari. Nonostante nella stragrande maggioranze dei casi questi sequestri si risolvono con assoluzioni, il materiale sotto sequestro è spesso conservato in condizioni non ottimali risultando poi inutilizzabile.

Attraverso un sondaggio lanciato in Francia ed Italia dall’Osservatorio sulla Cannabis CBD a cui hanno partecipato quasi 10.000 adulti, sono state esaminate le caratteristiche dei consumatori durante il periodo di confinamento. I risultati preliminari indicano un interesse trasversale per questi prodotti con consumi in crescita tra tutte le fasce d’età. Sui motivi che hanno portato a questo aumento, uno su tutti riguardava la mancanza di cannabis ad alto di THC. Uno su due la utilizzava infatti per sostituirla, nella maggior parte dei casi perché durante la pandemia non riuscivano ad acquistarla, e altri per ridurne l’uso. Poi è stata usata in sostituzione del tabacco, ma anche per ridurre bevande alcoliche o farmaci ed addirittura sostanze stupefacenti come i derivati dell’oppio. Poi c’è un segmento di consumatori che sceglie la canapa legale semplicemente per la propria salute ed il proprio benessere, nonostante gli studi clinici sull’efficacia del CBD scarseggino al momento.

Dai risultati arrivati dal paese transalpino, sembra anche che il prodotto italiano inizi a piacere anche all’estero, dato che 1 francese su 4 pensava di consumare prodotti italiani, che sono risultati i più richiesti dopo quelli svizzeri.

Chi volesse contribuire alla seconda raccolta dati effettuata in questo periodo di attenuazione delle misure di distanziamento sociale è invitato a compilare e/o a ricompilare in maniera totalmente anonima il sondaggio presente al link: https://bit.ly/QuestionarioCBD.

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