La cannabis nella musica italiana: le nostre 5 canzoni preferite

Che la cannabis sia ormai sdoganata nella musica, così come nella vita reale, è ormai assodato. Ma se pensate alla musica italiana e alla cannabis, quale canzone vi viene in mente per prima? Noi ci abbiamo pensato attentamente e ci sono venute in mente queste 5 canzoni:

1 – “Con la Maria ho fatto il te e l’ho baciata, prima l’ho conquistata con un tubo Perugina, dalla mattina fino a sera siamo stati insieme
e stavo troppo bene, sebbene, m’era venuta una fame immane da pescecane…” – Era il 1994 e nelle music cassette girava questo brano che è diventata un’icona della musica. Ovviamente stiamo parlando di “Ohi Maria” degli Articolo 31; un vero successo che ha scalato le classifiche di quegli anni ottenendo un risultato incredibile.

2 – Ma non era certo il primo brano in cui si citava la cannabis. Nel 1976 Stefano Rosso cantava “Che bello, due amici, una chitarra e uno spinello” testo della canzone “Una storia disonesta”. Una delle prime canzoni che criticava la morale antiproibizionista e cercava di sdoganare il tema delle droghe leggere.

3 – Poi è arrivato il turno di Neffa con il suo tormentone pop “La mia signorina”. Tutta Italia la canta, ma non tutti sanno che la seducente signorina che “brucia sempre” e che “cerca sempre il sole” è proprio la cannabis.

4 – “Si fumava, non ci davano la sola”, cantava Rino Gaetano nella prima strofa di questa canzone, contenuta nell’album d’esordio “Ingresso libero”.
Secondo alcuni, in questo brano si raccontano le esperienze con sostanze psicotrope nella Roma degli anni ’70. Pochi mesi prima Gaetano aveva inciso, con lo pseudonimo di Kammamuri’s, il brano “I love you Maryanna”, che secondo alcune interpretazioni, farebbe riferimento alla marijuana.

5 – Impossibile non citare poi la band milanese dei Punkreas che nel 2002 lanciano il pezzo “Canapa”. Il testo, troppo spassoso, racconta ogni fase… con un epilogo triste: “A marzo la pianti e aspetti che spunti. Aprile la bagni e cresce. A maggio la femmine e i maschi separi, a giugno si riempie di fiori. Ma a ottobre, mese di raccolta, mi suonano alla porta, non sospettando niente, io apro all’Attendente. Sei mesi di fatica dura per questa fioritura, me l’hanno sequestrata ed ora sta in questura..”.

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