N.S.O.E.: una narrazione di imprese (quasi) ordinarie

«Tante persone, ogni mattina, si svegliano senza l’entusiasmo di vivere ciò per cui sono nati, non ricordandosi di rincorrere la vera ragione della loro esistenza […] E come burattini ogni giorno dissimulano, continuano a rincorrere pezzi di storie, avanzi di felicità, residui di emozioni, granelli di gioia, ritagli di spensieratezza e brandelli di mediocrità. Ma la vera felicità è la libertà di realizzare la vita come ognuno se la immagina».

 

Il viaggio può essere inteso anche come sinonimo di presa di coscienza itinerante, di cambiamento. Non a caso si dice che quando si torna, non si è mai uguali a come si è partiti. Inutile dire che la letteratura, da sempre, abbia reso il viaggio un thopos, ovvero un tema estremamente ricorrente. Dunque, N.S.O.E. è il romanzo di Vansky che ha come tema principale il viaggio. Ambientato in America, ha come vera ambientazione la psiche dei protagonisti coinvolti in questo “pellegrinaggio”, che può assumere anche risvolti edonistici. Si tratta appunto di un romanzo di viaggio, ma non solo attraverso le città più suggestive dell’America del Nord, bensì all’interno del passato, troppo spesso tragico, dei personaggi, che regalano momenti patetici ma travolgenti. Il percorso infatti inizia con una sorta di elezione dei prescelti, tra i numerosi candidati a intraprendere questa esperienza, guidati da Il Pastore. In realtà sin da subito non mancheranno i colpi di scena che renderanno la lettura non forzata. Dunque, il criterio di scelta è un sogno infranto. Ognuno dei protagonisti infatti avrà un proprio sogno non realizzato, segreto, ma fino ad un certo punto. Essenziale è il racconto nel racconto, ovvero il momento in cui i protagonisti del pellegrinaggio si raccontano, condividendo esperienze, sofferenze, pur di trovare un barlume di conforto nella compagnia del momento. Si tratta appunto di una compagnia temporanea, tutti i personaggi nel corso della vicenda inizieranno a manifestare la propria amara consapevolezza che molto probabilmente una volta terminato il viaggio, si dimenticheranno l’uno dell’altra. Ma del resto la vacuità dell’esistenza e di quello che si cerca di costruire o di conquistare vivendola, è uno dei grandi temi del romanzo di Vansky. Sono presenti anche luoghi comuni, come la ricerca della grande occasione che non arriva mai chissà per quale attiva scelta del destino, il rincorrere la fama come se quest’ultima fosse un’inesauribile fonte di accettazione e il resto si scoprono leggendo. Inoltre le figure che si muovono e danno vita alle varie peripezie sembrano imbevuti di un senso di alienazione che li rende prigionieri di un muro invisibile che si potrebbe chiamare incomunicabilità, ovvero scarsa abilità a comunicare, a mettere in comune qualcosa che si ha. Sostanzialmente potrebbe essere questo uno degli snodi principali della trama. Queste variegate caratteristiche del romanzo sono abilmente contestualizzate in quella che si potrebbe definire un’epopea dei rassegnati, perché è un’ampia narrazione di imprese (quasi) ordinarie. Chiara Di Michele

 

BIOGRAFIA. Vansky è un bambino cresciuto con un grande sogno, e con una vita avventurosa dedicata ai viaggi e alla conoscenza, coltivando per anni la passione per la scrittura, per quel desiderio innato di riuscire a comunicare racconti ed emozioni che aveva dentro e che non riusciva ad esprimere. Attraverso il suo primo romanzo, “N.S.O.E.”, ha riportato l’attenzione su quelle voci che tutti abbiamo dentro e che ci parlano di emozioni sopite, di sogni accantonati, di desideri repressi, di gioie e sorrisi dimenticati. L’età di Vansky, da dove proviene, o cosa fa nella vita non hanno importanza se ciò che scrive arriva al lettore, creando con lui un legame indissolubile dato dalle parole, e realizzando così il suo sogno: raggiungere il cuore di un lettore sconosciuto, quanto lo scrittore stesso.


Contatti- https://www.instagram.com/vanskywriter/?hl=en
Link di vendita –https://www.amazon.it/N-S-Vansky/dp/8831688073

 

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