Cannabis, una legge vecchia di oltre trent’anni e la nostra lotta in un Paese bloccato

Florinda Vitale, vicepresidente Cannabis Cura Sicilia
La situazione la conosciamo tutti: il popolo italiano chiede la legalizzazione dagli anni 90. Siamo ancora soggetti ad una legge vecchia di 32 anni, che non ha nessuna logica scientifica e che fu voluta solo per seguire la linea tracciata dagli Stati Uniti d’America, oggi prossimi alla legalizzazione a livello federale, e con 36 stati in cui è già legale.
La cannabis è oggi medicina ricercatissima, e non è per dire: in Italia la carenza di questo fiore terapeutico penalizza l’80% di chi lo utilizza già, perché non sono sufficienti le produzioni, e non è garantita la continuità di cura. Inoltre le proprietà terapeutiche di questo fiore sono ancora note a pochi, nonostante gli effetti miracolosi su diverse patologie.
Eppure è ancora la legge 309/90 a prevalere su ogni altra cosa, comprese le necessità mediche e la volontà popolare. Che ci siano interessi dietro, lo sappiamo da sempre. Ma perché continuare ad accettarlo?
Se prima il proibizionismo faceva comodo ai Ser.T., oggi giustifica l’autorizzazione alla produzione di questo fiore, solo a aziende “idonee”. Ma per cosa: per competenze, o per raccomandazioni?  Ricordo a tutti che la cannabis è una pianta, e noi dell’associazione Cannabis Cura Sicilia disobbediamo autoproducendo le infiorescenze con cui Alessandro si cura.
Facciamo dono di fiori e semi di genetiche terapeutiche ad altri pazienti associati. Nel 2020, ripresi da Le Iene (il programma televisivo di Mediaset), abbiamo distribuito ad associati un totale di 5Kg di infiorescenze. Questo per dimostrare che non serve la luna per produrre quello che in molti ormai definiscono solo “farmaco”. Sappiamo di rischiare penalmente, ma non ci importa perché abbiamo avuto condanne più grosse dalla vita.
Siamo rassegnati alle ingiustizie del destino: che ci vuoi fare se sei colpito da una brutta malattia? Devi farti forza, e continuare ad esser felice con ciò che ti rimane. Però non ci rassegniamo alle ingiustizie politiche: qua, chi tratta ancora la cannabis come droga (intesa come sostanza dannosa per l’essere umano), è un criminale; e chi crede che lo sia davvero, è un ignorante.
Nelle ultime quattro o cinque legislature ci sono stati politici ed interi partiti che hanno basato la loro campagna elettorale sulla legalizzazione; ma di fatto oltre 30.000 persone ogni anno sono finite nei guai con la giustizia, solo per possesso o coltivazione di cannabis. Tribunali intasati, famiglie costrette a spendere cifre importanti in difese legali, danni psicologici sottovalutati da uno Stato che tiene ancora conto di chi sostiene che la cannabis crei i “buchi nel cervello”.
La cannabis è una pianta straordinaria in tutto, e lo hanno capito bene i nostri vicini tedeschi che hanno già cento genetiche dichiarate a scopo terapeutico. Tutta la cannabis contiene cannabinoidi e terpeni, e quindi è tutta terapeutica; la loro azione sulla patologia o su uno specifico sintomo, dipende dalle percentuali e dalla varietà di cannabinoidi e terpeni che i fiori contengono, e dalla nostra capacità di estrarli e bilanciarli.
L’associazione, in questi anni, si è relazionata con le Istituzioni: siamo stati a diversi tavoli tecnici dove si fanno sempre tante promesse, ma poi non si conclude nulla. Anzi, si va nella direzione in cui l’associazione non sarebbe mai voluta andare: un monopolio terapeutico finalizzato al lucro.
Da sempre cerchiamo il dialogo con le istituzioni, e da sempre mettiamo a disposizione le nostre competenze riconosciute a livello internazionale, ma evidentemente scomode in Italia.
Voglio allora porre un paio di domande ai nostri politici.
La legge 309/90 è stata inserita, votata ed approvata con estrema superficialità, mentre si discuteva delle olimpiadi invernali di Torino. Si basa sul pregiudizio ed è una legge liberticida e criminogena. Sono passati 32 anni, un referendum fatto ed uno tentato, svariate proposte di legge pro-legalizzazione e persino un intergruppo parlamentare specifico; ma è stato tutto inutile.
Perché non si riesce a ribaltare la situazione?
Per scienze e per logica la cannabis va legalizzata, ed è ciò che ha fatto di recente Malta. In Portogallo è libera, in Olanda sono regolamentati i coffee-shop, in Spagna sono tollerati i CSC; in Lussemburgo si stanno apprestando a normare produzione e vendita. In Italia siamo davvero sotto una dittatura Stato-Mafia che protegge le associazioni criminali, lasciando loro un mercato di oltre 10 miliardi? Davvero siamo ancora succubi del retaggio culturale? 
—–
Alessandro Raudino, presidente Cannabis Cura Sicilia
L’associazione Cannabis Cura Sicilia Social Club è attiva dal 2013. Da allora, annualmente, abbiamo disobbedito ad una legge sbagliata. Non ho altri termini per definire una norma fondata sul pregiudizio. La cannabis non fa male, fa male il proibizionismo. La cannabis è la mia cura e la cura di molti molati; e nessuno può vietarcela. Per questo motivo, noi di Cannabis Cura Sicilia non perdiamo occasione per rivendicare i diritti dei malati e dei cittadini in genere; e lo facciamo disobbedendo. Siamo coscienti che continuare a violare una legge non cambierà la situazione, ma noi continueremo a farlo fin quanto quella legge dannosa sarà in vigore. Faccio pubblicamente omaggio di quest’olio e queste infiorescenze con THC, a questi amici che ne hanno bisogno e a cui lo Stato chiede immoralmente di aspettare.
#CannabisCuraSic
Corso Timoleonte 81
96100 Siracusa

Se vuoi restare sempre aggiornato su tutto ciò che gravita intorno al mondo della canapa, seguici sulla nostra pagina Facebook e sul nostro profilo Instagram iscriviti a Green Friday, la newsletter settimanale di BeLeaf Magazine. È tutto gratis e… ne vale la pena!

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*