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Ufficializzato il simbolo della cannabis legale “made in Morocco”

Le autorità marocchine hanno ufficializzato il simbolo che sarà utilizzato per identificare i prodotti legali derivati dalla lavorazione della cannabis "made in Morocco". Secondo...
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La Rassegna del Lunedì

In questo lunedì di fine Luglio arrivano i primi risultati delle elezioni in Spagna: al momento la situazione è in una fase di stallo, con l’ex Presidente Sanchez (PSOE) che è riuscito a limitare i danni dell’avanzata del PP, mentre l’estrema destra di Vox ha perso numeri e seggi rispetto alle elezioni dell’autunno 2019. Il leader di Vox, Abascal, ha annullato tutte le interviste man mano che i primi risultati venivano alla luce. Una percentuale simile a quella di Vox (che comunque si mantiene sul 12%) è stata raggiunta da Yolanda Diaz, colei che ha creato la piattaforma Sumar e che si batte per i diritti civili e sociali, primariamente per quelli delle donne, della loro retribuzione e del loro rispetto sul lavoro. Poco o nulla si è detto in questa campagna elettorale sulla legalizzazione della cannabis in Spagna, certamente non è una materia che è stata al centro del dibattito, nonostante la necessità di regolamentare al meglio anche i ‘cannabis social club’, ma se andiamo a vedere i programmi vediamo che Sumar ha inserito ‘la legalizzazione della cannabis integrale’, con un modello associazionistico che non sia a scopo di lucro, avanzando quindi un auto responsabilità del cittadino ma anche di tutela rispetto ai diritti umani. Questa iniziale intenzione, in un possibile governato formato da PP/PSOE e Sumar potrebbe modificarsi se il PP decidesse di optare per la legalizzazione della cannabis, nel senso dell’apertura al mercato. Potrebbe totalmente svanire nel caso in cui il PP non ritenesse prioritario questo argomento.

Sarà certamente interessante capire se questo tema riuscirà ad entrare nell’agenda politica, così come brillantemente fatto dal Lussemburgo, che è il secondo stato membro dell’Unione Europea dopo Malta ad aver legalizzato la cannabis per uso personale.

Nella neutrale Svizzera invece le cose stanno cambiando: alcune farmacie e circoli sociali delle principali città stanno mettendo in campo forme di ‘progetto pilota’, come più volte abbiamo detto anche nei nostri social network, che riguardano la distribuzione controllata di cannabis per scopi ricreativi. Sono 1091 le persone che si sono iscritte al ‘progetto pilota’, dove si valuterà l’impatto sul consumo di cannabis a fronte di una vendita regolamentata e supportata nelle farmacie, con servizi di consulenza ed informazioni chiare rispetto alla sostanza. Questo è l’approdo dopo dieci anni di lavoro, tecnico e giuridico, che farà si che i prodotti a base di cannabis vengano prodotti all’interno della Svizzera stessa secondo le procedure dell’agricoltura biologica. A Basilea è iniziato un progetto di somministrazione controllata che durerà fino al 2025, mentre a Zurigo quest’estate partirà il progetto “Zuri Cannabis with responsability”.

Nel frattempo alcune ricerche di marketing proprio in Svizzera mostrano come la cannabis terapeutica interessi soprattutto gli over 60, e la metà delle donne interpellate vede in questi prodotti dei benefici terapeutici, contro il 20% degli uomini, che associano anche la cannabis terapeutica ad uno stupefacente in misura maggiore di quanto non facciano le donne.

Intanto, per spostarci sulla canapa, si fa sempre più largo l’idea di utilizzarla nell’Edilizia, in particolare le aziende del Friuli Venezia Giulia stanno investendo in questo settore che diventa fondamentale anche per la riduzione del CO2 viste le componenti della canapa e i suoi possibili utilizzi.

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