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Il giro del mondo nel 2023: una panoramica

Il 2023 è stato un anno importante per lo sviluppo delle politiche sulle cannabis, non solo per quello che di buono è avvenuto ed accadrà (vedi la Germania), ma anche per paesi che hanno tentato un cambiamento radicale senza riuscirci (vedi la Colombia), ma che comunque hanno portato a casa delle piccole vittorie.

In Italia con il governo di Giorgia Meloni tutto si è fatto complicato, anche le leggi che a livello penale si sono fatte più restrittive a causa di decreti leggi emergenziali che hanno posto al centro lo stigma verso la persona e quindi la colpa di essere consumatori. Dal decreto anti-rave fino al decreto-Caivano, non più una lotta ai cannabis shop come quella che aveva portato avanti Matteo Salvini, ma una vero e proprio proibizionismo che fa del carcere il perno del nostro paese: infatti abbiamo superato le 60.000 presenze, con la certezza che molte persone sono all’interno di questo istituto per reati droga-correlati (la sostanza più perseguitata? La cannabis!). Oltre all’abuso di questi decreti per attuare politiche proibizioniste, abbiamo visto quest’estate come ci sia stato il tentativo di inserire il CBD all’interno della tabella delle sostanze stupefacenti, contro qualsiasi evidenza scientifica: per fortuna il TAR ha bloccato momentaneamente questo provvedimento. Fortunatamente, nonostante il cambio di clima che ha espresso anche in sede ONU Alfredo Mantovano, il fronte antiproibizionista è compatto ed è partito con una raccolta firme di iniziativa popolare lanciata da Meglio Legale per legalizzare la cannabis sul modello dei cannabis social club.

Per firmare la proposta di legge seguite il link https://www.iocoltivo.org/.

In Europa sono in arrivo le elezioni europee e tutti noi speriamo che il tema della cannabis venga affrontato in campagna elettorale, per raggiungere una legge comunitaria. Nel frattempo però molti Stati stanno avanzando per proprio conto: la Germania su tutti, ma anche Malta e il Lussemburgo. La stessa Finlandia è riuscita a raggiungere le 50.000 firme necessarie su una proposta di legge sulla legalizzazione. Certamente, il caso più interessante è quello tedesco, dove il Ministro della Salute Lauterbach è riuscito in due anni a fare un lavoro importante, anche di concertazione con l’Unione Europea, che sarà d’esempio per molti di quei paesi che in Europa vogliono implementare la legalizzazione della cannabis. I paletti imposti al momento dall’Unione Europea sono semplici: no all’apertura di un ‘mercato’ stile Stati Uniti, sì ai cannabis social club e all’auto coltivazione per consumo personale.Attendiamo quindi l’inizio del 2024 per vedere l’approvazione definitiva della legge!

In Sud America molti Stati stanno facendo progressi, considerato che questo è un territorio particolarmente difficile per la presenza dei Narcos. Tra le cose da segnalare c’è l’approvazione all’inizio del 2023 in Perù di una legge che regolamenta l’accesso alla cannabis medica, con il varo del ‘decreto supremo’ No. 004-2023-SA. In Brasile invece, a Marzo, la Corte Superiore di Giustizia ha iniziato a considerare se dare il via libera ad aziende e agricoltori per coltivare la cannabis, la decisione definitiva non è ancora stata presa. Ma la vera protagonista è stata la Colombia, con le sue spinte che vanno verso la regolamentazione della cannabis e la depenalizzazione di tutte le sostanze. Purtroppo, l’iter per la regolamentazione della cannabis si è bloccato il 14 dicembre con il voto contrario del Senato alla legge, ma i proponenti promettono che non è finita qua. La notizia positiva però, che evidenzia un cambio di paradigma, riguarda la decisione del Presidente Gustavo Petro di non multare più i consumatori di sostanze, rimuovendo le multe esistenti e la possibilità da parte della polizia di sequestraro.

Negli Stati Uniti continua la grande corsa alla legalizzazione: in questo 2023 è toccato all’Ohio legalizzare la cannabis, con l’approvazione elettorale da parte dei cittadini, mentre il livello nazionale vive ancora una situazione di stallo. Il Presidente Biden più volte si è dichiarato favorevole alla regolamentazione, la vice-presidente Kamala Harris è stata senatrice proponente di una legge per legalizzare la cannabis a livello federale. Ma tutto è ancora fermo. In queste settimane c’è stata la pressione di sei governatori, precisamente del Colorado, Illinois, New York, New Jersey, Maryland e Louisiana che con una lettera inviata al Presidente Biden dove si indica la via per la legalizzazione e la necessità di implementarla a livello federale. In questo anno, alcuni Stati hanno provato ad attuare delle modifiche, come ad esempio in California dove si è tentato di modificare la legge per inserire la regolamentazione dei cannabis shop, iniziativa bloccata dal Governatore che ha fatto naufragare così la proposta. Sul tema della regolamentazione è uscito un importante report nel maggio 2023 relativo agli introiti economici derivanti dalla legalizzazione: si tratta di 15 miliardi di dollari dal 2014! Nel frattempo c’è una spinta di quelli che si sono i movimenti a favore della regolamentazione degli psichedelici, che sia a livello ricreativo o terapeutico, e numerose iniziative popolari si attiveranno nel 2024.

In Asia poco o nulla accade, anche a causa dell’elevato livello di proibizione. Questo è un continente che vede ancora vivere in alcuni suoi Stati la pena di morte, anche per reati relativi alla cannabis. Ricorderete la storia di Tangaraju Suppiah, per aver trafficato un chilo di cannabis. All’inizio del 2023 a Hong Kong è stata vietata addirittura la ‘marijuana light’, perchè considerata pericolosa. Il Giappone, per contro, ha deciso in questa fine dell’anno di ampliare le norme sulla canapa attraverso un emendamento passato dal Parlamento. Questo emendamento consentirà la produzione di cannabinoidi per uso medico, limitando però ai soli prodotti che hanno origine dalla canapa. Oggi l’industria del CBD in Giappone conta più di 150 aziende, ma la legislazione viaggia su una zona grigia.

Questo è un piccolo giro del mondo, che ricomincerà nell’anno nuovo indicando quali sono le prospettive di questi continenti in merito allo sviluppo di nuove leggi.

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