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Perché la riforma del diritto alla privacy in Brasile riguarda anche la cannabis

In Brasile, un emendamento costituzionale proposto, attualmente in discussione al Senato, mira a rafforzare la criminalizzazione del possesso di sostanze illegali per uso personale. Questa mossa legislativa prevede di modificare l’articolo 5 della Costituzione brasiliana, che tutela il diritto alla privacy, limitando questo diritto con la criminalizzazione del possesso di tali sostanze, indipendentemente dalla quantità. Se approvato, l’emendamento richiederà un secondo voto al Senato prima di passare alla Camera dei Deputati per ulteriori deliberazioni.

La proposta ha sollevato notevoli preoccupazioni tra gli esperti di diritti umani e organizzazioni come Human Rights Watch. Andrea Carvalho, ricercatore di Human Rights Watch in Brasile, ha sottolineato come le politiche proibizioniste passate abbiano dimostrato di essere inefficaci, oltre a essere fonte di gravi violazioni dei diritti umani. Carvalho suggerisce che piuttosto che incastonare ulteriormente queste politiche fallite nella Costituzione, il Brasile dovrebbe considerare la decriminalizzazione del possesso di sostanze per uso personale, seguendo l’esempio di altri paesi che hanno adottato strategie sanitarie più efficaci per gestire e rispondere all’uso problematico di sostanze.

Il Presidente del Senato, Rodrigo Pacheco, ha introdotto questa proposta come una misura preventiva contro una possibile decisione favorevole della Corte Suprema riguardante la politica sulle droghe. Pacheco ha evidenziato il ruolo del Congresso nella definizione delle leggi nazionali, ribadendo che dovrebbe essere il Parlamento a stabilire le normative penali.

Il contesto di questa proposta è significativo, data la cronologia delle decisioni della Corte Suprema, che sta valutando se la legislazione attuale vìola i diritti fondamentali. La questione centrale risiede nella distinzione tra utenti e trafficanti di sostanze, che attualmente lascia spazio a interpretazioni arbitrarie da parte delle forze dell’ordine e della giustizia, con un impatto sproporzionato su giovani, poveri e, in particolare, sulla popolazione nera del Brasile.

L’analisi dei casi giudiziari mostra che le persone di colore, che rappresentano circa il 57% della popolazione, costituiscono il 68% degli imputati per reati legati alle droghe. Questo sottolinea l’urgente necessità di riforme giudiziarie che distinguiamo chiaramente tra consumo personale e traffico di sostanze, al fine di evitare un’applicazione discriminatoria della legge e di ridurre il sovraffollamento carcerario.

Al di là delle questioni giuridiche, la proposta di emendamento solleva questioni più ampie sul ruolo del governo nel regolare comportamenti privati e sull’efficacia del modello proibizionista nel ridurre i danni associati all’uso di sostanze. Gli esperti suggeriscono che il governo dovrebbe concentrarsi più su approcci regolamentari e sanitari non punitivi, in linea con i principi dei diritti umani, per affrontare il consumo problematico di sostanze, piuttosto che perseguire un approccio basato sulla criminalizzazione.

Fonte: https://www.hrw.org/news/2024/04/15/brazil-reject-bill-entrenches-failed-drug-policy
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