Il presidente della Colombia, Gustavo Petro, ha nuovamente chiesto al Congresso di legalizzare la cannabis. La sua dichiarazione arriva in seguito all’arresto di Namoussir Mounir, cittadino belga coinvolto nel traffico di droga tra l’America Latina e l’Europa. Secondo Petro, la proibizione della marijuana non ha fatto altro che alimentare la violenza, e la sua legalizzazione potrebbe contribuire a ridurre il potere dei gruppi criminali.
Un cambiamento di rotta per le politiche antidroga
Negli ultimi anni, Petro ha sostenuto la legalizzazione non solo della cannabis, ma anche della cocaina, come risposta al fallimento delle politiche antidroga sia in Colombia che a livello globale. La guerra alla droga, condotta per decenni, non ha portato ai risultati sperati, mentre la criminalità organizzata continua a prosperare grazie ai mercati illeciti.
L’appello di Petro al Congresso colombiano
Attraverso il suo profilo X.com, il presidente colombiano ha ribadito la necessità di una riforma radicale: “Esorto il Congresso della Colombia a legalizzare la marijuana e a sottrarre questa coltivazione alla violenza. La proibizione della marijuana in Colombia porta solo violenza”. Petro ha inoltre invitato la comunità internazionale a riconsiderare il divieto sull’uso della foglia di coca per scopi diversi dalla produzione di cocaina, sostenendo che il suo impiego in agricoltura e alimentazione potrebbe rappresentare un’alternativa sostenibile.
La regolamentazione attuale e i limiti legali
Attualmente, in Colombia il consumo di droghe, inclusa la cocaina, non è criminalizzato, ma esistono restrizioni specifiche. Il possesso per uso personale è consentito entro certi limiti: 20 grammi di marijuana, cinque grammi di hashish, un grammo di cocaina e due grammi di metaqualone. Tuttavia, la produzione e il commercio di queste sostanze rimangono illegali, alimentando il mercato nero.
Il panorama latinoamericano e i tentativi di riforma
In America Latina, solo Uruguay, Messico e Brasile hanno legalizzato la cannabis per uso ricreativo. In Colombia, invece, il Congresso ha tentato ben 13 volte di approvare una legge simile, senza successo. Il 12 dicembre scorso, il Senato ha nuovamente respinto il disegno di legge, cedendo alle pressioni dell’opposizione.
Un mercato dalle grandi potenzialità
Nonostante le difficoltà legislative, la Colombia possiede un grande potenziale per la produzione ed esportazione di cannabis. Nel 2023, il valore delle esportazioni di cannabis colombiana ha raggiunto i 10,8 milioni di dollari. Per incentivare il settore, il governo Petro ha lanciato un programma di investimenti da 1,2 milioni di dollari denominato “Sviluppo produttivo delle industrie della cannabis e della canapa”.
Petro e la legalizzazione della coca
Oltre alla cannabis, il presidente Petro ha recentemente riaperto il dibattito sulla legalizzazione della cocaina. In un’intervista al quotidiano spagnolo El País, ha dichiarato che “la cocaina non è peggiore del whisky” e che, se fosse legalizzata a livello globale, la violenza legata al narcotraffico in Colombia diminuirebbe drasticamente.
Attualmente, la produzione di coca è consentita solo alle comunità indigene per usi tradizionali. Tuttavia, l’area coltivata a coca illecita è aumentata dopo l’Accordo di Pace del 2016, raggiungendo un record storico nel 2023.
Verso un nuovo modello economico
Secondo Petro, la legalizzazione della cannabis e della coca potrebbe integrare queste coltivazioni nel mercato legale, sottraendole al controllo dei gruppi armati. Tuttavia, ha assicurato che il governo colombiano continuerà a collaborare con la comunità internazionale nella lotta al narcotraffico, concentrandosi sul sequestro di grandi spedizioni e sul contrasto ai principali boss della droga.
Negli ultimi anni, grazie alla cooperazione internazionale, sono stati arrestati numerosi narcotrafficanti in Colombia, tra cui membri della mafia italiana e altri latitanti provenienti da Germania, Regno Unito e Paesi Bassi. La sfida ora è trasformare questa lotta in un nuovo modello economico sostenibile, basato su regolamentazione e sviluppo legale delle coltivazioni.






