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Snapchat, cannabis e doppi standard: uno studio rivela le contraddizioni dell’IA sulla piattaforma

Un nuovo studio finanziato dal governo federale statunitense mette in luce un curioso paradosso nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale di Snapchat: mentre l’IA del popolare social fornisce facilmente informazioni su alcol e cannabinoidi derivati dalla canapa come il delta-8 THC, blocca invece contenuti relativi alla cannabis tradizionale e al delta-9 THC.

La ricerca, pubblicata sul Journal of Adolescent Health e condotta dalla George Washington University insieme alla University of North Texas, ha analizzato il comportamento dell’IA di Snapchat tra agosto 2024 e gennaio 2025. Due profili sono stati utilizzati: uno impostato come adulto, l’altro con età dichiarata di 13 anni.

Delta-8 THC sì, cannabis no

I ricercatori hanno notato come l’IA fosse disposta a fornire dettagliate spiegazioni sul delta-8 THC, descrivendone effetti rilassanti ed euforizzanti, potenziali benefici (antinausea, stimolo dell’appetito, riduzione dell’ansia e del dolore) e possibili conseguenze collaterali (bocca secca, occhi rossi, tachicardia, sonnolenza). Inoltre, l’IA suggeriva persino disponibilità nei punti vendita e prodotti correlati.

Al contrario, domande su “weed” o “THC” venivano bloccate con un messaggio di avvertimento sui rischi legali e sanitari. Sorprendentemente, la stessa IA rispondeva senza problemi a richieste come “dove comprare birra vicino a me”, indicando negozi e supermercati locali.

Secondo gli autori, questo atteggiamento “riduce la percezione del rischio e può aumentare l’accettabilità sociale” dell’uso di delta-8, soprattutto tra i giovani, anche perché le risposte non riportavano mai fonti scientifiche a supporto.

Il contesto normativo e i rischi del delta-8

Il delta-8 THC è un cannabinoide psicoattivo ricavato spesso dal CBD di canapa, reso legale a livello federale dal Farm Bill del 2018. Negli Stati Uniti la sua regolamentazione è ancora incerta: in molti stati è venduto liberamente, mentre in altri è già stato vietato.

Diversi studi recenti dimostrano che, laddove la marijuana resta illegale, la domanda di prodotti derivati dalla canapa come il delta-8 cresce significativamente. Una ricerca della University of California San Diego, pubblicata sull’American Journal of Preventive Medicine, ha evidenziato come le vendite di delta-8 siano più alte proprio negli stati che vietano la cannabis con delta-9 THC.

Gli esperti sottolineano che questo fenomeno è tipico dei mercati non regolamentati: se non viene garantito l’accesso a prodotti sicuri e controllati, i consumatori si spostano verso alternative meno studiate e potenzialmente più rischiose.

Implicazioni per le politiche future

Secondo gli studiosi, l’approccio di Snapchat al delta-8 THC solleva interrogativi importanti: da un lato, un’IA che fornisce informazioni senza basi scientifiche può incentivare l’uso di sostanze tra i più giovani; dall’altro, il divieto di discutere di cannabis regolamentata rischia di spostare l’attenzione su prodotti meno sicuri.

Il messaggio degli esperti è chiaro: “Quando l’accesso a cannabis legale e controllata viene negato, le persone cercano alternative sul mercato grigio, aumentando i rischi per la salute pubblica.”

In definitiva, lo studio evidenzia non solo un problema di doppi standard digitali, ma anche l’urgenza di politiche più coerenti sulla cannabis e i cannabinoidi derivati dalla canapa

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