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Dal Diario Canapologico 2026 – Al Mercantico di Lonato

Al Mercantico di Lonato partecipavo con il mio banchetto. Tra i visitatori si è fermato un uomo anziano: occhiali a goccia, un berretto simile a un basco, la pelle molto abbronzata, color cuoio. Ha preso in mano il mio libro Canapa, cultura della vita e ha iniziato a sfogliarlo con attenzione.

Mi sono avvicinato e gli ho chiesto:
«Conosce la pianta?»

Lui ha alzato lo sguardo e ha risposto:
«Mi chiamo Julian Epster, sono israeliano. Nel mio Paese la canapa viene utilizzata per fare legacci per la frutta. Si fanno anche strisce per i cappelli e viene usata come corda per alcuni gioielli.»

«Si coltiva la canapa in Israele?» ho domandato.

«Sì, in una zona vicina a Jaffa. Solo lì, e non in grande quantità.»

Poi, quasi seguendo un filo invisibile che univa luoghi e tempi diversi, ha aggiunto:
«Mio nonno aveva una malga vicino a Malles, in Alto Adige. Quando è morto l’ha lasciata a me. Poco dopo mi hanno chiamato i carabinieri: avevano trovato un centinaio di piante di canapa vicino alla malga.»

«Chi le coltivava?» ho chiesto.

«Mio nonno. Coltivava la canapa per raccoglierne i semi. Li metteva nel becchime degli uccelli, perché cantassero meglio. Io questo utilizzo non lo conoscevo.»

«Quando è successo?»

«Circa dieci anni fa.»

La curiosità professionale ha preso il sopravvento:
«Che fine ha fatto quella canapa? Mi piacerebbe avere quei semi, per riseminare quella vecchia varietà.»

Julian ha scosso la testa:
«L’hanno presa tutta i carabinieri. Hanno estirpato tutto e portato via.»

Ho azzardato un’idea, quasi un sogno ad alta voce:
«Si potrebbe pensare a un progetto per riseminare la canapa in quel luogo. Seminare, trasformare i semi in una cagliata… usare la malga per produrre cagliate di canapa. E magari stagionarle.»

Lui ha sorriso con autoironia:
«No, io non ho mai lavorato la terra. Come dice uno dei miei figli: “Papà, non puoi dire di aver lavorato se non hai mai avuto un callo in vita tua.”»

Così, a Lonato, tra le bancarelle del Mercantico, ho raccolto un racconto che univa l’Alto Adige e Jaffa, una malga di montagna e il Mediterraneo. La canapa attraversa confini e generazioni. Pianta antica, pianta amica.

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