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Cannabis: negli USA cresce il consenso bipartisan per la legalizzazione

Negli Stati Uniti la legalizzazione della cannabis non è più una battaglia ideologica di parte. Un nuovo sondaggio rivela infatti che la maggioranza degli elettori americani, indipendentemente dall’orientamento politico, sostiene una riforma delle leggi sulla marijuana.

Secondo i dati raccolti da JL Partners, il 53% degli elettori registrati è favorevole alla legalizzazione, con percentuali particolarmente alte tra i Democratici (62%) ma sorprendentemente solide anche tra i Repubblicani (51%). Un segnale chiaro di come la cannabis stia diventando un tema trasversale, capace di unire un elettorato storicamente diviso.

Il sostegno attraversa tutte le fasce d’età: i più favorevoli sono gli adulti tra i 30 e i 49 anni, ma colpisce il dato sugli over 65, dove un elettore su due appoggia la legalizzazione, un cambiamento significativo rispetto al passato.

Il sondaggio arriva a pochi giorni dall’ordine esecutivo firmato dal presidente Trump, che ha avviato il processo di riclassificazione della cannabis da sostanza di Tabella I a Tabella III. Una misura che, pur non equivalendo alla legalizzazione federale, rappresenta un passaggio storico: la cannabis viene finalmente riconosciuta come sostanza con un valore medico.

Dal punto di vista pratico, la riclassificazione potrebbe alleggerire il peso fiscale sulle aziende del settore, favorire la ricerca scientifica e aprire nuove opportunità per l’industria legale della cannabis, oggi fortemente penalizzata dal quadro normativo federale.

Anche sul fronte medico il consenso è schiacciante: tre americani su quattro riconoscono alla cannabis un uso terapeutico legittimo, con percentuali elevate in tutti gli schieramenti politici. Un dato che rafforza l’idea che la riforma non sia più una questione culturale, ma una risposta a evidenze scientifiche e sociali sempre più consolidate.

In un contesto globale in cui molti Paesi stanno rivedendo le proprie politiche sulla cannabis, gli Stati Uniti sembrano dunque avviati – seppur con cautela – verso un cambio di paradigma che potrebbe avere ripercussioni anche a livello internazionale.

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