A otto anni dalla legalizzazione della cannabis a uso adulto, il Canada continua a rappresentare un punto di riferimento globale per le politiche sulle droghe. E i numeri confermano che la scelta fatta nel 2018 gode oggi di un consenso ancora più ampio rispetto al passato.
Secondo un nuovo sondaggio di Research Co., il 65% dei canadesi adulti si dichiara favorevole alla cannabis legale, con un aumento di tre punti percentuali rispetto al 2024. I contrari sono ormai meno di un terzo della popolazione, mentre una piccola quota resta indecisa.
Un dato particolarmente significativo è che il sostegno alla legalizzazione attraversa tutte le fasce demografiche e geografiche del Paese, segno che la cannabis è ormai percepita come una realtà normalizzata e integrata nel tessuto sociale canadese.
Mercato legale sempre più centrale
L’indagine offre anche uno spaccato interessante sui comportamenti di consumo. Quasi la metà dei canadesi non ha mai fatto uso di cannabis, ma tra chi consuma dopo la legalizzazione emerge una chiara preferenza per il mercato regolamentato: il 48% si rifornisce esclusivamente da rivenditori autorizzati.
Questo dato rafforza uno degli obiettivi principali della legalizzazione: sottrarre spazio al mercato illegale e garantire prodotti controllati, tracciabili e più sicuri per i consumatori.
Nessun “effetto domino” sulle altre droghe
Se la cannabis gode di un consenso ampio, lo stesso non si può dire per le altre sostanze. Il sostegno alla legalizzazione di droghe come MDMA, cocaina, eroina o fentanyl resta confinato a percentuali molto basse, a dimostrazione che l’opinione pubblica canadese distingue chiaramente tra cannabis e altre droghe.
Economia, lavoro e politiche pubbliche
Il settore della cannabis viene inoltre riconosciuto come un attore rilevante per l’economia nazionale: il 59% dei cittadini lo considera un contributo importante alla salute finanziaria del Paese, con percentuali elevate sia tra elettori progressisti che conservatori.
Sul fronte lavorativo, la maggioranza dei canadesi ritiene legittimo che le aziende possano effettuare test antidroga per la marijuana, segnalando come la normalizzazione della cannabis non escluda un dibattito aperto su sicurezza e responsabilità nei contesti professionali.
Giovani e consumi: i timori smentiti dai dati
Uno degli argomenti più utilizzati dai proibizionisti – l’aumento del consumo tra i giovani – viene smentito dalle ricerche più recenti. Dopo la legalizzazione, l’uso di cannabis tra i minorenni è diminuito e i tassi di consumo quotidiano o quasi quotidiano sono rimasti stabili nel tempo.
Otto anni dopo, il “modello Canada” sembra quindi confermare che una regolamentazione responsabile della cannabis può convivere con tutela della salute pubblica, benefici economici e un consenso sociale in costante crescita.






