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Quando la canapa si mangiava, anche in Ucraina

A Merano incontro una donna ucraina, anche lei espone articoli al mercatino. Mi racconta della nonna, che preparava un pane buonissimo, dal sapore ormai perduto. Una volta cotto, la nonna utilizzava un succo ricavato dalla pestatura in un mortaio di legno di semi di canapa e di papavero, che spalmava sul pane appena tolto dal forno.

Ricorda anche un dolce che faceva la nonna, chiamato pyrizhky. Nella versione salata, veniva farcito con un ripieno di canapa e ricotta: una delizia che, al solo parlarne, le fa rivivere il sapore in bocca.

Sono ricordi legati alla sua infanzia, all’inizio degli anni ’90, quando la canapa era ancora coltivata in Ucraina. In seguito, nel villaggio arrivarono i poliziotti che ordinarono di eliminare le piante di canapa e di papavero, perché altrimenti i drogati delle città sarebbero venuti a rubare il raccolto. Così la canapa e i cibi per i quali era utilizzata scomparvero.

Sono rimasti solo i ricordi di quei sapori: la memoria antica, atavica, del senso del gusto.

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