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Tutta la mediocrità di una classe dirigente

Niente da fare. Ancora una volta ci troviamo nella triste posizione di dover commentare la mancanza di coraggio e di visione della nostra classe dirigente.

Alla Camera e al Senato sono andati in scena spettacoli oggettivamente deprimenti. Prima, a Montecitorio – dove il presidente Roberto Fico aveva chiesto nei giorni scorsi di ridare centralità al Parlamento e alla proposte di legge di iniziativa popolare – non c’è stato un gruppo (né M5s, né Pd, né Leu, figuriamoci gli altri) che abbia chiesto di calendarizzare il dibattito sulla legalizzazione.

A Palazzo Madama è andata anche peggio. Qui il senatore Lello Ciampolillo (ex M5s e ora nel Gruppo Misto) ha chiesto che fosse aggiunto al calendario il dibattito sulla legalizzazione della cannabis, a partire da una proposta di legge presentata dal senatore grillino Matteo Mantero.

Ebbene, M5s e Pd hanno votato contro. Insieme alla destra.

Intendiamoci, è sicuramente migliorabile, ma poteva essere un punto di partenza. Votare addirittura contro l’inizio di una discussione è uno schiaffo in faccia ad anni di battaglie antiproibizioniste.

Di fronte a ciò che si sta muovendo nel mondo intorno alla legalizzazione della cannabis e alle potenzialità economiche, industriali, mediche, legalitarie che ne conseguono, assistere a questa manifestazione di mediocrità è una cosa difficile da accettare.

Specialmente se pensiamo che su questo tema e sulla promessa di affrontarlo, alcuni partiti hanno chiesto (e ottenuto) milioni di voti.

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