Cannabis terapeutica e “da strada”: esistono differenze?

Esistono differenze tra cannabis terapeutica e quella cosiddetta “da strada”?

Questa è una delle domande che si pone qualsiasi persona appena sente parlare del tema cannabis terapeutica.

La Cannabis terapeutica proviene da una linea genetica costante: ciò vuol dire che tutte le piante hanno un profilo genetico uguale, e dunque ogni volta crescono con le stesse caratteristiche. La coltivazione da parte di esperti in ambiente chiuso e la standardizzazione delle procedure di crescita, raccolta e confezionamento, garantiscono un prodotto a contenuto alto e costante di principi attivi ed una bassa presenza di contaminanti. Alcune piante vengono irradiate con raggi Gamma per eliminare qualsiasi batterio/muffa che possa agire come agente contaminante. Come nel caso dei pazienti immuno-depressi che oltre ad essere gravemente malati hanno un maggior rischio di esporsi ad infezioni microbiche, ed è proprio per questo che necessitano di una Marijuana non infettata.

Differentemente, i prodotti coltivati all’aperto non garantiscono una qualità ed un contenuto di principi attivi costanti, oltre che presentare una difficile contaminazione. Nella cannabis terapeutica vengono utilizzate le sole infiorescenze femminili, le quali hanno un costo maggiore dell’erba che troviamo in strada.

Quindi la Marijuana che viene utilizzata per scopi medici si può ormai definire e consacrare una sostanza utile nella gestione della Sclerosi Multipla, nell’inappetenza, vomito e nausea da chemioterapia o HIV, glaucoma, nel trattamento del dolore oncologico, nell’ epilessia, nella Fibromialgia, nel Parkinson, eccetera.

Cannabis Terapeutica
Bedrocan (Cannabis Terapeutica utilizzata anche in Italia)

Numerose sono le inchieste e le testimonianze che in questi anni si sono svolte in tutta Italia per determinare e definire la qualità della cannabis illegale comprata in strada. Statisticamente è stato confermato che nella maggior parte delle volte ci troviamo di fronte ad una Marijuana che potremmo identificare come “dopata”. La Marijuana, essendo ancora considerata come droga, è severamente proibita dalle leggi e gestita dalle mafie, le quali hanno come solo ed unico scopo quello del profitto a discapito della qualità e dei controlli. La cannabis illegale va incontro al taglio per aumentare il guadagno di ogni singolo spacciatore. Il taglio serve per aumentare il peso della sostanza, migliorare gli effetti di “sballo”, e alterarla in modo che sia meno riconoscibile da eventuali controlli. Da una parte quindi, troveremo Marijuane contenenti quantità di Thc elevatissimo (26%), e dall’altra invece, marijuane di bassa qualità; la caratteristica che le accomuna, è che entrambi i casi presentano comunque al loro interno sostanze altamente nocive per la salute dell’uomo. Ad esempio, additivi chimici sono impiegati per rinforzare l’effetto dell’erba di bassa qualità: lacca, colla e lucido da scarpe vengono utilizzati per donare la lucentezza tipica delle resine di erbe di alta qualità.

Cannabis TerapeuticaPer appesantire la merce invece, vengono usati prodotti quali fibra di vetro, alluminio, cadmio e paraffina, i quali possono provocare malattie respiratorie molto gravi. Generalmente se non quasi sempre, nell’erba di bassa qualità viene aggiunta un’infinità di sostanze tossiche, tra le quali spicca l’ammoniaca; questa irrita le vie respiratorie e provoca sintomatiche gravi, fino a portare alla morte. L’alta tossicità dell’ammoniaca è da ricercare nel fatto che, disciolta nel sangue, innalza il pH ematico aumentando l’affinità dell’emoglobina per l’ossigeno tanto da renderla incapace di rilasciarlo ai tessuti, legandosi col chetoglutarato, bloccando di fatto il ciclo di Krebs. Inoltre forma emboli gassosi, che rappresentano uno stato patologico in cui una bolla d’aria ostruisce il normale flusso di sangue all’interno di un vaso, questo può portare velocemente alla morte, infatti le complicazioni più gravi sono l’ictus, l’attacco di cuore o insufficienza respiratoria.
La cannabis da strada è quindi totalmente differente dalla cannabis utilizzata a scopo terapeutico. Inoltre questa, oltre a causare danni fisici, comporta anche danni mentali, favorendo ad esempio il “rischio di schizofrenia“, e portando alla “comparsa di stati d’ansia“ e paranoie.

Infine, è proprio la marijuana illegale a traghettare il consumatore verso ambiti di dipendenza che altrimenti non avrebbe.

Anche Roberto Saviano e il capo dell’Antimafia Roberti chiedono di legalizzare l’uso della cannabis a scopo ricreativo al fine di dirottare le forze investigative alla ricerca e sequestro di sostanze più pericolose, chiedendo inoltre che siano i Monopoli di Stato a farsi carico della coltivazione, della lavorazione e della vendita, in modo che le mafie italiane e straniere restino tagliate fuori per sempre da questo maledetto, se pur altamente redditizio business: è infatti stimato che i costi del proibizionismo si aggirino intorno a 7 miliardi di euro l’anno.

Pubblicato originalmente in BeLeaf 5, settembre 2017

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One Comment

  1. Avete fatto bene a pubblicare questo articolo. Se posso permettermi umilmente di aggiungere un suggerimento io, al vostro posto, avrei “rimarcato” il fatto che anche in quella a fini terapeutici è presente il THC dato che è il più importante principio attivo in svariati casi come il trattamento del dolore neuropatico cronico. Questo è proprio il mio caso che, a causa degli atroci dolori alle gambe (per 24 ore al giorno) causati dalla Sclerosi Multipla, da circa 3 anni assumo Bedrocan (THC 22% – CBD >1%) con ottimi risultati (compatibilmente col mio quadro clinico). Dato che con tutti non faccio mistero di usare Marijuana per fini medici (ci mancherebbe che mi vergognassi di curarmi con un farmaco che mi dà l’ospedale) la classica considerazione che i tanti disinformati mi fanno con molto pregiudizio è la seguente: “Eh si, la Cannabis terapeutica va bene perché non ha il princio attivo che fa sballare”. Purtroppo è una convinzione radicata in profondità (almeno per la mia esperienza)! Non gli spiego troppo approfonditamente, altrimenti la soglia dell’attenzione precipita, ma non vi dico il loro stupore quando affermo che è proprio il THC a servire nella terapia del dolore!

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