Furti, atti vandalici e razzie: il quotidiano calvario di un agricoltore di canapa

Continuano i furti e gli atti vandalici nei campi di canapa su tutta la Penisola. Dopo il caso di Bari – di cui abbiamo già parlato su BeLeaf – a denunciare ora sono gli agricoltori del Molise. Questo è soltanto l’ultimo episodio di una lunga, quotidiana, serie di eventi ai danni degli agricoltori.

A Termoli sono state sradicate circa duemila piante nel terreno di un agricoltore che aderisce all’associazione ‘CoInFuSo, coltiviamo insieme un futuro sostenibile’, progetto che raccoglie 115 produttori sparsi in 17 regioni italiane. Non è il solo ad aver subito furti e danneggiamenti: ai castelli romani sono state rubate circa 450 piante. E gli avvenimenti si continuano a moltiplicare creando danni a chi faticosamente cerca di lavorare legalmente per la rinascita di questa coltivazione.

Un boom quello della canapa che evidentemente tocca gli interessi di qualcuno: “Arrivano di notte con i furgoni, tagliano tutto e fuggono per poi vendere al mercato nero – spiega per l’associazione Serena Caserio-“. Una situazione che non è più accettabile, una palese violazione della proprietà privata che non può lasciare indifferenti le forze dell’ordine: “Abbiamo subito controlli a tappeto da parte della polizia, siamo stati trattati come criminali mentre rispettiamo le legge, ora chiediamo che siano le forze dell’ordine di aiutarci”, dice ancora Caserio, ” perché i furti stanno diventando un fenomeno troppo diffuso per continuare ad ignorarlo”. Un accorato invito che si spera non rimanga inascoltato.

Ogni giorno un nuovo caso

Ogni giorno il sogno di un giovane o di un agricoltore che ha deciso di investire soldi e tempo in questo business viene travolto, ogni giorno si deve lottare contro l’ignoranza di chi non conosce questa pianta e la criminalizza a prescindere. E così oltre a subire il danno economico (e morale) c’è anche la beffa di non sentirsi tutelati. “E’ possibile che nessuno”, insiste Caserio, “si preoccupa di chi c’è dietro il lavoro di tanti agricoltori? Sono giovani che sono tornati in Italia per dedicarsi alla coltivazione della propria terra, sono partite Iva che producono ricchezza per questo paese. Io so che la canapa è una risorsa, io ci credo e so di stare dalla parte giusta, per questo da qui non mi muovo“.

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