Regolazione in salsa valenciana

Questa è la cronaca di movimenti e lotte locali, in specie valenciani e delle loro ricadute e connessioni con il quadro generale degli avvenimenti. Una cronaca di fatti osservati e vissuti assai da vicino, grazie alla recente -e tanto attesa per chi vi scrive- riapertura di Assonabis Club, dopo un anno abbondante di attraversata del deserto. Lasciata alle spalle la triste e provinciale Castellon, eccoci infine nella capitale politica e culturale della regione, Valencia la dolce.

Una cronaca di fatti “cannabici” che probabilmente sarebbero rimasti isolati e ininfluenti, se la vita non avesse rimescolato imprevedibilmente le sue carte.

Per quei curiosi incroci della Storia, infatti, mentre il Malpaese varava il suo nuovo governo a trazione leghista, in Spagna, e con una velocità inusuale per i processi politici, e del tutto inaspettatamente, il lungo, nefasto e iperproibizionista regno di Mariano Rajoy e del suo PP – Partido Popular, vedeva finalmente la fine per lasciare spazio a un nuovo blocco sociale, rappresentato dal governo progressista capitanato da Pedro Sanchez del Psoe- Partito Socialista, e appoggiato da tutto il centro sinistra, partiti indipendentisti compresi. Insomma, se l’Italia sembra entrare in un nuovo Medio Evo sulle droghe -e non solo…-, qui nella penisola iberica nuovi scenari e nuove possibilità in tema di cannabis e regolazione si stanno preparando. E in un contesto internazionale sempre più favorevole, illuminato dall’ingresso del Canada nella nuova era dorata della marijuana legale.

Ma procediamo con ordine.

Squilla il telefono di prima mattina ed entra in scena uno dei protagonisti di questa cronaca cannabica. Dall’altro lato “della cornetta” vi sta il gran Hugo Madera, direttore di Soft Secrets Spain, e vulcanico ideatore di attivismo antiproibizionista. Si può o meno collimare con le sue posizioni e iniziative puntuali, ma la sua straordinaria passione, talvolta fervore, per la pianta del cannabis e i diritti delle persone, condita da una correttezza e una onestà intellettuale rare da incontrare, ne fanno un primattore del movimento spagnolo. Una delle sue ultime sfide prende il nome di OECCC – Observatorio Europeo del Consumo e Coltivazione di Cannabis-, un raggruppamento di autocoltivatori che le istanze degli autocoltivatori vuole rappresentare.

Hugo mi chiede la disponibilità di ospitare in Assonabis Club la conferenza stampa di presentazione dei risultati dell’attività di lobbing dell’OECCC presso il parlamento spagnolo. E alla vigilia della tanto attesa votazione da parte delle Corts Valencianes, l’organo legislativo regionale, della PNL sulla cannabis – Ndr: PNL = Propuesta No de Ley, a tutti gli effetti una mozione-. Altra operazione politica in cui il consorzio ha avuto un ruolo molto attivo. La risposta a Hugo non può che essere positiva, ma mai mi sarei aspettato, confesso, di ricevere fra i vari organi di stampa addirittura la visita della TVE, la Rai iberica.

Portavoce del sodalizio dell’OECCC, e qui entra in scena l’altro protagonista di questa cronaca, è il magnifico Hèctor Brotons, direttore dello studio giuridico BrotSanBert, più volte citato in “Cose di Spagna e terre promesse”. Nell’opinione di chi scrive, e non solo, il migliore avvocato specializzato in cannabis del paese e attivista generoso e instancabile.

La conferenza stampa è partecipata e intensa, e solo la presenza dei compañeri di Marihuana Television allenta un poco la tensione per mostrare sulla scena nazionale un club cannabico. Ma lasciamo la parola allo stesso Hèctor:

“La politica deve adattarsi alla nuova realtà sociale, e dare alternative ai consumatori di fronte al mercato nero e alle mafie. Sono stati 10 i partiti politici che ci hanno ricevuti e ascoltati, e tutti si sono dimostrati ricettivi e interessati al dialogo e, ancora più importante, ad aprire, come da nostra richiesta, la commissione parlamentare sulla cannabis. E, ancora più significativo, tutte e dieci le forze politiche hanno manifestato la volontà  che si discuta nel Parlamento la possibile regolazione integrale -l’imminente regolazione integrale a nostro modo di vedere- di tutto ciò che ha a che vedere con la cannabis.”

“La regolazione spagnola della cannabis” continua Hèctor, “si disegnò in leggi del secolo passato. Urge una attualizzazione, tenendo in conto il nuovo contesto sociale e giuridico. Ovviamente esistono differenti opinioni e soluzioni, e per questo è importante che la Commissione apra già i suoi lavori, giacché in quella sede si esporranno distinte informazioni, prospettive e misure concrete che permettano di arrivare al più ampio consenso sociale sulla cannabis”.

Sagge considerazioni che hanno riscosso grande attenzione sulla stampa nazionale, e che anticipano l’evento più atteso, la già citata votazione della PNL sulla legalizzazione della cannabis da parte delle “Corts”.

Salutati Hugo ed Hèctor, e non prima di avergli fatto assaggiare la Lilly della casa, l’appuntamento è per l’indomani, di fronte al magnifico palazzo che ospita il consiglio regionale.

La sveglia suona presto, e ad accompagnarci alla sede del Consiglio Regionale è Joan Bertomeu, il Bert di BrotSanBert -l’anno passato alla Festa della Semina del Leoncavallo-, e nostro vicino di barrio. Non vi sono dubbi, aggiungo, che lo Studio BrotSanBert ha giocato un ruolo fondamentale in tutta questa vicenda.

Di fronte al “Palau”  ritroviamo i Nostri, insieme ad altre figure emblematiche del movimento valenciano, radunate sotto le insegne del Forum Cannabic Valencià, una piattaforma di lotta che unisce entità cannabiche, Assonabis compresa, e sociali.

Lì ad attenderci ecco il nostro anfitrione, e terzo protagonista di questa cronaca, Josep Nadal, consigliere regionale, relatore della mozione per Compromis, il partito autonomista , e una delle menti dietro la sua elaborazione e soprattutto dietro la costruzione del necessario consenso politico e sociale. Nadal, che si esprime rigorosamente in valencià -un dialetto del catalano- è una figura emblematica di questa terra. Non tanto per il suo recente impegno istituzionale quanto per esser stato il cantante e leader de La Gossa Sorda, una band rivendicativa e di culto che ha segnato la gioventù della gran parte di valenciani, catalani e baschi sotto i 40 anni. Vi suggerisco l’ascolto di Esbarzers, fra le tante.

Josep Nadal – Diputado Corts Valencianes y frontman La Gossa Sorda

Grazie ai buoni uffici di Josep possiamo accreditarci nel Palazzo e assistere dalla piccionaia alla discussione della mozione. Una discussione appassionata, a tratti sorprendente, e modernissima, non fosse stato per la macchia rappresentata dal PP, vittima di un repertorio arcaico i cui principali argomenti rimangono: i “bambini”, “la droga è droga”, insieme a un incredibile: “la cannabis uccide”. Puro avanspettacolo a favore di camera. Ma, appunto, argomenti così rancidi che hanno segnato l’isolamento dei Popolari nell’emiciclo: la votazione si risolve in un quasi plebiscito. Eccetto i trinariciuti, tutti a favore, incluso l’altro partito di destra, Ciudadanos, che sul tema cannabis è di vedute assai più moderne.

Hèctor Brotons – Direttore dello studio giuridico BrotSanBert

E, finalmente, un lungo applauso scioglie la tensione e chiude un anno di duro lavoro preparatorio.

Ascoltiamo ancora la viva voce di Hèctor Brotons: “Questa Iniziativa viene dalla società civile ed è stato emozionante sentire da alcuni deputati: “Diamo il benvenuto nella casa dei valenciani al settore cannabico di questa terra”. E ancora più emozionante mi pare che per la prima volta le nostre domande e le nostre aspirazioni abbiano trovato cittadinanza nel luogo dove si rappresenta la sovranità popolare valenciana.”

Gli fa eco Josep Nadal: “ Nel “Paìs Valencià” (Ndr Paese Valenciano, antica denominazione della Regione) è sempre stata presente un’importante corrente impregnata di tolleranza rispetto alla cannabis. Ora questa corrente è socialmente maggioritaria. Prova di ciò che affermo è lo stesso risultato della votazione della PNL, in cui il PP, il Partido Popular, è rimasto desolatamente solo.

Crediamo che l’approvazione di questa PNL nelle Corts Valencianes possa aprire il dibattito sociale sulla regolazione e debba forzare il governo spagnolo a superare le politiche proibizioniste.

Sono già numerosi i parlamenti a

utonomici ad aver votato a favore di un cambio nelle politiche sulla marihuana e il governo centrale deve rispondere a questa inquietudine sociale. Il nuovo governo di Pedro Sanchez dovrebbe fare la sua mossa: alcuni partiti come Compromis, che io rappresento e che hanno votato Sanchez affinché fosse investito della carica di primo ministro, glielo chiederanno senza sconti.”

Ed eccoci giunti al nocciolo della questione. La politica, e la vita, talvolta sono soprattutto questioni di tempismo. La PNL approvata, come detto, non ha valore di legge. E’ una espressione di sentimenti, per così dire e un invito al governo centrale di metter mano alla questione. Di PNL similari ne erano già state approvate altre in differenti Comunità Autonome -Ndr: Regioni e l’eco prodotta era stata tutto sommato scarsa e soprattutto, erano rimaste carta straccia. Ai tempi però vi stava il governo sbagliato.

La PNL valenciana invece si afferma nei primissimi giorni del cambio politico. Quando ciò che fino a ieri era blasfemia, ora assume i contorni della verosimiglianza.

Per comprendere meglio la questione ritorniamo a Brotons:

“Valuto molto positivamente il cambio di governo, dato che lo stesso Partito Socialista aveva sollecitato l’apertura della Commissione Mista Camera Senato per il problema della droga. Inoltre, tutti i partiti che hanno appoggiato e votato il governo Sanchez in una maniera o l’altra hanno mostrato e dato passi verso l’apertura di quella commissione. Senza dimenticare che in quasi tutti i parlamenti autonomici quegli stessi partiti hanno approvato iniziative per regolare la cannabis. Pertanto la logica e il senso comune lasciano pensare che si vada davvero ad aprire questa commissione, nel congruo lasso di tempo a disposizione del nuovo governo, giacché la loro intenzione è di governare per altri due anni fino all’esaurimento della legislatura. Insomma, credo che la possibilità che la commissione veda la luce sia molto alta.

Allo stesso tempo, e soprattutto, dobbiamo tenere presenti le parole che Carmen Monton, la nuova ministra della sanità e e già assessora alla salute della Comunidad Valenciana, e che ben conosce la PNL appena approvata, ha appena rilasciato in una recentissima intervista alla stampa, rispetto a una domanda puntuale sulla PNL. La Ministra afferma che il nuovo governo sarà molto sensibile alle necessità segnalate dalle comunità autonome e che la legalizzazione della cannabis, almeno medicinale, può entrare fra le priorità.

In questo senso, credo che lo scenario sia straordinariamente propizio affinché finalmente si dibatta e tutto questo in un contesto che vede appena realizzata la legalizzazione in Canada.”

Parole caute. D’ avvocato. Ma che segnano l’apertura di una nuova fase nella storia della Marijuana Reform in terra spagnola.

Photo credits: Marihuana Television e OECC – Hugo Madera – Assonabis – Sara Belkasmi

(Si ringraziano Hèctor Brotons e Josep Nadal per le dichiarazioni concesseci.)

 

Articolo pubblicato sul numero 9 di BeLeaf Magazine – Luglio 2018

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