Cannabis terapeutica: “E’ ora di aprire alla produzione privata”

La produzione di cannabis a scopo terapeutico “è insufficiente al fabbisogno del Paese e noi stiamo lavorando con il ministero della Salute per cercare di far fronte a questa richiesta crescente. Dal ministero arriveranno dei finanziamenti, si parla di qualche milione, per ampliare le serre ed arrivare a produrre 300 chili di cannabis l’anno nel 2020”. A dirlo è il colonnello Antonio Medica, direttore dello Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, che venerdì mattina a Palazzo Vecchio ha ricevuto il Fiorino d’Oro come riconoscimento del valore dell’attività portata avanti.

L’Istituto Farmaceutico, che ha sede in via Reginaldo Giuliani, è l’unico in Italia autorizzato a produrre cannabis terapeutica. I farmaci a base di cannabis sono sempre più prescritti dai medici, per il loro effetto positivo nel contrastare diverse malattie.

Da qui, il progressivo aumento di produzione all’Istituto fiorentino, anche per evitare, come succede oggi, di dover comprare cannabis all’estero. Oltre al risparmio economico che si ottiene con la produzione ‘in loco’, dall’istituto fiorentino esce un prodotto “di ottima qualità, superiore a quella della cannabis importata”.

Nel 2018, ha aggiunto Medica, “il fabbisogno nazionale dovrebbe attestarsi intorno ai 600 chilogrammi. Ma già ci stiamo preparando per il prossimo anno, perché nel 2019 aumenterà ad oltre 700 chili. Anche noi stiamo incrementando la nostra produzione da 100 a 150 chili l’anno”.

Cannabis terapeutica: “Produzione privata sotto il nostro controllo”

“Nel 2020 – conclude il colonnello -, con l’ampliamento delle serre arriveremo a 300 chili all’anno più gli estratti oliosi. In futuro il quantitativo potrebbe aumentare ancora attraverso ulteriori finanziamenti, oppure aprendo alla produzione privata sotto il nostro controllo”. Una soluzione, quest’ultima, per la quale preme anche il neonato Sindacato Nazionale Canapa, che ha annunciato tutela legale per chi, sotto prescrizione medica, coltiva cannabis in casa.

4 Comments

  1. Vorrei sapere come fare per un amica che vorrebbe ridurre gli psicofarmaci x ansia e altre patologie del comportamento

  2. Iside Danti

    Avrei intenzione di coltivarla può mandarmi informazioni ? Grazie

  3. Considero i fitofarmaci prodotti che potranno far parte del futuro della medicina come medicinali all’avanguardia, dati gli effetti positivi riscontrati, anche se ancora in fase di sperimentazione. Dato che la richiesta in Italia è maggiore dell’offerta, vorrei poter contribuire, sotto stretto controllo da parte degli enti.deputati al controllo e seguendo i protocolli dettati dall’ente regolatorio AIFA, aprendo un’attività atta alla coltivazione della cannabis ad uso farmaceutico. Questo progetto nasce per cercare di contribuire ad aiutare la società, producendo un medicinale ad oggi insufficiente per la domanda dei pazienti, oltre a contribuire a costruirmi un’opportunità lavorativa. Il mio interesse per questo settore della medicina viene dalla passione per il mio percorso lavorativo intrapreso come tecnico di laboratorio microbiologico in ambito farmaceutico, dove ho potuto acquisire le mie conoscenze e la consapevolezza che la ricerca in ambito medico va sempre supportata e aiutata. C’è chi sostiene che se realmente potremmo verificare tutti i benefici del utilizzo della cannabis sarà la scoperta più grande dai tempi della scoperta degli antibiotici.
    Spero mi venga data la possibilità sia di aiutare il prossimo sia di avviare un’attività remunerativa per me.

  4. Silvio Mossetto

    buongiorno,
    sono un agricoltore che intende convertirsi parzialmente alla coltivazione di canapa indoor e outdoor e sto studiando per acquisire il know how necessario. sto quindi operando per entrare in reti di produzione di cannabis light.

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