Anche il marketing si è accorto di quanto vale la cannabis

Come sarebbe bello vivere in un mercato libero, dove la vendita di cannabis regolamentata da leggi certe e rispettate, fosse di uso comune. In un mondo così, anche le pubblicità non sarebbero un problema a e i creativi potrebbero sbizzarrirsi ad inventare il marketing più efficace.

E’ quello che sta succedendo in alcuni stati americani in cui la cannabis è legale, sia per uso medico che ricreativo. Un nuovo business che secondo Kantar, la società britannica leader delle ricerche di mercato, ha portato investimenti in pubblicità per oltre 4 milioni di dollari l’anno scorso, circa il 23% in più rispetto al 2017.

Il mezzo più utilizzato, spiega in un articolo Le Figaro, è stata la vecchia e cara affissione. Trovare cartelloni pubblicitari in giro per gli stati della California o Washington è all’ordine del giorno così come leggere advertisement su giornali, televisioni locali e soprattutto siti Internet.

La stampa, primo mezzo prescelto nel 2017, è stata quella che ha ricevuto meno investimenti l’anno scorso; stessa cosa per la televisione generalista che ha dei prezzi troppo alti e è più facile incorrere in censure (ricordate il caso del Super Bowl, in cui la Cbs ha rifiutato uno spot del coltivatore canadese Acreage Holding?).

L’obiettivo del marketing è quello di arrivare ai consumatori, che sono in prevalenza giovani, per questo la pubblicità on the road è quella che va per la maggiore così come internet. Rimane un mistero sul perché i grandi social network come Facebook ancora non abbiamo fiutato la grande opportunità e mettano grandi ostacoli su sponsorizzazioni a pagine che parlano di canapa & Co.

Ormai si sa, dove c’è cannabis ci sono benefici: ambiente, salute, sicurezza e tanti, tanti soldi. Manca ‘solo’ la legalizzazione.

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