Diario di un grower italiano. La prima puntata

Crescere la propria erba consente di avere due enormi vantaggi: da un lato il non approvvigionarsi al mercato nero, con il rischio di trovarsi in luoghi e situazioni spiacevoli, favorendo le mafie, e dall’altro la sicurezza di ottenere un prodotto salubre, economico e di altissima qualità.

Ottenere cime dense e profumate può sembrare un risultato difficile da ottenere, ma se seguirai questa guida, ti porterò per mano alla scoperta di quanto sia semplice (con un po’ di impegno) e sopratutto divertente.

Il metodo che sto per illustrare, non è il metodo “universale”, non ho la pretesa di sentirmi un guru, ma è comunque il risultato di 21 anni di esperienza, quindi è il mio metodo, per ottenere erba alla Monkey Weed style.

Anche per questo, coloro che hanno già letto manuali di coltivazione potranno sentirsi spaesati, ma, se avrete il buon cuore di seguirmi, alla fine invierete alla nostra rivista le foto dei vostri successi ed io gioirò con voi. Inoltre, è indubbio che la “rivoluzione verde” si sta diffondendo in tutto il pianeta, quindi sarà utile poter acquisire determinate skills per poter trasformare la nostra passione in lavoro un giorno. Non vorrete mica mettere nel curriculum che avete fatto 2 autofiorenti nell’armadio?

Iniziamo quindi questo “grow diary”, tenendo sempre a mente che la parola d’ordine con la cannabis è “sensibilità”. Solo osservando le nostre piante con la giusta sensibilità infatti, riusciremo ad accorgerci in tempo di eventuali problemi come patologie, parassiti o carenze, così da correggere subito gli errori commessi. Parliamo alle nostre piante, trasmettiamo loro energia positiva e ci ricompenseranno con vagonate di terpeni e dolce resina!


Il primo fattore da prendere in considerazione è lo spazio di coltivazione, in base a questo potremo decidere il resto ed avremo meno problemi in corso d’opera.

Spesso si commette l’errore di riempire di piante spazi angusti, trovandosi poi in situazioni di difficile gestione come ad esempio le muffe che trovano ambiente favorevole in foglie che si toccano, umidità elevata e scarsa ventilazione.

Il consiglio è quello di dedicare al progetto più spazio possibile, così da poter osservare bene le foglie, irrigare comodamente e compiere facilmente le varie operazioni.

Personalmente ho sempre ottenuto risultati migliori con poche piante ben gestite, piuttosto che con una foresta chiusa in armadio.

La cannabis ha la caratteristica di “percepire” lo spazio intorno ed ha il “cervello” nelle radici, quindi si svilupperà con maggior vigore se sente spazio. Al contrario, farà cime più piccole e sarà più rachitica in spazi angusti e micro vasi, anche la produzione di rami laterali sarà ridotta con piante attaccate l’una all’altra con fiori meno densi e potenti a causa dell’ombra generata dalle vicine.

Altro fattore determinante nella scelta del luogo adatto è la temperatura.

Le nostre bimbe preferiscono una temperatura compresa tra i 20 ed i 30 gradi nella fase di crescita e tra i 18 e 26 gradi nella fase di fioritura. Pertanto, scegliere un ambiente che abbia circa 15 gradi nella zona fresca, ci permetterà di mantenere più facilmente questi valori.

Luoghi come sottotetti o cantine e garages non climatizzati, ci esporranno al rischio di temperature troppo alte in estate e troppo fredde in inverno. Nel caso non ci sia altra alternativa, sarebbe bene scegliere accuratamente il periodo di semina, affinché le temperature esterne siano ideali (ad esempio primavera e autunno per un sottotetto).

Avete trovato il luogo ideale? Perfetto! Adesso bisogna assicurarsi che il tutto sia pulito e disinfettato, per eliminare eventuali patogeni, microrganismi e spore. Daremo quindi una bella passata di candeggina o ammoniaca, perché uno spazio pulito è uno spazio sano. Fatto ciò, possiamo decidere se acquistare una growbox (che oltre ad offrire maggiore praticità per sistemare lampade e strumentazione, permette di evitare che occhi indiscreti si accorgano di ciò che stiamo facendo dalle finestre oppure entrando nella stanza). In commercio ne esistono di tutte le dimensioni e prezzi, il consiglio è sempre quello di procurarsi la più grande possibile, meglio avere spazio in eccesso che doversi poi ritrovare a dover fare improbabili tagli e legature a fioritura avanzata.

Ora abbiamo la nostra stanza e siamo finalmente pronti a scegliere quale genetica seminare!

Ma questo, ve lo dirò nel prossimo capitolo. Stay green!

Le foto provengono da coltivazioni di genetiche certificate. In questo articolo non si vuole in alcun modo incentivare e/o promuovere condotte vietate dalle attuali leggi vigenti. In Italia la coltivazione di piante di cannabis con tenore di THC superiore allo 0,6 è vietata. I contenuti sono da intendersi esclusivamente ai fini di una più completa informazione personale e di cultura generale.

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