Diario di un grower italiano. È arrivato il momento della fioritura!

Siamo giunti ad una delle fasi più belle della coltivazione: la fioritura! Solo un passo dal raccogliere fiori densi, succosi e profumati! La prima cosa da dire è che se fino adesso le cose sono state relativamente semplici e le piante hanno mostrato grande resistenza ed una più semplice gestione, ora “perdonano” meno errori. Ogni errore porterà ad un raccolto inferiore in quantità e potenza. 

Tranquilli, come sempre il segreto è saper “ascoltare” le nostre piante e controllare giornalmente, agendo tempestivamente alla prima comparsa di problemi. Impostiamo il timer lampade a 12 ore di luce e 12 di buio, così da simulare l’arrivo dell’inverno (oppure osserviamo la comparsa dei primi prefiori in caso di autofiorenti), abbassiamo l’umidità a circa il 45-50% ed entriamo nella prima fase di transizione, che durerà dalla prima alla terza settimana circa. In questa fase osserveremo il fenomeno dello “stretching“, ovvero un forte allungamento che porterà le nostre bimbe anche a raddoppiare in altezza! 

Fondamentale fornire lo spazio necessario al loro sviluppo, costringerle in spazi angusti inficerà il raccolto. E’ possibile usare nelle prime 2 settimane uno stimolatore di fioritura a base di fosfati e solfati di potassio, possibilmente organico, che permetterà di ottenere un maggior numero di gemme, regalandoci boccioli che si trasformeranno in un maggior numero di fiori più densi e più veloci. Aggiungiamo enzimi che permettono di decomporre le radici morte aumentando l’ossigenazione del terreno fino all’ultima fase prima del raccolto. Aggiungiamo anche della melassa ottenuta dalla barbabietola dalla prima alla sesta settimana di fioritura, per fornire un apporto extra di zuccheri che, oltre a migliorare aroma e gusto, aiuterà anche il sistema immunitario, regalandoci cime di maggior spessore. 

E’ importante evitare qualsiasi infiltrazione di luce in quanto le piante sono portate a regolarsi sulle ore di buio e non quelle di luce. Qualsiasi luce durante il buio potrebbe spingerle a non fiorire, creare stress che potrebbe portare ad ermafroditismo, blocchi o addirittura fare un reverse tornando in vegetativa! Il nostro spazio di coltivazione deve essere completamente buio a lampade spente. 

In questa fase sarà possibile anche accorgersi se le nostre piante sono femmine (sviluppo di pistilli) o maschi (sviluppo di palline) o entrambi (ermafroditismo). Ricordo che anche utilizzando semi femminizzati, c’è comunque la remota possibilità che alcuni di essi vadano a generare maschi. Ovviamente andremo ad eliminare ogni maschio a meno che non vogliamo ritrovarci cime piene di semi (dedicheremo un capitolo a parte sulla corretta identificazione sessuale). 

Soffermiamoci sulle piccole foglie a punta singola che si andranno via via a formare e dalle quali partiranno pistilli bianchi che a loro volta diventeranno fiori. In questa fase è possibile aggiungere al nostro piano di fertilizzazione un booster per fase intermedia di fioritura a base di potassio (P) e fosforo (K) che favorirà la produzione di fiori più grandi, una maggiore resa terpenica e quantità di olii. Dopo le prime 2 settimane, vedremo nelle settimane 3-4 un progressivo rallentamento dello stretching e l’inizio della formazione dei fiori veri e propri con i primi boccioli composti da tanti pistilli bianchi. È qui che dovremo prestare maggiore attenzione allo stato di salute delle piante, perché da questo punto in poi sopporteranno sempre meno errori. Controlliamo le nostre bimbe, cercando di capire se si verificano carenze, eccessi, strani arricciamenti delle foglie o qualsiasi cosa che non ci sembra far apparire le nostre creature in salute! Abbiamo poco tempo per correggere, prima che l’inizio di un problema si trasformi in situazioni più gravi di difficile risoluzione. Se tutto procede bene, concediamoci qualche minuto per annusare ed iniziare a goderci i primi profumi! 

Entriamo dunque nelle settimane 4-6, dove i fiori inizieranno ad ingrossarsi ogni giorno tirando fuori sempre più profumi. Se gli odori possono essere per voi un problema (o avete vicini troppo curiosi), è il momento di procurarsi un filtro ai carboni attivi che assorbendo i profumi renderà più “stealth” il nostro giardino segreto. In queste settimane è nostro dovere assicurarci che tutti i fiori in formazione ricevano un’adeguata quantità di luce, affinchè possano esprimersi al massimo del loro potenziale. Sarà quindi utile effettuare delle legature dei rami per allargarli, facendo penetrare meglio la luce, ma attenti a non piegarli troppo facendoli spezzare! È anche possibile rimuovere quelle foglie che fanno eccessiva ombra sui fiori, senza esagerare, ricordiamo sempre che le foglie rappresentano una riserva di nutrienti essenziali per la corretta costruzione delle cime. 

Ed eccoci giunti nelle settimane finali! Molte genetiche terminano la fase di maturazione nell’ottava settimana, quindi, a meno che non stiamo coltivando strain con tempi lunghi (alcune sative possono avere anche oltre 14 settimane di fioritura) assisteremo alla completa maturazione ed i nostri occhi saranno appagati da cime scintillanti, mentre verremo inebriati da quei profumi che solo la nostra amata pianta sa donarci. Se fino adesso siamo stati attenti, ora dovremo esserlo ancora di più! 

Aumentiamo la ventilazione (anche eliminando le foglie ormai ingiallite) ed abbassiamo l’umidità, arrivando anche a valori molto bassi come il 30%. Un buon deumidificatore ci sarà di aiuto (e tornerà utile anche nella fase di essiccazione). Questo perché è proprio nell’ultima fase, quando siamo vicini al traguardo, che un nemico insidioso tende a rovinare mesi di lavoro: la botrite, un fungo della famiglia Sclerotiniaceae, capace di distruggere l’intero raccolto in poco tempo. Osserviamo con scrupolo soprattutto i fiori più grandi e densi, perché spesso è proprio lì che questo fungo inizia a far danni e quando ce ne accorgiamo è spesso già tardi e non ci resta altro che potare immediatamente le parti infette ed eliminarle bruciandole, sterilizzando poi con alcool le forbici usate per il taglio. 

Se notiamo delle sugar leaves gialle o marroni alla base e se tirate si staccano senza opporre resistenza, vuol dire che è già troppo tardi. Salviamo il salvabile e prestiamo maggiore attenzione il prossimo ciclo, del resto, l’esperienza è la migliore maestra e faremo meglio la prossima volta. Non bisogna abbattersi, posso assicurarvi che non esiste su questo pianeta un solo grower che non sia mai incappato in problemi. Un ottimo rimedio preventivo, naturale e sicuro contro la botrite è costituito dal bacillus subtilis, un batterio naturalmente presente nel suolo, innocuo per gli umani ma con una grande capacità funghicida naturale. Prevenire è meglio che curare!

Se tutto è andato per il verso giusto, vedremo i tricomi giungere alla piena maturazione, assumendo una colorazione che passerà dal simil-ghiaccio (ancora immaturi) al bianco latte (picco massimo del thc) fino a diventare ambrati (produzione di CBN). Quando raccogliere allora? Non esiste un momento perfetto, perchè dipende da ciò che cerchiamo. Maggiore sarà la percentuale di tricomi chiari e lattescenti, maggiore sarà cerebrale l’high dopo il consumo. Maggiori saranno i tricomi ambrati, maggiore sarà l’effetto “stoned” e sedativo. Il linea di massima, possiamo dire che la finestra ideale di raccolta dura circa 10 giorni da quando il 40% circa dei tricomi diventa ambrato. L’utilizzo di una lente da gioielliere (almeno 40 ingrandimenti) o meglio un microscopio USB (si trovano a meno di 20 euro nei siti e-commerce) ci aiuterà a vederli bene. 

Durante le ultime 2 settimane faremo il flush, ovvero andremo ad irrigare con sola acqua a PH controllato, eliminando così eventuali accumuli di fertilizzanti (soprattutto se abbiamo usato prodotti a base minerale) che andrebbero a rovinare il sapore finale. 

Ci siamo…forbici ben affilate e…zac! Siamo pronti per essiccare il frutto dei nostri sforzi. Ma questo…lo vedremo nel prossimo capitolo. Grow or die!


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