L'NBA toglie la cannabis dalle sostanze proibite

L’NBA sempre più “verde”: la cannabis fuori dalla lista delle sostanze proibite

E’ una decisione provvisoria, ma ci sono tutte le condizioni affinché diventi definitiva. La National Basketball Assiociation (NBA), la lega di pallacanestro americana, la più conosciuta e seguita al mondo, ha deciso di eliminare la cannabis dalla lista delle sostanze proibite. Anche altre organizzazioni sportive di primissimo piano negli Usa, come la MLB (Baseball) e la NFL (Football americano) avevano fatto scelte simili nei mesi scorsi.

Il campionato di basket oltreoceano riprenderà ufficialmente il prossimo 31 luglio, dopo la lunga pausa forzata a causa del coronavirus. Lo farà, come sempre, in grande stile, con una soluzione inedita. Tutto il “circus” si sposterà all’ESPN Wide World of Sports Complex, presso il Walt Disney World Resort ad Orlando, in Florida. Giocatori, allenatori, staff e accompagnatori si trasferiranno per settimane (mesi per le squadre che avanzeranno di più nei Playoff) nella cosiddetta “bolla”.

Qui verranno sottoposti a controlli serrati e frequenti sul loro stato di salute, in particolare per quanto riguarda la possibilità di contagi da Covid-19, che, in molti Stati americani, sta continuando a viaggiare indisturbato e mietere centinaia di vittime al giorno.

Ovviamente, parallelamente ad essi, verranno portati avanti i controlli anti-doping e, dal 1983, quelli riguardanti le sostanze proibite, come cocaina, MDMA, oppiacei ed eroina. Si tratta di procedure molto frequenti negli ambienti NBA e negli anni non sono pochi i giocatori che sono stati puniti e sospesi per essere risultati positivi ai controlli, che vengono effettuati in maniera casuale e senza alcun tipo di avvertimento.

Per esempio, lo scorso febbraio, un mese prima della sospensione, la guardia degli Charlotte Hornets Malik Monk è stato sospeso a tempo indeterminato per essere risultato positivo ai controlli. Nel 2019 la guardia degli Indiana Pacers, Tyreke Evans è stato a sua volta allontanato dai campi per due anni.

Ma questa volta la novità sarà proprio quella dell’esclusione della cannabis – anche per uso ricreativo – dalla lista delle sostanze proibite. La decisione, d’altronde, segue il processo di legalizzazione della marijuana ormai operativa da anni in molti Stati americani e lo stesso approccio dei vertici della lega, a partire dal commissario Adam Silver, noto per le sue posizioni progressiste, e da Michele Roberts, direttore esecutivo della lega, che ha predetto come le policy sulla cannabis cambieranno definitivamente entro la fine del 2020.

Forse anche per il fatto che, non a caso, mercoledì mattina la Cresco Labs, azienda che opera nel mondo della Cannabis, ha annunciato che la stessa Roberts è stata nominata direttore della società. Da sottolineare come un discreto numero di ex giocatori NBA si sia impegnato e abbia investito nell’industria della cannabis, da Al Harrington a Cliff Robinson e Cuttino Mobley.


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