Il futuro del Cbd in Europa? E’ nelle mani del tribunale europeo

Cinque giudici della corte suprema dell’Unione europea in Lussemburgo potrebbero ribaltare il futuro dell’industria della canapa europea.

I fatti

La sentenza che dovrebbe molto presto sul cosiddetto caso Kanavape è una delle decisioni più attese per l’industria europea del CBD. Il caso (Kanavape) è nato da una controversia in Francia sulla commercializzazione di un prodotto da svapo CBD il cui contenuto è stato importato dalla Repubblica Ceca. I due imprenditori sono stati accusati di utilizzare l’intera pianta di canapa per raccogliere la quantità necessaria di CBD per i loro prodotti. Eventualità vietata dalla legge francese. Secondo la legge, infatti, solo le fibre e i semi di canapa possono essere coltivati, importati, esportati e utilizzati per scopi industriali e commerciali. Ciò significa che tutti i prodotti CBD derivati ​​dall’intera pianta di canapa sono proibiti. Anche se importati.

Ed è su questo punto che si è creato la disputa. A maggio, un consulente della corte suprema ha affermato che il divieto della Francia sulla commercializzazione di prodotti CBD derivati ​​dalla canapa è in contraddizione con il diritto dell’UE sulla libera circolazione delle merci.

Il Cbd come verrà classificato, come un farmaco narcotico o no? Sarà considerato un soggetto che sottostà al principio di libera circolazione dell’UE oppure no?

Ci sono troppe questioni che non vengono affrontate dalla legge francese e che creano confusione ed incertezza. Per questo la posizione finale della Commissione europea sull’opportunità di regolamentare il CBD derivato dai fiori sarà derimente per tutti gli Stati membri e indicherà la via in futuro.

La posta in gioco è alta

Eveline Van Keymeulen, un avvocato che ha rappresentato gli imprenditori di Kanavape, ha affermato che il caso costituirà un precedente vincolante in un momento critico per l’industria del CBD. Ha scritto all’inizio di quest’anno che una decisione a seguito dell’opinione dell’avvocato generale “avrà un impatto significativo sull’industria del CBD in Europa, che sta perdendo quote di mercato rispetto ad altre regioni come gli Stati Uniti e il Canada a causa del frammentato” quadro giuridico.

“Non solo richiederebbe alla Francia di adattare la sua legislazione al fine di consentire la commercializzazione del CBD estratto dall’intera pianta di canapa, ma potrebbe anche costringere altri regolatori nazionali a (riesaminare) le restrizioni esistenti relative ai prodotti derivati ​​dalla canapa alla luce del libera circolazione delle merci nell’UE “, ha scritto Keymeulen, consulente dello studio legale parigino Allen & Overy.

La sentenza arriva a ridosso di un altro appuntamento importantissimo: il voto di dicembre della Commissione delle Nazioni Unite sugli stupefacenti. Si deciderà in quell’occasione il modo in cui la cannabis e le sostanze correlate vengono riclassificate.

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