Sostenibili e sicure: mini guida alle mascherine amiche dell’ambiente

Con l’arrivo del vaccino nessuno si è illuso che le mascherine diventeranno immediatamente un brutto ricordo. Purtroppo il loro utilizzo giornaliero sarà ancora lungo e per questo è necessario superare il concetto di ‘usa e getta’ o, altrimenti, la natura avrà un nuovo nemico da sconfiggere.

Solamente in Italia si stima che, dall’inizio dell’anno scolastico, ogni giorno dobbiamo smaltire circa 44 tonnellate di mascherine monouso. Un numero che fa paura. Gli ambientalisti hanno immediatamente lanciato l’allarme su questo nuovo tipo di inquinamento che non può lasciarci indifferenti. 

Cosa possiamo fare? Continuare a proteggerci scegliendo almeno delle mascherine che siano riutilizzabili e sostenibili. Sul mercato ne escono in continuazione: scienziati in tutto il mondo stanno cercando la ‘mascherina perfetta’, sperando di non doversi abituare troppo ad indossarla.

Ne vogliamo consigliare 5 che, secondo noi, possono rispettare gli standard di sicurezza e sostenibilità a cui dovremmo aspirare tutti.

Canapa

Non possiamo non partire dalla nostra amata pianta. L’azienda italiana Maeko, specializzata in tessuti e filati naturali, ha brevettato mascherine chirurgiche riutilizzabili in fibra di canapa. Quali sono i benefici? L’effetto naturalmente battericida e uno strato interno in nylon per il blocco degli aerosol.

Legno

L’Università della British Columbia in Canada ha sviluppato una maschera medica N95 completamente compostabile e biodegradabile denominata Can-Mask. La sua particolarità è l’utilizzo di fibre di legno provenienti da fonti quali pino, abete rosso, cedro e altri legni teneri.

Rifiuti oceanici e materiali di riciclo

U-Mask è  un prodotto made in Italy a basso impatto ambientale. La copertura esterna è in nylon rigenerato al 100 per cento, realizzata interamente con rifiuti oceanici e materiali di riciclo, e può essere lavata e riutilizzata più volte, oltre a potere essere riciclata nuovamente a fine vita. Il filtro ricaricabile è formato da quattro strati di tessuto non tessuto biocompatibile. Approvata come dispositivo medico dal ministero della Salute italiano, può essere anche scaricata esibendo la tessera sanitaria.

Scarti agroalimentari e forestali

Un progetto italo- spagnolo, Cliu mask, utilizza invece filtri in materiali bioattivi con forte attività antimicrobica originati da scarti agroalimentari e forestali. E’ un progetto nato in collaborazione con Siena BioActive, uno spin-off del Dipartimento di biotecnologie dell’Università di Siena.

Gomma siliconica

Leaf mask, ultratecnologica, è una mascherina trasparente che permette di vedere il viso realizzata in America con gomma siliconica di grado ottico biocompatibile. Riutilizzabile è anche 100 per cento riciclabile.

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