Cannabis, la carica dei 330mila per dire stop all’oscurantismo e alle mafie

E’ partita la raccolta firme online per un nuovo referendum pro cannabis per richiedere la modifica del dPR 309/90. Nelle prime 24 ore sono state 100mila le persone che hanno sottoscritto il quesito sul sito www.referendumcannabis.it: una partenza esplosiva e inaspettata che ha raggiunto dopo tre giorni ore ben 330mila firme! Il traguardo è fissato a 500mila firme in venti giorni per chiedere la depenalizzazione di produzione e possesso ad uso personale ed eliminare le sanzioni sulla patente di guida.

Non ci si può più permettere di rimanere anacronistici e lasciare il mercato della cannabis in mano alle mafie mentre i consumatori vengono equiparati ai tossicodipendenti.

Il Comitato promotore vede la presenza di: Associazione Luca Coscioni, Meglio Legale, Forum Droghe, Antigone, Società della Ragione, +Europa, Possibile, Radicali italiani, Arci, Sinistra Italiana, Potere al Popolo, A Buon Diritto, Comunità di San Benedetto al Porto, Lega Italiana per la Lotta all’AIDS – LILA, Coalizione Italiana per i Diritti e le Libertà Civili – CILD, Volt Italia, Freeweed e Be Leaf Magazine (ci siamo anche noi!)

L’8 settembre la Commissione Giustizia della Camera ha adottato un testo base sulla coltivazione domestica ma per diventare legge ha ancora molta strada da fare e potrebbe essere fermato o modificato in qualsiasi momento. I voti favorevoli sono stati a maggioranza, ma è stata forte anche la contrarietà di Lega, Fratelli D’Italia e Forza Italia. Una minaccia da neutralizzare in maniera attiva e propositiva.

Non c’è più tempo, il resto del mondo sta legalizzando l’uso ricreativo, oltre che medico e industriale (1), facendolo diventare uno strumento economico forte e regolamentando quella che è una sostanza non nociva, anzi, una terapia naturale. (vedi “Sentenza dell’Onu: la cannabis esce dalla tabella IV. La prima volta dal 1961.”)

Una raccolta firme online da condividere ovunque!

Per la prima volta la raccolta firme è online, tramite l’uso dello spid (identità digitale), una comodità per attivisti e sottoscrittori, tanto che il risultato è inaspettato. La rapida diffusione tramite social network e social app ha aiutato molto. Se pensiamo a “Legalizziamo!”, nel 2016, dove sono state raccolte 69mila firme in mesi di banchetti e l’impiego di centinaia di volontari, non c’è confronto. La risposta è forte perché le persone vogliono che sia riconosciuta la loro volontà, ormai la gridano, dopo tre decenni di richieste esplicite regolarmente formulate con proposte di legge, referendum e raccolte firme.

Il Quesito Depositato: modifiche al dPR 309/90

Il quesito referendario si riferisce al Testo Unico in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope (dpR 309/90), richiedendo modifiche sia sulla rilevanza penale che sulle sanzioni amministrative per autoproduzione, possesso e patente di guida.

“Volete voi che sia abrogato il Decreto del Presidente della Repubblica del 9 ottobre 1990, n. 309,  avente ad oggetto ‘Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza’, limitatamente alle seguenti parti:

Articolo 73, comma 1, limitatamente all’inciso “coltiva”;

Articolo 73, comma 4, limitatamente alle parole “la reclusione da due a 6 anni e”;

Articolo 75, limitatamente alle parole “a) sospensione della patente di guida, del certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori o divieto di conseguirli per un periodo fino a tre anni;”?” 

Si richiede dunque la depenalizzazione dell’uso personale nelle condotte di coltivazione e detenzione (all’art. 73, comma 1), nonché di eliminare la pena detentiva per qualsiasi condotta illecita relativa alla Cannabis (depenalizzazione). Si mantengono, invece, le condotte finalizzate al traffico illecito ossia detenzione, produzione e fabbricazione di tutte le sostanze per diverse dall’uso personale (all’art. 74), intervenendo sull’art. 73, comma 4.

Sul piano amministrativo, il quesito richiede l’intervento sull’art. 75, comma 1, lettera a) e propone di eliminare la sanzione della sospensione della patente di guida e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori attualmente destinata a tutte le condotte finalizzate all’uso personale di qualsiasi sostanza stupefacente o psicotropa.

  • In Italia l’uso medico è autorizzato dal 2006 (ordinanza 18/07/06 e decreto ministeriale 18/04/07) mentre quello industriale dal 2016 (Lg 242/16), purtroppo con la persistenza della cannabis nel dPR 309/90 discrimina possesso e produzione, quindi pazienti e produttori hanno notevoli difficoltà. Il quesito referendario è necessario, quindi, anche per queste categorie già ”legalizzate”.

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