Cannabis, cosa succede ora? Il percorso verso la legge è ancora lungo

L’8 settembre 2021, la Commissione Giustizia alla Camera, ha votato sulle “Disposizioni in materia di produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope nei casi di lieve entità (C.2160 Molinari, C. 2307 Magi e C. 2965 Licatini – Rel. Perantoni)”.

La Camera ha adottato il testo base con la maggioranza di voti favorevoli. Il diritto di autoproduzione e possesso di cannabis è lecito per Pd, M5s, Leu e Radicali, mentre sono contrari Forza Italia, Lega e FdI; Italia viva si è astenuta.

Il testo base abbiamo visto cosa dice qui e abbiamo letto le dichiarazioni a caldo di Perantoni. Ma cosa significa che la Camera ha adottato il testo base? E’ davvero autorizzata l’autoproduzione di 4 piante?

Non è ancora legge ma è un passo avanti. L’approvazione di un testo base da parte di una Commissione – in questo caso la commissione Giustizia – non è legge. La cosa più urgente è che il testo venga calendarizzato per il voto in Aula. In questo caso partirà, nella Commissione stessa, l’iter con la presentazione degli emendamenti. Come noto, questo è già un primo ostacolo, perché normalmente i partiti che si oppongono all’approvazione della legge (e su questo tema ce ne sono tanti e sono particolarmente agguerriti) potrebbero presentare migliaia di emendamenti per ritardare il voto finale.

Il testo, una volta emendato e quindi modificato, dovrà essere quindi approvato definitivamente dalla Commissione e solo a quel punto potrà approdare in Aula a Montecitorio, dove partirà un altro iter emendativo ed arrivare, ancora, al voto finale. Fatto tutto questo, lo stesso identico percorso dovrà essere svolto in Senato. Se, e solo se, l’Aula di Palazzo Madama approverà il testo votato alla Camera, la proposta diventerà effettivamente legge. In caso contrario il testo tornerà a Montecitorio per un ulteriore passaggio. In definitiva parliamo di un iter di almeno un anno, se le cose dovessero andare spedite.

Cosa dicono i rappresentanti politici? Abbiamo chiesto loro un parere sull’approvazione del testo base. In questa matassa informativa e a ridosso delle elezioni, possiamo gioire?

Riccardo Magi, deputato e presidente di +Europa, promotore delle principali iniziative antiproibizioniste in Parlamento, esulta al termine delle votazioni: “Bene Testo base approvato in Commissione, ora presto in Aula”. Il testo approvato è in buona parte derivato dalla proposta di legge Magi (C.2307) depositata nel 2019 in opposizione alle spinte punitivo repressive di Molinari (C.2160), con il supporto della proposta di Caterina Licatini (C2965) che è riuscita a fare fronte unito perseguendo ideali antiproibizionisti.

Magi ha chiarito alcuni passaggi: “Questo testo include un’importante riduzione delle pene per i fatti di lieve entità, che attualmente in 7 casi su 10 conducono al carcere, inserendo anche una distinzione tra le sostanze, la totale depenalizzazione della coltivazione domestica per uso personale fino a 4 piante di Cannabis e l’eliminazione delle sanzioni amministrative per tutte le condotte illecite finalizzate all’uso personale di Cannabis, tra cui la sospensione della patente di guida, del passaporto e del permesso di soggiorno”.

Conclude il deputato di +Europa: “Il testo necessita di ulteriori modifiche affinché si possa fare un sostanziale passo in avanti, ma è urgente in questo momento che la maggioranza che oggi si è manifestata in Commissione si impegni a portare al più presto la proposta in Aula. Va evitato che nell’affollamento dei provvedimenti di iniziativa governativa questo Testo Base non proceda”.

Rimaniamo con i piedi per terra e non molliamo la presa, ora o mai più!

Michele Sodano (Misto), in esclusiva per Beleaf, commenta: “Risultato importante ma del tutto insufficiente per considerarla una battaglia vinta, perché adesso il percorso è in salita e, bisogna dirlo al di là dei trionfalismi, che hanno fatto alcuni membri della maggioranza. Io ho sempre seguito questa battaglia ma non mi permetterei oggi di dire che è cosa fatta, al contrario, c’è sicuramente un testo da cui partire per avviare un iter serio ma adesso le forze di maggioranza devono approvare al più presto un testo emendato in commissione Giustizia e fare volare questo testo alla Camera dei deputati, farlo approvare e poi calendarizzarlo subito al Senato. Se questa cosa non succede è un disastro e non c’è tanto tempo, c’è un anno. Quindi oggi il mio mantra è ‘No ai trionfalismi’ dobbiamo stare attaccati alla realtà considerando anche che se questa cosa non passa in questa legislatura probabilmente non passerà mai più. Quindi fare pressione fortissima sulle forze di maggioranza”.

Il senatore Matteo Mantero (Misto – Potere al popolo), è della medesima idea: “Finalmente si fa un piccolo passo avanti, il testo base è buono ma il tempo stringe se si vuole approvare in entrambi i rami, quindi mi auguro che il percorso della legge proceda svelto ora senza i veti incrociati dei vari partiti”.

Dietro alla politica ci sono gli ideali e con loro gli attivisti, i veri protagonisti della spinta al cambiamento, coloro che disobbediscono per evidenziare l’incongruenza tra normative e vita quotidiana.

La coordinatrice del movimento Meglio Legale, Antonella Soldo, ha dichiarato: “Quello di oggi è un piccolo passo in avanti, arrivato dopo mesi di “prudenza”. Finalmente. Sappiamo, però, che la strada è ancora lunga e non possiamo permetterci questi tempi che rischiano di andare oltre la durata di questa legislatura. La proposta in commissione era un primo passo, i consumatori, i produttori e i pazienti chiedono una svolta: con Meglio Legale e le associazioni coinvolte continueremo non solo a sollecitare l’attività parlamentare ma anche a utilizzare tutti gli strumenti democratici a disposizione”.

Tra le associazioni coinvolte c’è anche FreeWeed, prima promotrice del Manifesto Collettivo per la cannabis libera. Il presidente Stefano Armanasco ha ricordato che senza i militanti non si ottengono risultati, né a breve né a lungo termine: “Ringraziamo gli attivisti perché il coinvolgimento del PD e di un deputato di destra è merito solo della pressione quotidiana che gli attivisti mettono ogni giorno. Un primo passaggio importante è stato completato, ora occorre insistere ulteriormente”.

In conclusione si può di certo affermare che, dal 1993, gli italiani hanno dimostrato di volere la liberalizzazione della cannabis a stragrande maggioranza. A tempi alterni le speranze sono divenute illusioni e le persone si sono abituate a non gioire nella consapevolezza dell’inconcludenza delle rappresentanze politiche. Siamo a ridosso delle elezioni, servono consensi e la cannabis ne porta tantissimi, si potrebbe quasi dire che la vittoria delle elezioni politiche del 2018 da parte del Movimento 5 Stelle sia stata possibile anche grazie alle promesse di “legalizzazione” dei candidati. Un passo simile non è una vittoria è solo un passo, nasconde la possibilità dell’inasprimento delle pene per i possessori (vedi Molinari) e se cade nel dimenticatoio, con le altre due dozzine di proposte mai portate a conclusione negli ultimi due decenni, non ci dovremmo stupire. Gli attivisti dovrebbero osservare i processi di legalizzazione nei paesi esteri e unire le lotte per la rivendicazione dei diritti naturali per non essere archiviabili agli occhi dell’opinione pubblica.

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