Prezzi della cannabis in ribasso: il Paraguay si iscrive alla corsa

Prezzi della cannabis in ribasso: il Paraguay si iscrive alla corsa

Con i prezzi della cannabis in netto ribasso, molte aziende stanno cercando nuovi luoghi per la coltivazione della canapa ad un costo contenuto. Il Paraguay si iscrive alla corsa in Sud America.

Il Paraguay come nuovo Uruguay

CPlant, una delle società svizzere più attive nella coltivazione di piante ed estratti ricchi di THC, è pronta ad investire in piccole realtà locali paraguayane per la produzione di cannabis ad uso medico. Gli svizzeri, che finora hanno investito massicciamente in Uruguay, prevedono un ribasso nei costi di gestione di circa il 50%. A rivelarlo Lucas Crivilone, CEO di CPlant.

Se i regolamenti del Paraguay lo permetteranno e se i prezzi del mercato ci permetteranno di avere un profitto maggiore in questo paese rispetto all’Uruguay, siamo pronti a spostarci anche lì”.

Il motivo dell’interessamento è semplice. Con l’aumento del volume dei produttori a basso costo di cannabis (e il relativo calo dei prezzi sul mercato), tutte le aziende stanno cercando i migliori luoghi del mondo in quanto a clima e manodopera a basso costo per mantenere margini di guadagno ampi.

Il Paraguay, che ha legalizzato l’uso medico della cannabis dal 2017, entra così di diritto tra i grandi esportatori mondiali grazie agli scarsissimi costi dell’elettricità e della manodopera. Si aggiunge ai colossi sudamericani della Colombia e dell’Uruguay. In tutta la nazione sono già 12 gli investitori che hanno ottenuto il via libera nel 2020 alla produzione e al commercio di olii a base di CBD e capsule.

I piani di CPlant

In questo scenario si vuole inserire CPlant, interessata alla coltivazione di piante ad alto contenuto di THC (e prezzo maggiore) e (in minore quantità) CBD. L’obiettivo è procedere all’acquisizione di circa cinque ettari dedicati ad essi entro il 2024. Il passaggio da CBD a THC nel volume di produzione della cannabis è dettato dalla riduzione dei prezzi del primo (attorno al 20% nell’ultimo anno).

A commentare gli ultimi aggiornamenti della stessa azienda è intervenuto Guido Husni, Chief Strategy Officer.

Crediamo che questo sarà il modello dominante nel futuro. La coltivazione richiede molto lavoro e investimento. Noi vogliamo uscire completamente da questa parte del business per focalizzarci sulle vendite e sul prodotto già finito. Per questo motivo stiamo studiando la vendita di prodotti ad alto contenuto di THC e dei funghi allucinogeni”.

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