Quattro notizie dagli Stati Uniti sulla cannabis

Mentre in Italia la campagna elettorale non accenna a far diventare la cannabis oggetto di dibattito, gli Stati Uniti continuano a fare progressi sul tema cannabis, sia a livello di sondaggi che di atti concreti. Le notizie che ci arrivano da oltre oceano riguardano tre Stati e una Città, un tour nell’America del Nord che sta scremando le contraddizioni create con il proibizionismo aprendosi ad un nuova normalità.

Partiamo da Seattle, la città portuale conosciuta come luogo cinematografico grazie a Shonda Rhimes e il suo Grey’s Anatomy, che vede il suo sindaco Bruce Harrell attento alla legislazione sulla cannabis tanto da presentare nelle ultime settimane una serie di progetti di legge con il fine di affrontare l’equità sociale nell’industria della cannabis. Ricordiamo che lo Stato di Washington ha legalizzato l’uso personale e privato ed il possesso grazie all’iniziativa 502, che ha regolamentato la cannabis dal 2012, mentre le vendite ricreative sono iniziative nel Luglio 2014. Il ruolo delle città come dico spesso risulta rilevante per analizzare i fenomeni, e le iniziative che vengono intraprese in America nel segno delle ‘pari opportunità di sviluppo’ sono un buon esempio da prendere in considerazione.

Una situazione meno felice vive il Minnesota, che a differenza dello Stato di Washington ha raggiunto fino ad oggi una parziale depenalizzazione della cannabis. Lo Stato ha quindi depenalizzato in una certa misura, eliminando quindi la reclusione e la segnalazione penale per la prima segnalazione con piccolo quantitativo, ma non ha ancora fatto un passo verso una legalizzazione totale. Arriva però un nuovo sondaggio condotto dalla Camera dei Rappresentanti alla Fiera di Stato che ha rilevato che il 61% dei residenti sostiene la legalizzazione della cannabis ricreativa, con il 30% che si oppone e l’8% che resta indeciso. Insomma, i decisori pubblici sono informati…

Per dare contezza dell’importanza di questo settore, che è evidentemente trasversale, dobbiamo andare in Massachussets e precisamente alla University of Worecester in cui verranno attivati dei corsi per ottenere delle qualifiche a chi decide di intraprendere nella vita un percorso nell’industria della cannabis. Sono quattro i differenti programmi realizzabili grazie alla partnership con Green Flower un’azienda di educazione alla cannabis. I programmi come dicevo sono quattro: Cannabis Healthcare & Medicine; Cannabis Law & Policy; The Business of Cannabis; and Cannabis Agriculture and Horticulture. Il costo è di 3 mila dollari per sei mesi, magari a qualcuno dall’Italia potrebbe venir voglia di fare una gita in Massachussets?

Vediamo come il mondo della cannabis sia variegato e come il suo sviluppo possa far da volano all’economia e cambiarne gli elementi, così come sta avvenendo anche nel settore medico. Apprendiamo infatti da Cannabis Business Times che in Arkansas le vendite di cannabis medica hanno superato i 23 milioni ad Agosto da parte dei 38 dispensari autorizzati. Sono stati raccolti 78,68 milioni di dollari dal 2019, secondo Scott Hardin, portavoce del del Dipartimento delle Finanze e dell’Amministrazione dell’Arkansas. I pazienti arruolati nel programma di cannabis medica sono ad oggi 89.983.

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