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La nuova via della Germania nella regolamentazione della cannabis apre il dibattito in Europa

Nel panorama globale della regolamentazione della cannabis, la Germania ha recentemente compiuto un passo significativo con l’approvazione di una nuova legislazione che depenalizza l’uso della cannabis, consentendo agli adulti di possedere fino a 25 grammi per uso personale e di coltivare fino a tre piante in casa. A partire da luglio 2024, i tedeschi potranno anche partecipare ai cosiddetti cannabis social club, mirati a coltivare la pianta collettivamente per i membri, segnando così un deciso distacco dalla precedente politica di proibizionismo e avvicinandosi a modelli di regolamentazione più liberali osservati in altri paesi occidentali come Malta, Canada e alcune regioni degli Stati Uniti.

Come si poteva facilmente intuire, la decisione della Germania non fa rimanere indifferenti gli altri Stati europei che sono tornati a parlare dei benefici e dei rischi della legalizzazione.

Nel Regno Unito, per esempio, si continua a mantenere una posizione proibizionista, citando preoccupazioni per i potenziali rischi per la salute mentale, come la psicosi, associati all’uso di cannabis. Questa preoccupazione si basa su ricerche che, sebbene non dimostrino un nesso causale diretto a causa di limitazioni etiche negli studi, rivelano comunque una significativa associazione tra l’uso di cannabis e lo sviluppo di problemi psicotici, specialmente tra gli individui predisposti.

Questo contrasto di politiche mette in evidenza come la Germania stia cercando di bilanciare le preoccupazioni per la salute pubblica con gli sforzi per ridurre i danni associati al mercato illegale e al consumo combinato di cannabis e tabacco. Inoltre, la Germania mira a beneficiare di vantaggi economici attraverso la regolamentazione, simile a quanto osservato in Canada, dove la legalizzazione ha portato a una riduzione del mercato nero e ha generato significativi introiti fiscali.

Pierre-Yves Geoffard, professore alla Paris School of Economics, sottolinea che, nonostante l’entusiasmo iniziale, la Germania si trova “nel mezzo del guado” con la sua attuale politica. La legalizzazione della coltivazione domestica e l’istituzione di cannabis club rappresentano solo il primo passo; il mantenimento del divieto di vendita al dettaglio fino a quando non verrà stabilito un quadro legislativo per regolamentare i produttori e i distributori professionali potrebbe limitare l’impatto desiderato sulla riduzione del mercato nero.

Guardando alle esperienze di altri paesi, come l’Uruguay e il Canada, Geoffard suggerisce che solo una regolamentazione più ampia e inclusiva, che abbracci la produzione industriale e la vendita al dettaglio, potrebbe effettivamente spostare i consumatori dal mercato nero a quello legale, massimizzando i benefici per la salute pubblica, l’economia e la sicurezza. Tuttavia, la Germania deve ancora affrontare questa sfida e stabilire le fondamenta per un mercato della cannabis legalizzato e regolamentato a pieno titolo.

Le divergenze nelle politiche sulla cannabis tra la Germania e il Regno Unito riflettono un più ampio dibattito globale sul miglior approccio per gestire l’uso della cannabis. Mentre alcuni paesi avanzano verso la regolamentazione, altri rimangono fermi nella proibizione, sottolineando la complessità delle questioni legali, di salute pubblica ed economiche in gioco.

Le prossime mosse della Germania in questo campo saranno cruciali non solo per il suo successo interno nel gestire la cannabis, ma anche come modello per altri paesi che considerano percorsi simili di depenalizzazione o legalizzazione.

Fonti:
– Ian Hamilton e Mark Monaghan, “The Conservation”, 08/04/2024
– Pierre-Yves Geoffard, “Le Monde”, 09/04/2024
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