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La canapa per ricostruire il futuro: Tiziana Gallo nominata delegata CSI per la bioedilizia e la rigenerazione urbana

Canapa Sativa Italia (CSI), l’associazione che rappresenta l’intera filiera della canapa industriale nel nostro Paese – dagli agricoltori ai trasformatori, dai ricercatori agli esperti di settore – ha annunciato la nomina dell’architetto pugliese Tiziana Gallo come nuova delegata del Comitato Tecnico Scientifico per la bioedilizia e la rigenerazione urbana. Una scelta che consolida il ruolo di CSI come punto di riferimento nazionale per l’innovazione e la sostenibilità applicate alla canapa.

Canapa e sviluppo sostenibile: un binomio strategico per l’Europa

«CSI – spiega il presidente Mattia Cusani – insieme ad altre associazioni di settore, ha promosso lo scorso giugno al Parlamento Europeo l’iniziativa Hemp for a Thriving Economy, un momento di confronto internazionale sul valore strategico della canapa come motore di un’economia sostenibile, innovativa e circolare. Con la nomina dell’architetto Gallo, vogliamo rafforzare il nostro impegno nell’educare istituzioni e cittadini al ruolo della canapa nella progettazione di case e spazi urbani più sani e sostenibili».

Tiziana Gallo: architetta della sostenibilità

Pesarese d’adozione, Tiziana Gallo è da anni una delle figure più riconosciute nel panorama dell’architettura carbon free e zero energy in Italia.
Nei suoi progetti, la canapa è protagonista non solo come materiale da costruzione, ma come leva di rigenerazione territoriale e socio-economica.

Tra le sue opere più significative spicca la variante al piano regolatore del Comune di Gradara, denominata Via Canellina, che utilizza legno, calce e canapa per le strutture di servizio e i bungalow. Un intervento da 9,5 milioni di euro che ha già ottenuto 500.000 euro di finanziamento pubblico per la fase esecutiva, attirando l’interesse di banche e investitori internazionali. Il progetto ha inoltre valso a Gradara il riconoscimento come migliore Best Practice City Vision Score durante gli Stati Generali delle Città Intelligenti di Padova (2023).

In collaborazione con lo studio Caputo, Gallo ha firmato anche la proposta per la Biblioteca Europea di Informazione e Cultura (BEIC) a Milano: un edificio passivo, a zero emissioni di carbonio, realizzato con tamponamenti e coibentazioni in calce-canapa, classificatosi terzo nel concorso internazionale. Il valore stimato dell’opera è di circa 200 milioni di euro.

La canapa come chiave per la rigenerazione urbana

Ma il contributo dell’architetta Gallo va oltre l’innovazione tecnica. Come esperta di rigenerazione urbana carbon free, ha collaborato al piano strategico “Taranto Futuro Prossimo”, redatto per Asset Puglia e finanziato dal Just Transition Fund con circa 800 milioni di euro per la transizione ecologica e digitale.
In particolare, Gallo ha inserito la filiera della canapa tra le proposte di sviluppo alternativo alla monocultura dell’acciaio, indicando nella bioedilizia canapicola una via concreta per la rinascita economica e ambientale del territorio tarantino.

Calce e canapa: un binomio per città più sane

«Oggi – sottolinea Gallo – le persone sono sempre più attente alla sostenibilità, spinte dall’aumento dei costi energetici e dalla consapevolezza che molte soluzioni edilizie “verdi” del passato si sono rivelate insostenibili. È il momento di promuovere materiali naturali come la calce-canapa, che riducono i consumi, migliorano la qualità dell’aria e combattono le isole di calore urbane».

Le pareti e i rivestimenti in calce-canapa garantiscono un comfort termico costante di circa 21°C in ogni stagione, azzerando quasi del tutto i costi di riscaldamento e raffrescamento. Un vantaggio ambientale, ma anche sanitario: gli edifici realizzati con materiali sintetici, infatti, rilasciano composti inquinanti che rendono l’aria indoor fino a cinque volte più contaminata di quella esterna.

Canapa protagonista anche alla Biennale di Venezia

La centralità della canapa nei nuovi paradigmi architettonici è confermata anche dalla Biennale di Venezia, dove – fino a fine novembre – sono esposti progetti internazionali dedicati alla bioedilizia canapicola.
Dalle piantumazioni industriali del governo brasiliano ai modelli di raffreddamento urbano naturale studiati dalle università europee, emerge una visione condivisa: la canapa non è più un materiale del futuro, ma una realtà concreta dell’edilizia contemporanea.

Un campo che vale più di un bosco

«Un ettaro di canapa – conclude Gallo – assorbe fino a quattro volte più CO₂ di un equivalente bosco. Ogni progetto di rigenerazione urbana che integra la canapa può diventare un volano per l’accesso a fondi europei, per la creazione di nuovi posti di lavoro e per la diffusione di un’economia circolare realmente sostenibile. È una pianta capace di costruire città più sane e un futuro più pulito».

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