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USA, la cannabis supera le sigarette: consumo ai massimi storici mentre il tabacco crolla

Negli Stati Uniti il 17% degli adulti dichiara di fumare marijuana, più di quanti fumino sigarette. Crescono anche gli edibili, utilizzati dal 15% della popolazione adulta. I nuovi dati Gallup raccontano una trasformazione profonda nelle abitudini di consumo americane.

Negli Stati Uniti si sta consolidando un cambiamento che fino a qualche decennio fa sarebbe stato difficile immaginare: oggi sono più gli adulti che dichiarano di fumare cannabis rispetto a quelli che fumano sigarette.

A fotografare la situazione è l’ultimo sondaggio sulle abitudini di consumo realizzato da Gallup. Secondo i dati raccolti nel luglio 2026, il 17% degli adulti statunitensi dichiara di fumare marijuana, mentre i fumatori di sigarette sono scesi all’11%.

Per la cannabis si tratta del valore più alto mai registrato da Gallup, a pari merito con quello raggiunto nel 2023. Per le sigarette, al contrario, l’11% rappresenta il minimo storico. Due traiettorie opposte che raccontano molto più di una semplice variazione statistica: negli Stati Uniti sta cambiando il rapporto culturale con cannabis, tabacco e modalità di consumo.

In poco più di dieci anni il consumo di cannabis è più che raddoppiato

Il dato assume ancora più peso osservando la serie storica. Quando Gallup iniziò a porre questa domanda nel 2013, appena il 7% degli adulti americani dichiarava di fumare marijuana. Nel 2026 la percentuale è arrivata al 17%: più del doppio.

La crescita è avvenuta parallelamente alla progressiva diffusione della legalizzazione negli Stati Uniti e alla normalizzazione sociale della pianta, anche se il sondaggio fotografa una correlazione temporale e non permette, da solo, di attribuire l’aumento a una singola causa.

A emergere è anche un altro elemento importante: il consumo di cannabis negli USA non passa più soltanto dalla combustione. Il 15% degli adulti dichiara infatti di consumare prodotti edibili a base di cannabis. La percentuale era del 14% nel 2022 e del 12% nel 2024. Un dato che mostra quanto gli edibili siano ormai diventati una modalità di consumo rilevante nel mercato e nella cultura americana della cannabis.

Cannabis soprattutto tra gli under 50

Le differenze generazionali restano marcate. Tra gli americani di età compresa fra 18 e 29 anni, il 23% dichiara di fumare cannabis. La percentuale sale addirittura al 25% nella fascia tra 30 e 49 anni, dove significa un adulto su quattro.

Il consumo diminuisce invece rapidamente con l’età: fuma marijuana il 10% delle persone tra 50 e 64 anni e appena il 5% degli over 65. Un andamento simile emerge per gli edibili, anche se le differenze tra le diverse fasce d’età risultano meno accentuate. Gallup rileva inoltre una maggiore diffusione del consumo di cannabis, sia fumata sia sotto forma di edibili, tra le persone con livelli di istruzione più bassi, tra chi si dichiara meno religioso e tra chi consuma anche alcol.

Sul fronte del genere emerge invece una particolarità: le donne risultano leggermente più propense degli uomini a utilizzare cannabis sotto forma di edibili, mentre non viene rilevata una differenza analoga per la cannabis fumata.

Gli americani restano divisi sugli effetti della cannabis

Se il consumo cresce, il giudizio sulla cannabis rimane tutt’altro che unanime. Alla domanda sugli effetti della marijuana sulla maggior parte delle persone che la utilizzano, il 47% degli americani li considera positivi, mentre il 46% li giudica negativi. Praticamente una spaccatura perfetta.

Il dato mostra come la normalizzazione del consumo non abbia cancellato il dibattito sui possibili benefici e rischi associati alla sostanza. E l’opinione pubblica americana sembra oscillare nel tempo: nel 2022 prevaleva leggermente una valutazione positiva, mentre nel 2024 il giudizio era diventato leggermente più negativo.

Il declino storico delle sigarette

Se la cannabis segue una traiettoria ascendente, quella delle sigarette racconta una storia completamente diversa. Oggi soltanto l’11% degli adulti statunitensi dichiara di fumare sigarette. Per comprendere la portata del cambiamento basta tornare indietro di qualche generazione. Nel 1944, quando Gallup iniziò a misurare il consumo di sigarette, fumava il 41% degli americani. Nel 1954 la percentuale raggiunse addirittura il 45%.

Da allora è iniziata una lunga discesa: il dato è sceso sotto il 30% nel 1989 e, dal 2015, è rimasto stabilmente sotto il 20%. Negli ultimi cinque anni la quota dei fumatori si è assestata tra l’11 e il 12%. Il confronto con la cannabis è quindi particolarmente significativo: oggi negli Stati Uniti dichiarano di fumare marijuana 17 adulti su 100, contro 11 su 100 che fumano sigarette.

Vaping stabile, arrivano le nicotine pouch

Il panorama della nicotina, naturalmente, non si esaurisce con le sigarette tradizionali. Il 9% degli americani dichiara di utilizzare sigarette elettroniche, una percentuale sostanzialmente stabile rispetto agli ultimi anni. Il vaping è soprattutto un fenomeno giovanile: riguarda il 17% degli adulti tra 18 e 29 anni, per poi diminuire progressivamente con l’età.

Gallup ha inoltre misurato per la prima volta l’utilizzo delle nicotine pouch, le bustine di nicotina da assumere per via orale: il 4% degli adulti dichiara di averle utilizzate nell’ultima settimana. Anche in questo caso il consumo è concentrato soprattutto nelle fasce più giovani della popolazione.

Una nuova geografia dei consumi americani

Più che una semplice competizione tra cannabis e tabacco, i dati Gallup raccontano quindi una trasformazione generale delle abitudini degli americani. La sigaretta, prodotto simbolo della cultura di massa del Novecento, continua il suo declino storico. La cannabis, al contrario, è passata in poco più di un decennio dal 7 al 17% di consumatori adulti che dichiarano di fumarla, mentre forme alternative come gli edibili raggiungono ormai una fetta consistente della popolazione.

Non significa che la cannabis abbia sostituito il tabacco, né che le due popolazioni di consumatori siano necessariamente separate. Ma il sorpasso statistico rimane un indicatore culturale difficile da ignorare. Negli Stati Uniti del 2026, almeno secondo le dichiarazioni raccolte da Gallup, fumare cannabis è ormai più comune che fumare una sigaretta.

Ed è probabilmente questo il dato che meglio racconta quanto sia cambiato, nel giro di pochi anni, il posto occupato dalla cannabis nella società americana.

Fonte: Gallup, “U.S. Marijuana Smoking at Record High, Cigarettes at Low”, 24 agosto 2026. Dati raccolti nell’ambito del Consumption Habits Poll tra l’1 e il 19 luglio 2026.

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