Giornata mondiale dell’ambiente: quanto ancora c’è da fare?

Come ogni anno, anche questo 5 giugno, si festeggia la Giornata mondiale dell’Ambiente. Una giornata che rischia di diventare retorica ma forse quest’anno, grazie alla mobilitazione di tanti giovani di tutto il mondo, può assumere un contorno un po’ meno simbolico e un po’ più concreto. Perché la situazione è grave e sottovalutarla non giova proprio a nessuno.
Promossa dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il tema di questa edizione è l’inquinamento atmosferico e la crisi climatica. Lo slogan? ‘Beat Air Pollution’: sconfiggere l’inquinamento.

I dati sono impietosi

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ogni anno 7 milioni di persone muoiono a causa dell’esposizione all’aria inquinata, che respirano all’aperto o in ambienti domestici. Tra queste morti evitabili, 2,2 milioni sono dovute a ictus, 2 milioni circa a problemi cardiaci, 1,7 milioni a malattie polmonari e tumori. In oltre la metà dei casi (3,8 milioni) a uccidere è l’inquinamento domestico dovuto alle emissioni dei combustibili usati per il riscaldamento e la cottura di cibi. E così il problema globale dello smog si intreccia con quello della povertà e delle disuguaglianze sociali, un tema che non può più essere rimandato.

Ma non è una questione che dobbiamo per forza subire, le cose possono cambiare. Serve parlarne ma serve soprattutto cambiare le nostre abitudini e azioni individuali per favorire una risposta comunitaria e impegnare i governi nella lotta per salvare il pianeta.

Non è un caso che la ricorrenza si celebri proprio in Cina, uno dei Paesi simbolo del problema globale delle emissioni dannose ma anche un interessante laboratorio di iniziative per una conversione ‘verde’. La crescita del settore dell’energia green vede la Cina come leader mondiale nell’impiego di risorse ‘pulite’: la metà dei veicoli in circolazione sono elettrici e circa il 99% degli autobus ad emissione 0 nel mondo sono prodotti cinesi.

Ovviamente l’economia verde fa bene anche all’Italia, ma pochi lo sanno. Occupazione, innovazione, sostenibilità e risparmio: con maggiori incentivi e consapevolezza la nostra vecchia e stanca economia potrebbe avere davvero uno slancio, quando lo capiremo?

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