Motivazioni della sentenza, quando ai giornali fa comodo non capire

Se ne salvasse uno! È davvero triste constatare lo scarso livello di approfondimento giornalistico sfoggiato oggi dai maggiori quotidiani on line. La notizia delle motivazioni ha fatto il giro delle redazioni, com’era ovvio, considerata la trepidante attesa di un intero settore.

Nonostante in quelle 19 pagine diffuse ieri appaia piuttosto chiaro che non si commetta alcun reato vendendo infiorescenze senza efficacia drogante, tutti i titoli principali sparano a zero sul settore. “È reato vendere cannabis light”, si legge ovunque, gettando fango su un mondo già in difficoltà.

Anche se light, è illegale”, “Vendere cannabis light è illegale”, un fuoco di fila, insomma, che ovviamente non potrà non condizionare chi è esterno al settore e non conosce i dettagli. Dal Mattino al Messaggero, passando per Rainews fino a Tgcom24. L’unico che prova a salvarsi è Il Fatto Quotidiano di Travaglio, che almeno specifica: “Vietata la vendita anche dei derivati se c’è effetto drogante”.

Manca all’appello Repubblica, che a quanto pare ha deciso di non dare proprio la notizia.

Ma il ruolo dell’informazione non dovrebbe essere questo. In un paese civile i media dovrebbero fare luce sugli argomenti, darne conto, spiegarli, commentarli. Non trasformarli in vere e proprie fake news. Perché di questo stiamo parlando, del cambiare il senso della realtà.

Ed è triste constatare anche come questo scarso approfondimento da parte della stampa italiana stia facendo il gioco sporco della Lega di Salvini. Si tratta di un atteggiamento non solo poco professionale, ma anche dannoso per un intero settore. Perché dietro le quinte del mondo della canapa c’è il lavoro di 15mila persone (con famiglie) e un indotto di 150 milioni di euro. E attenzione perché quegli imprenditori sono molto stanchi di essere paragonati a spacciatori.

Dovrebbe saperlo bene la politica, che in fin dei conti è la prima causa di tutto questo subbuglio normativo, che invece rimane con le mani in mano (è imbarazzante il suo silenzio in attesa di chissà quale evento mistico!).

Ora, in giro per la Rete si parla di raccolta firme, di coinvolgere i consumatori. Insomma, di muoversi per raggiungere un semplice obiettivo comune: quello di restituire la verità, nient’altro che la verità su come stanno le cose.

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<<< — Perché vendere cannabis light non è reato —>>>

Di seguito i titoli di oggi che parlano delle motivazioni:

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