Il Lussemburgo apre la porte alla legalizzazione. E vorrebbe che tutta Europa lo facesse

Il Lussemburgo presto sarà il primo Paese europeo a legalizzare la produzione e il consumo di cannabis sia per scopi terapeutici che per uso ricreativo. Ne avevamo già parlato nello scorso dicembre qui, ma ora il ministro della Salute, Etienne Schneider, è tornato sul tema, convinto che la “politica antidroga che abbiamo avuto negli ultimi 50 anni non abbia funzionato” ma lo ‘sballo’ ha reso “il tutto molto interessante per i giovani”.

Occorre “un atteggiamento più aperto nei confronti della droga”. La bozza del provvedimento ancora non è nota ma il governo dovrebbe presentarlo a breve: i lussemburghesi maggiorenni dovrebbero poter acquistare la sostanza per uso ricreativo legalmente entro due anni. Lo Stato regolerà la produzione e la distribuzione attraverso un’agenzia per la cannabis. I minori di età compresa tra 12 e 17 anni non incorreranno in un reato per il possesso di una quantità non superiore ai cinque grammi. Il progetto di legge dovrebbe essere presentato entro la fine dell’anno fornendo ulteriori dettagli sui tipi di cannabis che saranno in vendita e sul livello di tassazione.

Schneider ha affermato che la legislazione includerà probabilmente il divieto d’acquisto per i non residenti in Lussemburgo, in modo da dissuadere il cosiddetto ‘turismo della droga’. Anche la coltivazione in casa sarà probabilmente vietata.

Il ministro della Salute vuole incoraggiare altri paesi dell’UE a seguire il percorso del Lussemburgo. Questa liberalizzazione fa parte di un accordo di coalizione governativa tra liberali, socialdemocratici e verdi prevede la legalizzazione entro cinque anni. Se la legge sarà effettivamente presentata e approvata, il Lussemburgo si unirebbe al Canada, all’Uruguay e ad undici stati degli Stati Uniti nel confutare una convenzione delle Nazioni Unite sul controllo dei narcotici che impegna i firmatari a limitare “esclusivamente a scopi medici e scientifici la produzione, la fabbricazione, l’esportazione, la distribuzione delle importazioni, il commercio, impiego e possesso di droghe “compresa la cannabis”

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