La casa dei sogni esiste già. Ed è fatta di canapa

Testo, foto e video-intervista a cura di Maria Novella De Luca

Bioedilizia, bioarchitettura, green building: parole sempre più di uso comune ma ancora lontane dal nostro modo di pensare e soprattutto di agire. Eppure non stiamo parlando di una moda o di un lusso per pochi eletti. La bioedilizia è nata alla fine degli anni Settanta in Germania, in seguito a una grande crisi energetica che coinvolse tutto il mondo. Da quel momento si è sviluppato l’interesse, sempre maggiore, per le cosiddette fonti alternative al petrolio per il rifornimento di energia alle abitazioni e per costruzioni che rispettino, quanto più possibile, l’ambiente in cui viviamo.

Costruire contenendo al minimo i costi ambientali, infatti è possibile, e la via migliore è quella dell’utilizzo combinato di materiali naturali, in grado di modificare in modo “gentile” l’ambiente, lo spazio in cui si vive, ma soprattutto migliorando la vita di chi lo vive.

E’ quello che hanno fatto due italiani, nel cuore del salento, Emilio Sanapo e sua moglie Simona scegliendo di costruire il loro nido d’amore in canapa, calce e legno e dare vita a Messapia Style, azienda di edilizia etica orientata proprio alla ricerca di uno stile abitativo che rispetti l’armonia tra uomo e ambiente.

Video-intervista a Emilio Sanapo 

Due piani, 140 metri quadrati, una casa a chilometro zero costruita con canapa salentina, che si distingue tra le case di piazza Magli a Supersano, in provincia di Lecce, dove Emilio e Simona vivono ormai da tre anni insieme a Ciccio, il pigro gattone che sembra essere quello che più si compiace degli effetti benefici della costruzione, trascorrendo ore indisturbato a rotolarsi sul pavimento di coccio pesto. 

In un momento così attento ai cambiamenti climatici, in cui si discutono urgenti misure a livello globale e un cambio di rotta verso un’energia pulita, la scelta di Emilio e del suo socio Emanuele Macrì di investire in quest’azienda familiare a sud Italia, è un importante esempio da raccontare e seguire. Un’azienda che ha fatto della bioedilizia e dell’eco-sostenibilità la propria missione e per riuscirci ha scelto la canapa.

Messapia Style si è specializzata nello sviluppo di materiali naturali, alternativi alle soluzioni convenzionali: canapa, legno per un microclima costante, intonaci naturali, traspirazione delle pareti, gestione naturale dell’umidità, isolamento dal freddo in inverno e dal caldo in estate. La pianta di canapa, infatti, regola naturalmente l’igrometria interna della casa attraverso le pareti; ha una grande resistenza al fuoco e alle sollecitazioni sismiche, garantisce una climatizzazione naturale passiva in modo che le biocostruzioni di Messapia Style riescano a raggiungere anche l’indipendenza energetica.

Quindi, impiegata come sostituto del cemento e dei mattoni, la canapa non solo rispetta l’ambiente ma lo consegna integro alle generazioni future realizzando case eco-sostenibili ed energeticamente autosufficienti.

La storia dell’azienda e quella di Emilio, suo creatore, sono fortemente  connesse: “Le mie origini sono salentine ma ho vissuto per 17 anni a Parma dove lavoravo come decoratore nell’azienda di famiglia con mio padre e mio fratello. E’ proprio mio padre che devo ringraziare per avermi trasmesso la passione per la bellezza che c’è nell’arte e nella natura. Mi ha insegnato a utilizzare materiali naturali miscelati con pigmenti colorati, calce, cocciopesto e decori manuali, a guardare con spirito critico la carovana consumistica dell’edilizia senza un’etica, causa d’inquinamento ambientale e cromatico, e mi ha trasmesso la voglia di lottare per salvaguardare la salute delle persone e dell’ambiente”.

Nel 2009, tornato a vivere nella terra di origine, Emilio da inizio, contemporanemanete alla ricerca di una casa dove vivere, alla appassionante, tenace e folle storia di Messapia Style insieme al suo socio con il quale, a maggio di quest’anno, hanno festeggiato i venti anni di un’azienda che continua a credere in quello che fa cercando di migliorare le tecniche ma senza cambiare il punto di vista: rispettare l’ambiente e se stessi!

A settembre ho avuto l’onore di essere ospitata in questa casa e quando lo racconto i miei pensieri corrono indisturbati all’infanzia, penso a quelle case delle fiabe o alla tanto desiderata casa sull’albero, rifugio naturale dei sogni dei bambini. In effetti, prima di metterci piede la immaginavo avvolta da un’aura di meraviglia e utopia. Eppure questa casa fuori e dentro è normalissima, almeno alla vista.

Forse il segreto vibra davvero nell’aria, avvolge chi vi entra in un abbraccio che cura e lo dondola in un’esperienza unica. Perché la canapa unita alla calce è un materiale che respira!

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