Greta va di fretta e la musica canta l’ambiente

Greta Thunberg va di fretta, come ogni adolescente, come chiunque creda nei suoi obiettivi e nell’urgenza di raggiungerli. A poco più di un anno dalla sua prima apparizione pubblica – e a soli diciassette anni di età – la giovanissima svedese è stata già nominata “Persona dell’anno” dal Time, è intervenuta all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, ha organizzato scioperi in tutto il mondo ed è diventata  – come ogni eroina che si rispetti – la protagonista di diversi brani musicali.

In Italia, per esempio, Marracash ha inciso e posto a chiusura del suo ultimo album “Persona” un brano intitolato “Greta Thunberg – Lo stomaco” nel quale, pur ironizzando sul ruolo messianico affidato dai media alla ragazza (“Greta Thunberg! La mia razza si estingue!”), il rapper attacca l’ipocrisia di chi ”per l’inquinamento [fa] la differenziata […] è come se per l’invecchiamento bevi la centrifugata” e sembra prendere molto sul serio la battaglia per l’ambiente della giovane svedese.

Nel pezzo l’artista milanese si fa accompagnare dalla voce campionata della giovane svedese ripete “right here, right now” (proprio qui, proprio adesso) e da quella di Cosmo che, nel ritornello, chiama alle armi minacciando una catastrofe: “ce la posso fare, posso fare/meglio di mio padre/io ce la posso fare, cambiare/la mia razza si estingue”.

Anche Piero Pelù si è ispirato all’esperienza della Thunberg per il suo nuovo singolo “Picnic all’inferno”. Come già Marracash, l’ex cantante dei Litfiba ha campionato parti del discorso di Greta tenuto a Katowice in occasione della ventiquattresima Conferenza delle Parti sul Clima del dicembre 2018: “My name is Greta Thunberg, I am 15 years old and I am from Sweden. You are never too small to make a difference […]You have ignored us in the past and you will ignore us again” (Il mio nome è Greta Thunberg, ho 15 anni e vengo dalla Svezia. Non sei mai troppo piccolo per fare la differenza […] Ci avete ignorato nel passato e ci ignorerete ancora”). Da sempre particolarmente sensibile ai temi ambientali e sociali, Pelù canta – in un testo efficace ma non particolarmente originale – un picnic all’inferno a mangiare “plastica e cemento” e di una “piccola guerriera […] contro l’indifferenza” pronta a prendersi il suo futuro e a non venderlo.

I The 1975, invece, hanno collaborato in maniera diretta con l’attivista svedese: Greta Thunberg, infatti, nel primo estratto dall’album “Notes on a conditional form” che sarà pubblicato il 21 febbraio del 2020, tiene un vero e proprio discorso appoggiandosi su una linea melodica minimalista: “So, we can no longer save the world by playing by the rules. Because the rules have to be changed. Everything needs to change. And it has to start today. So, everyone out there, it is now time for civil disobedience. It is time to rebel” (Non possiamo salvare ancora il mondo con queste regole. Perché le regole devono essere cambiate. Tutto deve cambiare. E dobbiamo iniziare oggi. Tutti voi, là fuori, questo è il momento della disobbedienza civile. È tempo di ribellarsi) . Il brano-appello ha nome “The 1975”, come la band di Manchester è solita intitolare la prima traccia di ogni suo album: in occasione del lancio, l’etichetta discografica del gruppo indie – la Dirty Hit Records – ha annunciato, inoltre, che ridurrà al minimo il proprio impatto ambientale e che il ricavato delle vendite del singolo sarà devoluto al movimento contro i cambiamenti climatici Extinction Rebellion.

Il discorso tenuto da Greta all’assemblea delle Nazioni Unite, inoltre, è stato trasformato da John Meredith – batterista del trio americano Suaka – in un pezzo death metal che è diventato virale nell’internet ed è stato rilanciato attraverso il suo Twitter dalla stessa Thunberg: “I have moved on from this climate thing… From now on I will be doing death metal only!!” (questa cosa del clima mi è passata… d’ora in poi mi dedicherò solamente al death metal!!).

Da citare, infine, in questa lista non esaustiva, anche l’autore canadese di canzoni per bambini Raffi – molto celebre nel mondo angloamericano – che ha inciso un pezzo intitolato “Young People Marching (for Greta Thunberg)” per incoraggiare i giovani a seguire l’attivista svedese nella sua battaglia e che lo facciano in fretta, per recuperare decenni di bugie, per il nostro pianeta e per le loro vite.

PLAYLIST

●        Marracash – Greta Thunberg – Lo stomaco

●        Piero Pelù – Picnic all’inferno

●        The 1975 ft. Greta Thunberg – The 1975

●        Raffi – Young People Marching (for Greta Thunberg) 

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.