Floyd, Taylor, Bianzino, Aldrovandi, Cucchi e Magherini. Vittime di una guerra globale

Dall’edizione cartacea della rivista BeLeaf Magazine di luglio 2020

Le leggi sulle droghe sono sempre state utilizzate per criminalizzare pezzi di società: a volte i “giovani”, altre i migranti, altre i neri, marroni o gialli. I “tossici” e i “venditori di morte” sono del resto bersagli perfetti e facili da trasformare in nemici senza diritti o dignità. La storia ci ricorda la campagna sulla “marijuana” assassina di Aslinger, messo a capo del Federal Bureau of Narcotics USA: portata dai messicani e consumata dai jazzisti neri negli Stati Uniti degli anni 30. Due piccioni con una fava. Seguì il Marijuana Tax Act e pochi decenni dopo le convenzioni internazionali in cui la cannabis venne inserita tra le sostanze più pericolose senza alcuna evidenza scientifica a supporto. Di Nixon inventore della “War on Drugs”, ricordiamo l’uso che ne fece contro i movimenti studenteschi e pacifisti degli anni ’60 [1]. Ann Fordham, dell’International Drug Policy Consortium, ha scrittoil razzismo e l’imperialismo hanno pervaso fin dall’inizio le fondamenta del proibizionismo e hanno rafforzato il controllo delle droghe come strumento di repressione e oppressione” [2].

Un’analisi confermata dalle ricerche e dagli studi più recenti. Il rapporto rilasciato da ACLU di cui trovate i contenuti chiave tradotti su Fuoriluogo[3]. Nonostante negli USA l’uso della cannabis sia sostanzialmente uguale nelle comunità nere e bianche, un nero ha 3,6 volte più possibilità di un bianco di essere arrestato per possesso di marijuana. Le droghe sono la prima causa di arresto (per cannabis quasi la metà) e così può succedere che Breonna Taylor[4] muoia per 8 colpi di pistola nel suo letto di casa e George Floyd sotto il ginocchio di un poliziotto che diceva “non drogatevi ragazzi”. “Il coinvolgimento della droga, sia esso percepito o reale, ha fornito una comoda scusa per questi interventi violenti e troppo spesso fatali” ha detto Kassandra Frederique[5] della Drug Policy Alliance. Secondo uno studio pubblicato da PNAS nel 2019, 1 uomo nero su 1000 si può aspettare di essere ucciso dalla Polizia, il doppio di probabilità di un bianco. Negli Usa una pallottola sparata dalla polizia è la prima causa di morte per i giovani maschi neri.

In un altro rapporto[6] di Release troviamo l’analisi dell’attività di “Stop and search” della Polizia in Inghilterra e Galles. Questa è focalizzata su reati di possesso di droga a basso livello, e neri e asiatici venivano presi di mira in modo sproporzionato. Oltre il 60% delle perquisizioni è stata per droga. I neri sono stati fermati 9 volte i bianchi, ed hanno una probabilità di essere arrestati tre volte superiore. Questo nonostante il fatto che l’uso di droga sia minore tra i neri rispetto ai bianchi.

In Sud America, una ricerca brasiliana[7] ha analizzato le condanne per droga nel Tribunale di San Paolo nel 2017. Illuminante il dato sulla cannabis, che rende evidente come i neri siano maggiormente condannati dei bianchi (71% contro il 64%) ma con meno stupefacente sequestrato. Per i neri la quantità media detenuta è di 145 grammi, contro 1,14 chili dei bianchi, otto volte di più.

A conferma di ciò le persone a cui è stato riconosciuto l’uso personale: il 9,3% fra i neri, il 15,2% tra i bianchi.

La situazione non è molto differente in Italia. Si pensi ad Aldo Bianzino, Stefano Cucchi, Riccardo Magherini o Federico Aldrovandi. Del resto i reati di droga sono quelli più facili da perseguire con successo: il rapporto processati/condannati è 1 ogni 2, contro 1 ogni 10 per i reati contro il patrimonio e la persona[1]. A permettere la “pesca a strascico” in Italia è l’articolo 103 del DPR 309/90 che permette la perquisizione dietro “fondato motivo”. Purtroppo manca un’analisi a fondo delle statistiche, ma sappiamo che i detenuti stranieri sono in carcere per fatti di droga con più frequenza degli italiani, ed un po’ meno per reati contro il patrimonio e contro la persona. Il possesso di una minima quantità di sostanza giustifica spesso l’arresto ed il processo. Se sei un migrante il processo è assicurato, ma anche se sei autoctono con pochi grammi di sostanza arriva la segnalazione all’autorità prefettizia e eventuali pesanti sanzioni amministrative.

Un gruppo di esperti dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani dell’ONU nel 2019 ha scritto: “la guerra alla droga ha funzionato più efficacemente come sistema di controllo “razziale” che come meccanismo per combattere l’uso e il traffico di stupefacenti” [2]. È ora di smetterla.


[1] Re-Legalized di Francesco Bussolai http://www.relegalized.com/

[2] Vedi IDPC Blog, The war on drugs is built on racism. It’s time to decolonise drug policies, https://idpc.net/blog/2020/06/the-war-on-drugs-is-built-on-racism-it-s-time-to-decolonise-drug-policies

[3] Vedi Fuoriluogo.it, USA. Il racconto di due paesi, arresti su base etnica nell’era della riforma della marijuana, American Civil Liberties Union https://www.fuoriluogo.it/oltrelacarta/documenti/usa-il-racconto-di-due-paesi-arresti-su-base-etnica-nellera-della-riforma-della-marijuana/

[4] Vedi Fuoriluogo.it La war on drugs come strumento della repressione https://www.fuoriluogo.it/mappamondo/la-war-on-drugs-come-strumento-della-repressione/

[5] Vedi https://www.drugpolicy.org/press-release/2020/05/drug-policy-alliance-statement-horrific-police-killing-george-floyd

[6] Release, London School of Economics and Political Science e StopWatch, The Colour of Injustice: ‘Race’, drugs and law enforcement in England and Wales https://www.release.org.uk/publications/ColourOfInjustice

[7] Negros são mais condenados por tráfico e com menos drogas em São Paulo https://apublica.org/2019/05/negros-sao-mais-condenados-por-trafico-e-com-menos-drogas-em-sao-paulo/

[8] Massimo Urzi in Undicesimo Libro Bianco sulle Droghe, Le condanne per fatti di droga: dalla prigione all’area penale esterna https://www.fuoriluogo.it/pubblicazioni/libro-bianco-sulle-droghe/approfondimenti-libro-bianco-sulle-droghe/le-condanne-per-fatti-di-droga-dalla-prigione-allarea-penale-esterna/#.XvhN4_JS_UI

[9] Fight against world drug problem must address unjust impact on people of African descent, say UN rights experts https://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=24332&LangID=E


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