Kamala Harris, una vicepresidente antiproibizionista

Metà della mia famiglia viene dalla Giamaica, mi prendi in giro?“. Con questa battuta, Kamala Harris, senatrice della California, ex magistrato e, da qualche giorno, vicepresidente scelta per affiancare Joe Biden nella corsa alle presidenziali Usa del novembre 2020, ha chiarito la sua posizione sulla legalizzazione della cannabis a livello federale. Una donna delle prima volte: prima donna afroamericana a essere nominata per la vice presidenza e prima candidata vicepresidente a parlare apertamente di legalizzazione.

La Harris, infatti, non solo si è detta favorevole, ma ha anche ammesso di aver fumato marijuana: “Tanto tempo fa”, ha chiarito la politica 54enne. Durante un’intervista rilasciata qualche tempo fa a Charlamagne Tha God, conduttrice del popolare programma radiofonico di New York “The Breakfast Club”, ha usato parole molto semplici e molto chiare: “L’erba dà gioia a molte persone e noi abbiamo bisogno di più gioia di questi tempi“. Quanto basta per renderla già simpaticissima, almeno ai nostri occhi.

Entrando nello specifico, e rispondendo alle critiche dell’ex procuratore generale degli Stati Uniti Jeff Session, la senatrice non ha usato giri di parole: “Lascia che ti dica di cosa ha bisogno la California: ha bisogno di contrastare le organizzazioni criminali transnazionali e di fermare la tratta di esseri umani, non certo di perseguitare la marijuana medicinale della nonna“.

I tempi negli USA sono proprio cambiati. Solo cinque anni fa, Kamala Harris non era così convinta che la legalizzazione fosse la risposta giusta. Ma ora che il 62% degli americani (secondo l’ultima rilevazione del Pew Research Center) si è detto favorevole, le cose stanno subendo una rapida e positiva evoluzione. E noi non possiamo che esserne felici, sopratutto e riuscirà a condizionare Joe Biden.

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